Peli – 49 – Draghi

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- Saggio! Saggio! – Sephirot entrò di corsa nello studio sbattendo la porta.
Il Saggio alzò lo sguardo dal libro e sollevò un sopracciglio
– Da quando sei venuta ad abitare qui hai sviluppato una vivacità impressionante – sospirò e chiuse il libro – Dimmi mio piccolo tornado -
– Sul mio letto c’è un abito stupendo, perchè?-
– Stasera farai il tuo debutto in società -
– Ma io…io non sono un drago, non ho il diritto di partecipare al Ballo delle debuttanti -
Il Saggio sorrise. Da quando Sephirot aveva ricordato il proprio nome il suo carattere era mutato. Stava pian piano tornando in superficie la sua vera essenza. Da allora non aveva fatto progressi con la memoria, ma la mutazione nel fisico era evidente.
Aveva ripreso colore e i suoi occhi brillavano carichi di vitalità.
– Vivi con noi, sei stata accolta come una figlia in casa di Lemure e lei stessa si è dedicata a cucire quell’abito. Desidera che tu faccia il tuo ingresso in società con sua figlia -
A Sephirot vennero le lacrime agli occhi.
– Allora sei pronta per stasera? Sai ballare? – Lucipher si era avvicinato alle sue spalle.
– No. E’ la risposta a tutto -
– Eh eh … lo sospettavo. -
– Sarà Lucipher il tuo accompagnatore. Ora se volete lasciarmi riprendere i miei studi… – il Saggio li fulminò con lo sguardo.
Sephirot uscì col cuore che batteva dallo studio.
Lucipher invece entrò e chiuse la porta.

Il Saggio tornò a guardarlo.
– Non ho buone notizie. Gli uomini hanno deciso di attaccare l’Isola Madre. Stanno raccogliendo truppe. Sono più numerosi di noi -

***
Indice:  Peli – Racconti di Uomini e Draghi

Ciao nuovo lettore

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17lastella:

Buona giornata nuovi arrivati. siete un po’ confusi? Vi sembra di aver perso il filo del discorso? Ecco qui due precisazioni sul piccolo blog :-)

Originally posted on 17lastella:

Ciao, si parlo proprio con te che sei approdato su queste pagine e non hai ben chiaro cosa scrivo.
Questo è il mio piccolo mondo dei sogni,  le mie storie.
Attualmente è in corso il racconto Peli – storie di Uomini e di Draghi.
Se vuoi leggere i miei vecchi racconti li trovi qui.
Ho anche scritto dei mini racconti per un blog multiautore, li puoi leggere qui se sei interessato.
Ho iniziato una collaborazione con la Papera e per lei scrivo la storia di Cleo&Leo.

Vuo conoscermi? Sapere chi è 17LaStella?
Bene allora visita l’altro mio blog.
Intanto ti preparo un delizioso caffè, se vuoi anche una cioccolata alla cannella.
Buona giornata e benvenuto.

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Peli – 48 – Sephirot

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- Sephirot è il mio nome -
Non riusciva ad addormentarsi. Osservò per un poco il temporale.
Si avvolse in uno scialle che aveva trovato nell’immenso armadio.
Si sedette davanti al camino.
Mentre dormiva qualche domestico doveva essersi preoccupato di tenerlo acceso.
Ripensò al sogno. Dettaglio per dettaglio.
Ogni volta che ripeteva il suo nome le mani si scaldavano e percepiva un formicolio sotto le spalle.
Doveva ricordare qualcosa di importante. Lo sentiva dentro di se. Ma la sua mente era ancora chiusa, ostile.
E il nome inciso sul medaglione? Era quello di sua madre?
Dove si trovava quel posto meraviglioso del sogno? In quale terra?
Aveva troppe domande e la testa confusa.
Non si accorse del tempo trascorso e si stupì quando bussarono alla porta per avvisarla che la colazione era stata servita.

Sephirot si fece aiutare dalla cameriera a vestirsi e lasciò che la pettinasse.
Come in uno stato di trance scese le scale e trovò Lucipher e il Saggio che l’attendevano.
– Buongiorno Angel – sorrise Lucipher.
– Il mio nome … il mio nome è Sephirot -

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- Dunque, cara mia, hai ricordato il tuo vero nome – il Saggio bevve un sorso di the – Ne sono felice, il risveglio sta procedendo velocemente -
– Quel luogo che ho sognato. Non ho visto nulla di familiare qui fino ad ora. Anche la casa. Persino il modo di vestire è completamente diverso -
– Non conosco i luoghi che hai descritto. Ma se quello che dicono le profezie è vero, tu mia dolce fanciulla, provieni dalle stelle-
Sephirot rimase senza parole con la tazza sospesa a mezz’aria.
Stranamente ciò che le aveva detto il Saggio non le sembrava assurdo. No. E questo la spaventò.

Peli – 47 – Angel

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Profumo di lavanda.
Il lago dai mille colori.
Angel correva tra i fiori sbocciati. I colori così intensi, il profumo così avvolgente.
Era una bimba. I capelli lunghi e sciolti.
Indossava un vestitino leggero bianco, i piedi nudi sull’erba bagnata.
Era felice.
Le gote rosse per la corsa.
Dietro di lei le voci degli altri bambini.
- Sephy, Sephy! Aspetta! – e ridevano.
Era arrivata a casa.
Da fuori non si vedeva. Totalmente invisibile, immersa nel paesaggio e nella natura.
Vi entrò come se fosse una bolla di sapone.
Sua mamma era lì in piedi. Bellissima coi suoi capelli rosso acceso.
Si voltò sorridente verso di lei.
Teneva in mano un cristallo. Stava parlando con qualcuno ma appena la vide smise di farlo.
- Sephirot, bentornata -

Angel si svegliò nelle tenebre della notte col cuore che batteva forte. Era sudata.
Fuori imperversava il temporale. I fulmini illuminavano il cielo.
– Sephirot è il mio nome -

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Peli – 46 – Draghi

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- Io… cosa ? – la testa. La testa di Angel iniziò farle male. Una fitta pulsante. Come se un secondo cuore avesse iniziato a battere nelle tempie.
– Fermiamoci – Lucipher con due balzi le fu accanto. Le sfiorò i capelli.
Il dolore cessò immediatamente.
Angel riaprì gli occhi.
Non si era accorta di averli chiusi per il dolore.
– Hai ragione. Abbiamo tempo per risvegliare i ricordi assopiti di Angel. Non dobbiamo metterle fretta o angosciarla aggravandola di responsabilità – il Saggio tornò a sedersi sulla poltrona. – Angel vorresti stabilirti presso la mia reggia? Qui sarai protetta e avrai più possibilità di aiutare la tua memoria -
Angel guardò Lemure, si era presa cura di lei con tanto amore. Voleva restare col Saggio, ma abbandonarla sola in quella casa…
– Ovviamente potrai ricevere visite quando vorrai, e sarò ben lieto di avere ospiti – sorrise il Saggio a Lemure, Garuda e Nanael.
– Accetto – rispose Angel.

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Angel seguiva Lucipher per i corridoi osservando le sua grandi ali nere.
La stessa cosa era accaduta un anno fa. Ma tutto era cambiato nel frattempo.
Allora aveva paura di Lucipher, invece ora si sentiva al sicuro accanto a lui.
– Prego – si voltò indicandole una porta socchiusa.
Angel la aprì e rimase a bocca aperta ad osservare la stanza.
Un camino scoppiettante illuminava due poltrone rosse.
Vi era una scrivania accanto ad una finestra e una libreria incorniciava gli stipiti.
Dall’altro lato vi era un letto a baldacchino enorme, una specchiera con un puf e una porta che sicuramente dava accesso ad un bagno privato. Tutto le ricordava la residenza umana di Oanne.
– Ma .. ma questo è troppo per me! -
– No. Non lo è -
La voce di Lucipher le vibrò nella spina dorsale. Era calda e roca. Uno strano calore le nacque nel cuore e si diffuse nel corpo.

Peli – 45 – Draghi

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- Angel, cortesemente, potresti venire qui davanti al camino? – il Saggio si alzò e le fece cenno di avvicinarsi.
Angel lasciò la mano di Lemure e gli andò accanto.
– Come immaginavo -
Angel non capì e lo guardò con aria interrogativa.
– Lo vedete anche voi? -
Tutti annuirono.
– Cosa? Cos’ho? – Angel si guardò senza capire.
– Con la luce del fuoco del camino intorno a te si forma un alone rossastro. Brilli – le spiegò Dagon soppesando ogni singola parola. Era stupito.
– Che significa? – chiese Angel.
– Sei in trasformazione. E’ come se avessi congelato la tua essenza e ora questa sta emergendo pian piano. Dimmi, non hai ricordi del tuo passato? -
– No -
– Sogni? Sensazioni? -
Angel ripensò alla donna in riva al lago. Al profumo di lavanda.
– Si. Sogni -
– Bene. Bene. Vedi “Angel”, se questo è realmente il tuo nome, tu sei speciale. Esistono leggende, profezie, vecchi ricordi di draghi anziani …-
– Io speciale? -
– Si. circa un anno fa tra le stelle vidi una luce, più forte di tutte. Fu un segnale. Lo aspettavo da tanto. Era scritto che sarebbe avvenuto in questi tempi. Poi dopo l’ultima battaglia di Lucipher vidi su di lui quella luce. E capì. Capì che finalmete era giunta l’Era del cambiamento. E tu sei colei che porrà fine a tutte le guerre -

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***

Indice : Peli – Storie di Draghi e Uomini

Peli – 44 – Draghi

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Angel aprì gli occhi e si ritrovò a fissare un albero maestoso attraverso una grande finestra.
Si mise a sedere.
Era senza scarpe.
Si guardò intorno.
Era seduta su un divano verde con dipinte delle camelie.
Il pavimento era bianco con venature azzurre. Un grosso tappeto stava al centro della sala e su di esso un piccolo tavolino in legno scuro.
Un enorme specchio ricopriva la parete di fronte a lei.
Si guardò.
I capelli le scendevano scomposti lungo la schiena e si adagiavano sui cuscini.
Quanto erano cresciuti dall’ultima volta che si era guardata?
Il suo viso era pallido, escluse due linee violacee sotto gli occhi.
Sentiva delle voci provenire dalla camera accanto.
Si alzò e aprì la porta lentamente.

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- Ben svegliata mia cara -
Il Saggio era proprio di fronte all’ingresso. Le sorrise.
Angel rimase ferma sulla porta ad osservare le persone presenti.
C’era Lucipher, Mullin, Lemure, Garuda, Nanael e Dagon.
Rimase a fissarli incapace di muoversi.
Lemure si alzò e le si avvicinò lentamente
– Cara vieni, non temere – le accarezzò il braccio – siamo qui riuniti per chiarire finalmente il mistero della tua natura. Non sei contenta di conoscere finalmente chi sei? -