Peli – 11 – Angel

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Alton portò Angel nella casa del generale Robert che l’accolse con rispetto. La fece accomodare su una sedia.
- Ora fanciulla subirai un interrogatorio. Se non risulterai essere un drago avrai le mie pubbliche scuse e la libertà di rimanere qui da noi. Se così non fosse..sarai giustiziata seduta stante.

Angel non parlò. Tremava.
Per la prima volta, da quando era stata trovata nel bosco, percepì se stessa.
Fu un breve istante. Un luccichio nella nebbia. Un’immagine fugace del proprio vero IO.
Non riuscì ad afferrarlo, le sfuggì tra le dita.
Eppure fu sufficiente. Si accorse di avere una coscienza propria. Una sua vita.
Fino ad ora aveva fatto ciò che Dolores si aspettava da lei.
Non perchè lo volesse veramente, ma perchè non aveva altro.

Alzò il viso e guardò negli occhi il generale.
Come poteva sapere se era o non era un drago?
Lei non ricordava di averne incontrato uno. Non ricordava nulla del suo passato. Come poteva affermare di essere qualcosa che non conosceva?

 

***

Indice del racconto

Peli – 10 – Uomini

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Angel, rimasta sola, stava preparando una torta mentre i gemelli dormivano nella loro stanza.
La porta si spalancò ed entrò correndo Samuel.
- Angel! Angel! – e si aggrappò alla sua gonna piangendo
- Cosa è successo?
- Sono stato cattivo! Mi dispiace
- Dimmi cosa hai fatto
- Ho rovinato la spada del capitano, non volevo! Mi è caduta! – e iniziò a piangere nuovamente
- Su Samuel, non l’hai fatto apposta. Ora smettila di piangere, e vai a chiedere scusa a tuo papà e anche al capitano – e lo baciò sulla fronte.
- Non ce ne bisogno. Sono qui – sulla porta spalancata vi era Alton con la spada in mano pronto a combattere – Sembri proprio un drago, ma non lo sei. Vero? – le puntò la spada alla gola costringendola ad alzare il viso e a fissarlo. – Occhi verdi, capelli chiari…tutto di te sta ad indicare che sei un drago….-
-No! – urlò Raphael entrando in casa – Non farle del male! E’ una brava ragazza! Non è un drago-
-Raphael? – Alton alzò un sopracciglio guardando il forgiatore – la difendi?-
- E’ tanto buona lasciala stare! – urlò Samuel mettendosi davanti ad Angel a braccia aperte
- Non spetta a me decidere della sua vita. La porterò dal generale -
- Oh no, ti prego no! – Dolores entrò in quel momento facendo cadere il cesto con la spesa – non portarmi via la piccola. E’ come una figlia per me! -
- Se non è un drago, non avrà nulla da temere – la prese per un braccio e la spinse fuori, senza abbassare l’arma.
La mise sulla sua cavalcatura legandole i polsi alla sella.
Dolores crollò a terra tra i singhiozzi.
L’ultima cosa che Angel vide fu Raphael abbracciare dolcemente la moglie.

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Attraversarono il paese sotto lo sguardo stupito della gente. Alcune persone facevano segno di scongiuro per terra e correvano a chiudersi in casa. Molti sputavano al loro passaggio. Altri la insultavano. Le donne si segnavano in cerca della protezione degli dei.

 

***

Indice del racconto

Peli – 9 – Uomini

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Nei giorni che seguirono Angel rimase chiusa in casa, nascosta.
Pian piano che riacquistava le forze diventava sempre più radiosa e bella.
Dolores le insegnò a cucinare e rammendare, imparava velocemente. Era curiosa, volenterosa. Sapeva osservare. Spesso si sedeva su una sedia, assorta e concentrata, e poco dopo era in grado di ripetere i gesti necessari per preparare il pane. Senza sbagliare una dose. Aveva buona memoria.
Dolores aveva sempre desiderato una figlia femmina ed ora gli Dei le avevano donato questa fanciulla. Era dolce, paziente, solare. Adorava i bambini.
Raphael aveva perso subito l’iniziale diffidenza e presto iniziò a trattarla come una vera figlia.

La memoria non sembrava voler tornare. Angel non sapeva chi fosse ne da dove provenisse.
Dolores e Raphael però ora ne erano certi: lei non era un drago.

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- Samuel perchè piangi ancora? – chiese Angel accovacciandosi davanti al bimbo in lacrime, gli accarezzò dolcemente la testa spettinandolo. Il piccolo smise di piangere e le sorrise.
- Sai, non lo ricordo più- e corse fuori dalla porta per raggiugere il padre.
Angel prese in braccio il più piccolo dei figli di Dolores e si sedette a fare colazione.
- Oggi devo andare al mercato, non aprire a nessuno e non farti vedere – disse Dolores pulendo le mani nel grembiule.
-Prima o poi scopriranno che mi tenete qui. Se io sono veramente un drago è meglio che me ne vada via.
Erano questi i momenti in cui Dolores percepiva quella strana sensazione sulla pelle che le faceva pensare “non è umana”. Gli occhi di Angel avevano completamente perso la pupilla, ora erano totalmente verdi e la sua espressione era assente. Come se non fosse presente tra loro. In quei momenti la temeva, ma poi la ragazza si riprendeva e sorrideva. E quel sorriso cancellava tutto. Dubbi, paure, incertezze, tutto.
- Non dire sciocchezze mia cara. Tu non sei un drago e noi troveremo una soluzione-

Mini racconti: aspettando l’alba

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Questo racconto fa parte di un progetto a cui ho partecipato per il blog multiautore Apiumani, che ora ha chiuso. Ogni week end riporterò uno di quei racconti su questo blog specificando la traccia che era stata specificata.

Traccia: nessuna.

Se volete leggere gli altri racconti li trovate nella categoria Mini Racconti

***

Il manto della Signora Notte avvolge la città, le luci delle abitazioni si spengono permettendo al cielo di illuminarsi al chiaror delle stelle.
Che pace.
Per fortuna i padroni di casa la notte mi lasciano tenere la finestra aperta, così posso guardare il cielo. Un’altra giornata di lavoro è passata. Che fatica star dietro a tre bimbi vivaci!
Ora assaporo il meritato riposo.
Tutti dormono tranne me. Rimango sveglia e attendo l’alba col cuore che batte forte per l’emozione, come se fossi innamorata.
Forse è davvero così, del resto non si racconta che Apollo sia il dio più bello dell’Olimpo?
Eccolo. Il cielo si illumina e tutto il mondo viene colorato dai suoi raggi. Proprio come un pittore con la sua tela.
Le luci delle stelle pian piano si spengono, così anche i lampioni delle strade.
Il Carro inizia la sua corsa.
La pace della casa viene interrotta dalle voci degli abitanti che si svegliano.
I bimbi urlano e ridono, i passi rimbombano nei corridoi.
Diana la più piccolina, la dolce bimba dai capelli biondi e ricci, entra nella camera.
Si alza in punta di piedi per raggiungere il davanzale dove passa sempre la notte la sua Ester, perchè Diana sa che alla sua bambola piace guardar le stelle.

Peli – 8 – uomini

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- Mamma! mamma! – urlò Samuel rientrando con suo padre.
- Siediti Samuel e cura i tuoi fratelli. Io e tuo padre dobbiamo parlare -
L’uomo guardò pensieroso la moglie ma non disse nulla e la seguì senza commentare verso la camera dei bambini.
Rimase pietrificato sulla soglia.
- Sei pazza! Quello è un drago! -
-Era svenuta nel bosco…nuda…indifesa…non potevo …-
- Taci! Si sta svegliando -

La fanciulla aprì gli occhi, si guardò attorno e si sedette sul letto ad osservarli.

-Ha gli occhi verdi! E’ proprio un drago! – Dolores si coprì la mano con la bocca. Cosa aveva fatto? Aveva portato la morte in casa!

La fanciulla li guardò incuriosita, poi chiese con un filo di voce:
- Cos’è un drago?
- Tu… tu non sei un drago? – chiese dubbioso Raphael
- No. Non credo. Non so cos’è -
- Chi sei? -
- Non lo so…io… io non ricordo – prese la testa tra le mani e si ranicchiò nuovamente in posizione fetale.

A Dolores la paura svanì e si avvicinò a lei, con dolcezza le accarezzò la testa.
- Non preoccuparti. Ora sei al sicuro. Vedrai che presto ricorderai da dove vieni – poi guardò il medaglione che aveva appoggiato sul comodino. – Questo è tuo e sopra c’è scritto “Angel”, è il tuo nome?
- Forse, non lo so – e gli occhi le si riempirono di lacrime
- Su su ragazza, non fare così. Piangere non serve a nulla. Noi d’ora in poi ti chiameremo così, va bene? Ecco perfetto. Ora alzati da questo letto. Lì ci sono dei vestiti che ti ho preparato. Vestiti e vieni a tavola con noi.

Usciti dalla camera e chiusa la porta Raphael prese per un braccio la moglie.
- Ma sei pazza?!
- Quella fanciulla non è un drago. Me lo sento nelle ossa. E io non sbaglio mai – guardò negli occhi il marito.
Lui rimase fermo ad osservarla, poi rilassò la mascella tesa.
- E va bene. Ma come facciamo a tenerla nascosta?
- Ci penseremo domani mattina. Un problema per volta. Ora andiamo a cenare.

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Peli – 7 – uomini

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- Sta arrivando la stagione delle piogge – borbottò fra sè Dolores osservando il cielo oscurarsi di nubi cariche d’acqua.
Affrettò il passo per tornare al più presto a casa. Era ormai al limitare del bosco quando notò una piccola luce tra gli alberi.
Pensò ad una torcia già accesa.
- Chi è? -
Nessuno rispose e la luce scomparve.
Fece un passo per andarsene ma qualcosa la bloccò. Una strana sensazione, si sentiva attratta verso quel punto. Si voltò e si inoltrò tra le felci, proprio dietro agli alberi.
E la vide.
Adagiata tra le foglie c’era una ragazza nuda, in posizione fetale.
-Oh per tutti gli Dei! – le corse accanto e le tastò il polso per vedere se era viva.
Respirava.
Le scostò i capelli rosso fuoco e si ritrovò ad ammirare una ciocca di capelli color oro tra le dita.
La guardò meglio. I capelli la ricoprivano come un mantello.
Tra le sottili dita stringeva qualcosa, gliele aprì delicatamente e vide un ciondolo.
Si alzò in piedi di scatto.
Il suo aspetto era quello di un drago. Era sicuramente una di loro. Uno di quei mostri.
Indietreggiò di un paio di passi.
Avrà avuto più o meno quattordici anni.
Era indifesa, in mezzo ad un bosco.
Il suo istinto materno prese il sopravvento. Spazzò via la paura e la diffidenza.
La prese tra le braccia, forti del duro lavoro, e si incamminò verso casa.

La mise a letto, le bagnò la fronte con un po’ d’acqua e si mise a preparare la cena. Tenere le mani occupate l’aiutava a rilassarsi e a non pensare.

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Cosa state leggendo?

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Ve lo state domandando vero?

Questo è un blog di racconti che ho scritto da ragazzina e che solo ora ho avuto il coraggio di rendere pubblici.

Il racconto che sto pubblicando ora si intitola Peli (Il Pianeta Peli) e narra la storia di due razze rivali che si contengono il dominio delle terre: i Draghi e gli uomini. L’indice lo trovate qui.

I racconti che ho già terminato di pubblicare sono visibili qui.

Volete sapere chi sono? Bene,allora venitemi a trovare sull’altro mio blog e non dimenticatevi di iscrivervi anche su quello cliccando qui:

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Ciao e grazie per esser venuti a trovarmi.

ciao ciao