Piramidi – venti (parte 2)

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Fianna era tesissima. Le feci bere il liquore e restai qualche minuto ad osservarla mentre le sue guance pallide si coloravano di rosa.
Bene… il liquore aveva fatto effetto, ora si era rilassata.
Fianna indossava una semplice veste bianca ed era a piedi scalzi.
Io indossavo la veste da Sacerdotessa e nascondevo il viso col cappuccio del mantello.
Le presi la mano e ci avviammo insieme verso la piramide salendo i sedici gradini del monumento. Ci trovammo sotto un’apertura di un metro quadrato, che immetteva in una bassa galleria, dove la fanciulla con la lucerna accesa penetrava a carponi.
Dopo aver lungamente camminato in mezzo a tenebre, per estesi androni, contorti passaggi e tetri meandri, giungemmo ad un pozzo che sembrava senza fondo, nel quale si doveva scendere.
L’oscurità nascondeva ai nostri occhi dei gradini di ferro che circondavano la parete interna del pozzo.
Fianna si fermò confusa a guardare il buio.
A volte avveniva che l’aspirante ritornava sui suoi passi dalla parte da dove era venuto, rinunciando all’iniziazione.
-Desideri proseguire Fianna?-
Lei tacque qualche secondo.
-Si lo desidero-
Sospirai, ero fiera di lei. Le passai accanto e la superai scendendo per prima facendogli vedere che poteva seguirmi senza alcun timore.
Contai i miei passi, al sessantesimo gradino arrivammo in un’apertura che serviva d’ingresso ad una strada scavata nella rupe che discendeva a spirale in uno spazio di circa quarantacinque metri all’estremità del quale si trovava una porta di bronzo con due battenti.
Mi fermai attendendo che Fianna aprisse la porta, ci provò ma le sue mani delicate non riuscivano a spostare tale peso. Non potevo intervenire, quindi attesi finché non ci riuscì.
Entrammo e in quel mentre la porta si chiuse producendo un orribile rumore che sembrava scuotere le volte dei sotterranei.
Questo segnale annunziava ai sacerdoti che un profano si era sobbarcato alle prove dell’iniziazione: per cui i ministri dell’ultimo ordine preparavano il necessario per la ricezione.
Percorremmo un lungo corridoio fino a raggiungere una porta di bronzo, lì davanti si trovava una graticola di ferro. Fianna guardò attraverso e vide una vasta galleria, costeggiata d’ambe le parti da un lungo ordine di archi illuminati da lucerne.
Da dove eravamo si sentiva la voce dei sacerdoti e delle sacerdotesse cantare degl’inni funebri, accompagnati da melodiosi strumenti. Questi inni accompagnati da tetre melodie, e gli echi delle volte, che li rendevano più imponenti e più lugubri, fissavano l’attenzione della fanciulla, immergendola in un’estasi malinconica.
Dovevo stare ferma dietro lei, per lasciarla in preda ai suoi tetri pensieri.
Mi mossi avvicinandomi e le presi le spalle da dietro.
-Sei sicura Fianna di voler proseguire?-
-Si -
Lasciai la mia presa e prendendola per mano la introdussi in una galleria larga due metri.

Piramidi – venti (parte 1)

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-Dafne!-
Una voce mi raggiunse nel buio.
-Che cosa vuoi udire o sapere?-
-Chi sei tu?- chiesi
-Io sono quel che tu vuoi e dovunque io sono con te-
-Dafne! Dafne!-
… una luce…

-Dafne sveglia! Oh finalmente hai aperto gli occhi!- era Rowan.
Un sogno…allora era stato solo un sogno… mi misi a sedere sul letto nel vano tentativo di svegliarmi.
-Ma insomma che ti prende in questi giorni? –
-Non lo so,continuo fare sogni strani che non capisco e al mattino mi sento così stanca-
-Forse viaggi troppo lontano mentre dormi e il tuo corpo ne risente, prova a parlarne con Anara, magari lei può aiutarti con qualche erba-
-Si hai ragione. Ma basta preoccuparsi per me! Dobbiamo pensare alle nostre piccole che devono affrontare la loro iniziazione-
Erano iniziati i giorni di preparazione al grande evento.
L’aspirante all’iniziazione doveva astenersi dal mangiare carne di animali,  il giorno prima doveva bagnarsi sette volte la testa nelle acque del mare. Simbolo del grembo materno.
Le fanciulle dovevano presentarsi nel tempio colle mani terse ed un cuor puro, così citavano gli scritti. Per questa cerimonia veniva eletto tra le Sacerdotesse più anziane un ministro, detta Hydronos, che purificava le mani facendogliele lavare nell’acqua lustrale posta sotto il portico in una vasca.
Alle aspiranti veniva dato del ciceron, liquore destinato ad indebolirgli le facoltà.
Quando l’aspirante era convenientemente preparato, accompagnato da un iniziato che gli serviva da guida, si portava verso la mezzanotte alla grande piramide, avendo cura di munirsi di una lucerna e dei mezzi necessari per accenderla.

Finalmente il grande giorno era giunto. Io ero stata scelta come guida per accompagnare la prima candidata: Fianna.
Aelia sarebbe stata accompagnata da Rowan e l’ultima della lunga notte doveva essere Nell con Anara.

Piramidi – diciannove

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Le primule iniziavano ora a fiorire, i campi si stavano colorando di mille tonalità e qualche farfallina coraggiosa già timidamente si posava sul primo fiore sbocciato.
E così anche quest’inverno era passato, forse troppo velocemente per le mie tre piccole fanciulle, che erano cresciute e iniziavano i preparativi della loro iniziazione, presto sarebbero diventate Sacerdotesse.
Prima dell’evento, che avrebbe segnato per sempre le loro vite, Aelia doveva prestare giuramento come Guerriero.
-Sei agitata? Ti senti pronta?- le chiesi mentre indossava i pantaloni della divisa.
-Sono nervosissima. Nessuno ha voluto dirmi che tipo di prova dovrò affrontare.-
-Se ti dicessero cosa devi affrontare non sarebbe più un’iniziazione-
-Ma a te Nicodemus non ha detto niente? Non ha accennato a nulla? –
-Mi spiace Aelia ma a noi Sacerdotesse non è dato di sapere quale sia l’iniziazione dei guerrieri. E se anche fosse non te lo verrei a dire! E ora muoviti o farai tardi- e l’aiutai a vestirsi.
Era diventata bellissima, coi capelli rossi e quei penetranti occhi verdi. Ora aveva 13 anni e aveva già spezzato il cuore a molti dei suoi compagni d’arme. Aveva accettato, non senza dolore, il rifiuto di Nicodemus e da allora non si era più interessata all’amore. Ogni volta che le chiedevo spiegazioni lei rispondeva che un “Giglio” la stava aspettando oltre il mare.

-Io vado – la sua voce mi destò dai pensieri. La salutai sentendo dentro di me crescere una tristezza sconosciuta. Avevo la sensazione che questi giorni felici sarebbero presto finiti, mi feci forza e scacciai quell’ombra dal mio animo. Sorrisi vedendola camminare verso Nicodemus, lui l’avrebbe accompagnata verso il futuro.

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-Tu chiedi una cosa molto grande, perché del nostro ordine vedi solo la scorza che è al di fuori, ci vedi possedere bei cavalli e indossare belle vesti.
Ma non sai i duri comandamenti che ci sono qui dentro, perché una cosa è certa:
che TU signore di te stesso stai per diventare servo altrui, perché assai difficilmente farai ciò che desideri. Sei sicura di voler entrare?- l’Anziano le puntò la spada alla gola e con voce tonante l’aggredì.
-Si-
Si trovavano in una delle tante grotte sotterranee che percorrevano tutto il continente. Faceva freddo e l’umidità bagnava anche le ossa, l’unica luce presente era la torcia che Nicodemus silenziosamente sorreggeva.
-E’ tuo desiderio essere ammessa ai nostri Misteri?-
-Si-
-Da oggi non vivrai più per te stessa ma per il tuo Regno, sei sicura di volerlo?-
-Si lo voglio-
In quel preciso istante l’Anziano alzò la spada verso l’alto per colpirla, Aelia non si ritrasse e continuò a fissarlo negli occhi mentre il suo cuore pian piano scendeva nello stomaco.
L’Anziano abbassò la spada e gli appoggiò delicatamente la lama su una spalla.
A quel gesto Aelia si inginocchiò, la spada passò all’altra spalla.
-Benvenuto Cavaliere –
Dietro di lei Nicodemus sorrideva soddisfatto.

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Piramidi – diciotto

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Una calda luce mi avvolgeva, mi sentivo felice e in pace ma intorno a me apparvero le tenebre, cupe e orribili forme tortuose. Mi parve che queste tenebre mutassero in non so quale natura indicibilmente sconvolta, esalante fumo come da un fuoco… un rumore indescrivibile e lugubre si espanse… ne uscì un grido inarticolato che sembrava la voce stessa della Luce…
Aprii di scatto gli occhi. Il cuore batteva forte nel petto. Dov’ero? Il panico mi invase. Cercai di calmarmi, tutto intorno a me era buio. Feci dei profondi respiri.
Piano piano i miei sensi si calmarono. Compresi di essere nel mio letto. Sentivo i respiri ritmati di Rowan e Anara. Tutto era tranquillo.
La stanchezza vinse sul mio corpo e mi riaddormentai.

-Mi accompagni a lezione oggi?- chiese Aelia mentre terminava la sua colazione.
-Si certo, devo recarmi dalla Fiamma. Faremo la strada insieme- poi mi rivolsi a Nel –Tu invece andrai in infermeria con Anara?-
-Si! Dice che sono portata per la medicina-
-Io invece non so fare nulla –piagnucolò Fianna.
-Non è vero. Sei portata per il canto e sai suonare l’arpa splendidamente. Vedrai che presto svilupperai anche altre capacità- in realtà Fianna sarebbe stata la mia allieva prediletta, era adatta ad occuparsi del Fuoco Sacro. Rispetto alle altre fanciulle aveva una sensibilità molto elevata.
Ovviamente se avrebbe superato l’iniziazione che tutte e tre avrebbero presto dovuto affrontare.

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Nicodemus vide entrare Aelia e Dafne. Si accorse subito che qualcosa era cambiato. Aelia non era più cupa in viso e sorrideva a Dafne con affetto. Appena lo scorsero, Aelia strinse la mano di Dafne. E poi da sola venne verso di lui.

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-Gli devo parlare – mi disse Aelia stringendomi la mano. –Ho paura-
-Non ti preoccupare, vai. Il tuo cuore è sincero e lui comprenderà. Se vuoi ti aspetto qui-
-Si…grazie – e andò verso di lui.
Io rimasi ferma ad osservarli. Da dov’ero non potevo sentire le loro voci.

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-Ciao Nicoedmus…-
-Ciao Aelia, tu e Dafne avete risolto le vostre divergenze?-
-Si, Dafne mi ha detto di essere innamorata di te e io ho capito che tu la contraccambi -
Nicodemus rimase interdetto davanti a tanta sincerità. La fissò nei suoi luminosi occhi verdi. Aelia non distolse lo sguardo.
-Ho capito che anch’io ti amo e non posso farci niente. Non sono in grado di comandare i miei sentimenti. Però tu e Dafne siete le persone più importanti per me, più importanti della mia stessa vita. Quindi se voi siete felici lo sono anch’io…-
-Aelia, sei veramente sicura di amarmi? Io credo che tu veda in me il padre che non hai mai avuto e il sentimento che provi  è molto simile a quello che tu proveresti verso tuo padre. Non voglio sminuire ciò che senti per me o dubitare dei tuoi sentimenti, ti sto solo consigliando di guardare ciò che è accaduto, e anche ciò che provi, da un altro punto di vista.-
-Capisco cosa vuoi dire… ma al momento io sono confusa. Non ho mai provato un sentimento del genere e non ho mai avuto un padre, quindi non sono in grado di capire cosa sto provando. Sono sicura solo di una cosa: che voglio bene sia a te che a Dafne. Anche se io non sono la prima persona a cui tu vuoi bene per me è lo stesso…a me basta starti accanto e vedere felici le persone che amo- gli occhi le luccicavano per le lacrime trattenute a forza.
-Aelia tu diventerai una bellissima donna – disse Nicodemus meravigliato dalla profondità di sentimenti della piccola. Forse Dafne aveva ragione: Aelia stava diventando grande.
-Ma non sarò mai la tua donna…. – e gli sorrise –Sai stanotte ho fatto un sogno, forse nel mio futuro esiste già un uomo che mi sta aspettando… anzi un giglio-
-Un giglio?- Nicodemus era confuso
-Non preoccuparti. Son cose da sacerdotesse. Amici come prima? –e allungò la mano.
-Amici come prima- Nicodemus la strinse.
-Ora andiamo incontro a Dafne- e lo tenne per mano portandolo verso di lei.
Raggiunta Dafne, Aelia prese anche la sua mano e la mise in quella di Nicodemus.
-Io sono felice, perché voi siete le persone più importanti per me-

Rispetto

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Se una donna chiede RISPETTO le viene chiesto di giustificarsi, di dare spiegazioni.
Comprendo che in una società dove si esaltano le escort e le carriere col metodo Lewinsky sia difficile credere che esistano donne diverse.
Ma ci sono e fanno parte anche loro della specie Homo sapiens.
Incredibile vero?
Capita spesso, purtroppo, che chiedendo RISPETTO ci si senta dire “quanto te la tiri“.
Beh sinceramente, se così la smetti di rompermi le scatole, ti dirò un segreto:
Si, sono un cesso ma ce l’ho platinata con intarsi di diamante. Va bene???

Un posto per fare un pisolino?

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La dura vita del programmatore ti impone anche di dover lavorare al sabato.
La dura vita del pendolare Trenord ti fa scoprire che l’amato treno delle 7.30 del mattino non c’è più nei festivi, perchè per Trenord il sabato è un festivo. E non aggiungiamo altro.
La dura vita di chi abita lontano dalla stazione ti fa scoprire la meraviglia di uscire di casa alle 6.30 (per prendere l’unico treno delle 7) girare la chiave nel cruscotto della tua fedele auto e sentire il terribile rumore “umf umf” che non promette nulla di buono.
E nonostante tutti questi mille imprevisti riesci ad arrivare in ufficio alle 7.58, manco fossi un incrocio tra Flash Gordon e la Donna Bionica. Oddio non sapete chi è ??? Esiste Google insomma impegnativi un pochino nelle ricerca…ah non si può scrivere “oddio” ?? Caspiterina che guaio…
Insomma i supereroi ti fanno un baffo.
E riesci persino a completare tutto il tuo lavoro in tempo record, peccato che non si possa dire la stessa cosa per gli altri sistemi collegati… e va a finire che ti ritrovi in ufficio, al sabato mattina, da sola, ad attendere le tavole come Mosé sul monte Sinai.
Che fai?
Beh ovvio: navighi un pochino in internet. Tra uno sbadiglio e l’altro inciampi su una notizia che fa proprio per te, non ci sono dubbi. Voi che dite?
Ora vado a cercarmi una panchina in zona per schiacciare un bel pisolino.
‘notte a tutti!

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