Peli – 21 – Draghi

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Angel si era rannicchiata vicino a lui e stava lentamente sprofondando nel sonno.
– Quanti anni hai? – le chiese.
– Credo quindici – disse con la voce impastata – Dolores mi ha detto che ho più o meno quell’età -
Parlò di lei come se fosse ancora viva, Lucipher non disse nulla.
– Non ricordi proprio niente del tuo passato?
– No. Magari non l’ho nemmeno avuto un passato. Forse ho iniziato ad esistere nello momento stesso in cui Dolores mi ha trovato nel bosco.
Alzò la mano e accarezzò nuovamente l’ala. Lucipher fu colto alla sprovvista e rimase senza fiato.
– Comode -
– Cosa? – era totalmente perso nelle sensazioni da non aver udito nulla.
– Comode le ali. Deve esser meraviglioso volare. Sentire l’aria sul viso e vedere il mondo da lassù. Mi piacerebbe averle, almeno avrei una casa dove stare-
In quel momento Lucipher si immaginò di portarla via con se, nella sua isola. Ma poi scartò quell’idea. Troppo pericolosa. Gli umani l’avevano accolta a braccia aperte e si erano occupati di lei. L’avrebbero rifatto. Con loro era al sicuro.
– Vedrai che al villaggio ti troverai bene – le accarezzò i capelli. Angel si lasciò andare e appoggiò la testa al suo petto. Lucipher la cinse dolcemente. Adagiò la propria fronte alla nuca di lei e si assopì.
Avrebbe tanto voluto restare così per sempre.
Senza guerra. Senza doveri. Senza responsabilità.

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***

Indice Racconto

Award – Sei stato nominato? (Altro che GrandeFratello)

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17lastella:

Grazie mille per l’award! :-) E ora tocca a voi!

Originally posted on Il Condominio Felice e Altre Storie:

the-very-inspiring-blogger-awardBuongiorno!
Stamattina vi saluto con un buon caffè e un award fresco fresco di giornata :-)
Ringrazio la mia amica Saretta  per avermi nominato, non una ma bensì due volte! Con entrambi i blog! Esagerata!

“The Very Inspiring Blogger Award”, nomination che si attribuisce ai blogger e ai blog che si considerano fonte di ispirazione nell’ambito di riferimento, in questo caso specifico l’ambito Beauty: Nel mio caso, bellezza interiore che si converte e sostiene la bellezza esteriore…
— tratto da NaturaNatura – Blog di Sara

I miei blog di Beauty, inteso come prodotti per la bellezza fisica, non ne trattano.
Scrivo.
Questo faccio. Racconto sogni e spezzoni di vita.
Immagino che sia questo il motivo per cui sono rientrata nella categoria di “bellezza interiore”.
Grazie Sara.

Ora passiamo alle regole da rispettare:
1- Ringraziare la persona che ti ha nominato
2- Elencare le regole della nomination
3- Condividere sette fatti…

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Peli – 20 – draghi

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- E’ meglio se ci fermiamo e accendiamo un fuoco – Lucipher alzò lo sguardo al cielo. Dense nubi nascondevano il sole, nonostante questo si intravedevano i colori del tramonto. – Domani pomeriggio dovremo raggiungere il villaggio.
Cenarono con quel poco che riuscirono a trovare, qualche bacca e un coniglio cacciato da Lucipher.
– Tra poco pioverà – annusò l’aria il drago – e non ci sono ripari nelle vicinanze – lo disse a bassa voce, più a se stesso che ad Angel.
Aveva iniziato a nutrire forti dubbi sulla guerra e non apprezzava come i suoi compagni gestivano le battaglie. Pura violenza. Inutile. Dannosa.
Non vi era niente di nobile.
Poi l’arrivo di questa fanciulla così simile ad un drago,  sola in mezzo a degli uomini, durante una battaglia.  Tutti che scappavano terrorizzati e lei no.
Lei ferma ad osservare il cielo e i draghi.

Iniziò a piovere. Dapprima solo qualche goccia poi l’acqua iniziò a scrosciare talmente forte da spegnere il fuoco. Lucipher si piegò verso Angel e le prese un polso trascinandola verso di se.
La prese tra le braccia, sentì la sua resistenza, i suoi muscoli irrigidirsi ma finse di non farci caso. Con un balzo giunse su una roccia tenendola stretta, e chiuse sopra di lei le proprie ali, proteggendola.

L’acqua ora bagnava solo la sua schiena e le ali. All’interno del piccolo rifugio un dolce tepore li avvolgeva. Tolse le mani dalla vita della ragazza ma Angel non si allontanò. Lo stupì. La sua mano proprio sopra al suo cuore.  Si voltò e lo guardò in viso.
– I tuoi occhi brillano – gli disse.
– Anche i tuoi Angel, sei proprio sicura di non essere un drago?
– No. Non lo sono. Ora che ti ho visto sono certa di non essere un drago. -e così dicendo accarezzò le ali.

Un brivido corse per il corpo di Lucipher. Lei era totalmente ignara dell’effetto che quel tocco stava avendo su di lui. Innocente. Devastante.

Angel era rapita dalla morbidezza di quelle ali, non se lo sarebbe aspettato. Le immaginava ruvide o liscie come la pelle di un serpente, invece erano ricoperte di una leggera peluria. Sotto la sottile pelle sentiva i muscoli tendersi, poteva scorgere le vene. Accarezzava le ali seguendone i muscoli, totalmente immersa nella strana sensazione che le trasmetteva quel tocco.

Ora che erano così vicini, intimi, Lucipher era confuso. Stordito dalle emozioni che nascevano dentro di lui. Osservava i suoi lineamenti e la trovava bellissima. Sembrava una fanciulla uscita dai racconti sentiti quando era bambino, quelli dove i buoni vincono sempre e sono facili da riconoscere perchè meravigliosi e vestiti di bianco.

- Perchè combattete in forma umana con le ali? Come draghi potreste distruggerci con un artiglio -
Quante domande faceva questa ragazza?
– Non sarebbe corretto nei vostri confronti, sareste troppo svantaggiati.
– Vuoi dire che lo fate perchè credete di essere magnanimi in questo modo? Di essere nobili e corretti?
– Non lo crediamo. Lo siamo …
– Ipocriti. Combattete volando. Gli uomini non lo possono fare. Se volete combattere da loro pari dovete farlo a terra.

Donna com dragp viola

Peli -19 – draghi

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- Perchè non voli? – chiese Angel osservando le ali mentre camminava a qualche passo di distanza.
– I miei compagni potrebbero vedermi. Vuoi arrivare viva al villaggio?
Non si voltò nel risponderle. Angel rimase pensierosa. Era successo tutto così velocemente. Non riusciva a pensare con chiarezza e ora dubitava anche delle sue sensazioni. Possibile che trovava piacevole la compagnia di un drago? Di colui che aveva ucciso tanti innocenti?
– Perchè non parli? – le chiese Lucipher voltandosi di scatto e fermandosi  – Insultami, arrabbiati ma parla!
– Perchè li hai uccisi?
Quegli occhi trafissero Lucipher. Quella ragazza gli leggeva l’anima. Si sentiva a disagio e inerme. Lui, il guerriero, era indifeso difronte a quelle iridi verdi.
– Il castello del Nord aveva ucciso barbaramente i nostri compagni che vivevano pacificamente su un’isola.
– Quindi li avete vendicati. Certo perchè un bambino di sei anni è colpevole di un assassinio avvenuto lontano chilometri ed eseguito da persone che nemmeno conosce! Ma ti rendi conto di quello che stai dicendo? E’ assurdo! – le lacrime le avevano già bagnato le ciglia.
Lucipher abbassò le ali. Dentro di lui sentimenti contrastanti si stavano combattendo. L’onore, la fedeltà ai compagni, la vergogna, il senso di colpa, le grida che fingeva di non sentire.
– Nemmeno i nostri bambini erano colpevoli. Su quell’isola vivevano semplici agricoltori. Non sono stati in grado di difendersi. Si sono lasciati uccidere senza reagire. Avevano scelto di allontanarsi dalla capitale perchè desideravano una vita pacifica, volevano far crescere i figli lontano dalla guerra. Non volevano vederli trasformati in soldati.
Angel lo guardò confusa.
– Perchè c’è questa guerra – si asciugò gli occhi con la mano.
– Non lo so. L’inizio della guerra non lo ricordano nemmeno gli anziani. Io credo che ci combattiamo solo perchè siamo diversi. Perchè noi abitavamo queste terre da molto prima del vostro arrivo.
– Diversi?
– Come vedi io ho le ali – e le spalancò in tutta la loro immensa lunghezza.
– Perchè credevano che io fossi un drago allora? Io non ho ali.
– Tu non hai mai visto un drago?
Angel fece di no con la testa.
– Incredibile. Assurdo. – si passò una mano fra i capelli – Comunque noi draghi abbiamo tre forme: questa che vedi – le ali scomparvero lasciando solo un pulviscolo luminoso che si disperse nell’aria – e quella senza ali.
Angel si avvicinò e toccò l’aria dove prima vi era il pulviscolo. Lo fissò a bocca aperta. La camicia che indossava aveva due aperture, poteva vedergli la schiena. Una schiena umana. Muscolosa. Sulla sua pelle poteva scorgere due linee che gli correvano dalle spalle fino alla cintola, come due cicatrici. Color oro.
– Ora allontanati un poco e non ti spaventare.  Ricordati che non voglio farti del male. Quella che ora vedrai è la terza forma.
Una luce azzurra esplose partendo dal petto di Lucipher e diventò sempre più grande fino ad avvolgerlo completamente. Poi si espanse e iniziò a prender forma.
Al posto di Lucipher ora vi era un drago nero come la notte con due enormi occhi azzurri brillanti. Era enorme.
Poi di colpo scomparve come era apparso, lasciando nell’ara il pulviscolo d’orato.
Angel fissò nuovamente l’uomo con le ali che aveva conosciuto. Lui si avvicinò di un passo, incerto.
– Ti sei spaventata? – allungò la mano per toccarla, quella ragazza sembrava evanescente, un miraggio. Angel fece un passo indietro e lui ritirò la mano.
– No, non mi hai spaventato.
Lucipher la fissò attentamente. Non era un viso terrorizzato. Stanco, sfinito, provato, ma non terrorizzato. Inspiegabilmente si sentì sollevato.
– Da dove vieni Angel? Da molto molto lontano per non aver mai visto un drago.
– Non so da dove vengo – quante volte aveva ripetuto quelle stesse parole al villaggio? Le si strinse il cuore nel pensare che non esisteva più. – Non credo di esser nemmeno umana. O almeno questo aveva detto il dottore che mi aveva visitato – Angel si stupì di se stessa. Perchè gli stava raccontando queste cose? Toccò il medaglione che portava al collo in cerca di sicurezza, di conforto.
Lucipher la guardò con dolcezza. La sua mente si svuotò. Avrebbe voluto consolarla, darle sicurezza e invece non trovò le parole.
– Andiamo – fu l’unica cosa che riuscì a dire.

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Indice Racconto

Mini Racconto: 6 personaggi in cerca di autore

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Questo racconto fa parte di un progetto a cui ho partecipato per il blog multiautore Apiumani, che ora ha chiuso. Ogni week end riporterò uno di quei racconti su questo blog specificando la traccia che era stata specificata.

Traccia: scrivere un racconto con trama e ambientazione a vostra scelta, e l‘inserimento obbligato dei seguenti personaggi:

  •  Un avvocato in crisi esistenziale sul senso vero della giustizia
  •  Una giovane madre senza lavoro che cerca di crescere i suoi due figli
  •  Una ragazzina adolescente alla costante ricerca della sua personalità nel complicato percorso di crescita
  • Un prete non più innamorato di Dio ma dei piaceri del mondo
  • Un anziana senzatetto con lo sguardo triste sì ma indomito
  • Un giovane gigolò che vende il suo tempo e il suo corpo, ma non vuol perdere la sua anima

Se volete leggere gli altri racconti li trovate nella categoria: Racconti Brevi

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Ecco lo sapevo. Mancano due ore all’apertura dello studio medico e già cinque persone davanti.
Nonèpossibbile. Non posso stare qui a perdere tutto questo tempo. LaSte e Margy saranno già in centro. Noooo ben 5 messaggi su whatsapp e mene accorgo solo ora!? Uff no è quella sfigata.
E se guardo? No che poi LUI si accorge che ho guardato e poi pensa che sono una stressante. Ma se è online e non mi risponde?
oh macos’è sta puzza? Ma che è? Oddio è quella signora lì. Una barbona? Ma che schifo! Che roba. E quello lì vicino alla porta. Ah un prete. E te pareva se non doveva essere lui il primo a entrare. Loro hanno tutte le agevolazioni del mondo.
Ma quella riflessa nello specchio sono io? Omiodiocheschifo! Ma sti capelli da dove saltano fuori? No devo fare assolutamente qualcosa. Non voglio diventare come mia madre. Ecco lo sapevo LaSte ha già visto LoStrafigo in piazza. Maledizione. Ora le chiedo di mandarmi la foto su wa. Sto perdendo minuti preziosi della mia vita in attesa di un dottore! Tutto per una stupida ricetta.
Ma LUI non è online. Oddio vuoi vedere che non leggerà il mio messaggio. Vogliomorirevogliomorire. No che se poi lo legge e capisce che mi piace? E’ anche peggio!! Non lo dovevo fare. Non dovevo chiedergli se oggi veniva in piazza. Mi sono rovinata la vita. Adesso finirà come alle medie che il tipo che mi piaceva ha raccontato a tutti di avermi respinto. Odddiooddio che ho fatto. Mi sono rovinata la vita un’altra volta. Lo sapevo. E poi sti leggins? Ma cosa mi è saltato in mente! No devo andare a casa a cambiarmi. Se LUI mi vede così è finita. Oggi mi sono giocata la mia esistenza e guarda kazzo sono qui ancora in attesa di questo medico!! Ma ti vuoi muovere!!!

 

“Cercasi commessa con esperienza. Max 26 anni.”
“Cercasi barista con esperienza max 24 anni”
Ma si rendono conto di quello che chiedono? Vogliono persone sempre più giovani e con esperienza? E quando te la sei fatta l’esperienza alle elementari!? Possibile che non trovo nemmeno un posto come commessa. Cosa cavolo ci vorrà a vendere due vestiti? E poi a fare il caffè? Un paio di settimane e uno ha imparato ad usare sta macchinetta. Echesaràmai. E’ inutile. Che ore sono? Già le tre!?!? Ma lo studio non doveva aprire alle due? Io alle 16 devo essere a scuola a prendere il piccolo e poi alle 17 devo portare il grande all’allenamento. Non ce la farò mai. Mi mancava pure la schiena bloccata. Se non arriva entro due minuti chisenefrega vado avanti con gli antidolorifici come ho fatto fino ad ora. Mica posso lasciare i miei figli abbandonati a scuola.
“Cercasi badante” eh magari posso fare questo. No inutile e poi i miei figli chi li cresce? Mica li abbiamo i soldi per la babysitter. Già la scuola costa un capitale.
Stanpazienza.
Un prete. Oh Signur lasciamo perdere quello lassù che l’ultima volta che ho pregato ero in cassaintegrazione e mi hanno licenziato. Non chiediamogli niente che poi fa sempre quello che vuol lui. Ci manca solo che gli chiedo due soldi per fare qul corso in piscina che mi piace tanto e ci manda il diluvio.
Ma insomma questo dottore arriva o no!?

 

Chekazzo ha da guardare quella bimbina. Arricci il naso? Puzzo? Non mi interessa. Cos’hai quindici anni? Santocielo ero così alla tua età. E’ inutile che mi guardi male, finirai come me. Tanto prima o poi finite tutti così. Solo che non ve ne accorgete. Io ho perso tutto, anche una casa. Voi la casa l’avete ancora. Ma avete perso tutto lo stesso. Io sarò una senza tetto, ma voi site dei senz’anima. Ma questo medico arriva o no? Mi aveva promesso un paio di tachipirine gratis.

 

Devo essere in tribunale alle 16. Dall’altra parte della città e sono ancora qui. Ma si perchè mi devo agitare, tanto poi lo scarcereranno quello schifoso. Ha ammazzato la moglie ma al massimo gli daranno gli arresti domiciliari. Tanto non si poteva prevedere che l’avrebbe fatto. No certo. Aveva solo quattro denunce per violenza sessuale. Mai arrestato. Mai un processo che sia partito. E chissà quante ragazze avranno subito e non denunciato. Le capisco. Tanto a che serve? Alla fine ha ammazzato la moglie. Nonostante lei lo avesse denunciato per violenza. Due volte.
Arriverò tardi in tribunale. Già ma a chi importa?

 

Un’altra chiamata? Quanto stressa questa donna. No. non posso risponderti. E non ne ho voglia. che sto facendo della mia vita? Si è vero ho un appartamento bellissimo. Tutti i miei amici me lo invidiano. Il Rolex d’oro. La Ferrari nel box. Sto bene. Dovrei essere felice.
E smettila di chiamare. Ora le mando un sms. Chisenefrega se lo vede suo marito. Così forse la finisce. Se ne trova un altro. Tanto di clienti ne ho quante ne voglio.
I miei amici sono falsi. A loro piacciono i miei soldi, non io. Ma del resto a me non interessa. Non ho bisogno di nessuno.
Non mi sono mai innamorato. Forse non ho un cuore.
Ma quello lì che mi fissa?
No caro io mi vendo solo con donne.
Ma no! E’ un prete! Ha il collarino. Magari è gay. Ma cosa vado a pensare?
E se invece è un segno Divino? Se invece lui mi guarda perchè sta vedendo la mia anima sporca e corrotta? Oddio adesso succede come a Sodoma e Gomorra. Diventerò di sale.
Si è un segno di Dio. La mia anima è da salvare. Ne sono certo. Domenica andrò in chiesa.  Magari lui può aiutarmi. Può salvarmi. Si sono una pecorella smarrita.
Certo che come immagine è sexy, potrei utilizzarla come messaggio promozionale sul mio sito.
No! La mia anima! Devo pensare a quella! E’ importantissimo. Si la renderò bella bianca e pulita. Tornerò innocente.

 

Tutti mi guardano. Sono l’attrazione dello studio medico.
Questo taglio di capelli mi dona. E’ stata un’ottima idea far tener messa stamattina da quel prete dell’ecuador e andare dal parucchiere.
Guarda che successo.
Stasera gli dico di tenere messa di nuovo. Esco a cena e magari faccio un giro in discoteca.
Fuori città ovviamente. Prima che qualcuno mi riconosca.
Ottima idea.
Non vedo l’ora.
Ho anche comprato un paio di jeans attillati che mi stanno proprio bene.
Stasera li metto.
Arriva questo medico?
Devo riuscire a fare tutto prima di tenere catechismo.

Ciao

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Originally posted on 17lastella:

downloadCiao piccolo navigatore solitario,
Ciao piccola stella del web,
vi starete domandando dove siete capitati, che blog è questo, chi sono io.

Tranquilli, non c’è niente di pericoloso, non uscirà nessun mostro dallo schermo e non riceverete telefonate del tipo:
Sette giooooooooooooooorni

Potete però esser catapultati in un nuovo mondo, questo si, vi può capitare.
Questo è un blog di racconti.

Potete leggere quelli già terminati sbirciando qui: Racconti

Oppure leggere quello in corso: Il Pianeta Peli – Storie di Draghi e Uomini

E si vi interessa ci sono anche delle piccole storie: Mini Racconti

Da poco, pochissimo, ho iniziato anche una collaborazione con la Papera del Web : siete curiosi? Sbirciate la rivista on line! 

E io chi sono? Uno spazio tra le parole di un libro, un essere fatato, un’illusione… oppure no, sono reale?
Scopritelo conoscendomi meglio attraverso l’altro mio blog!

Buona Lettura!

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Peli – 18 – Draghi

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Angel riaprì gli occhi. Era adagiata vicino ad un fiume. Sentiva la fronte fresca. Una stoffa umida era appoggiata sulla sua testa. Si mise a sedere.
Si sentiva sfinita, svuotata.
Poco distante, accovacciato su un masso stava Lucipher. Teneva le ali semischiuse, più che un uomo sembrava un animale ferito. Triste. Solo. Confuso.
Non era l’atteggiamento adatto ad un assassino. Per un attimo il cuore di Angel si intenerì a quella visione. Poi si ricordò del villaggio. Dei gemelli così piccoli e indifesi,  sentì qualcosa dentro di lei bruciare.
Si guardò intorno cercando un elemento familiare che potesse tranquillizzarla. Niente.
– Voglio aiutarti – ripeté Lucipher.
– E come? Uccidendomi? – Angel non riconobbe la propria voce, era gracchiate, affilata.
– No. Pensavo di accompagnarti ad un villaggio qui vicino. Un villaggio di umani.
Angel lo fissò attentamente. Non distoglieva lo sguardo, respirava regolarmente, sembrava quasi sottomesso. Non mentiva.
– E poi brucerete anche quello?
– No. Non credo, non dipende da me. Ma la battaglia è finita, dovrebbe esser tranquillo ora. Volevamo solo vendicare i nostri compagni sterminati. Adesso torniamo a casa.
– Sterminati?
– Si. Un plotone di esecuzione ha aggredito una colonia. Gli umani hanno ucciso le nostre donne e i nostri bambini.
Angel tacque. Non capiva. Non aveva la forza di capire. La sua testa era confusa. Ora vi era solo dolore e rabbia.
Lo guardò attentamente.
Non voleva farle del male, lo aveva dimostrato.
Voleva davvero aiutarla? Pulirsi la coscienza?
– Non basterà.
– Cosa? – allargò le ali e la fissò con gli occhi spalancati.
– Non basterà aiutare me per sentirti in pace con te stesso, lo sai.
Lui abbassò lo sguardo, poi tornò a fissarla.
– Si lo so, ma un inizio ci deve pur essere. Tu sei il mio inizio.
Angel si sentì spiazzata. Senza parole.
– Mi chiamo Angel – disse alzandosi e facendo un passo verso di lui.
Lucipher sorrise e Angel si stupì nel trovare piacevole quel viso.

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Indice del racconto