Peli – 32 – Angel

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La prigione era umida e fredda. Angel era sdraiata sulle pietre senza riuscire a muoversi.
Sentiva il viso gonfio e non riusciva ad aprire un occhio.
Le gambe sanguinavano ancora, così come le braccia. Le lesioni bruciavano. Aveva sete e faticava a deglutire.
Fuori la folla gridava “morte al drago”. Sentiva i colpi di un martello.
Una guardia, per schernirla, le aveva detto che stavano preparando il palco per la sua esecuzione.

Angel non capiva. Non riusciva a comprendere perchè fosse al mondo. Non aveva ricordi, non aveva una casa, una famiglia. Nessuno. I draghi non la volevano perchè sembrava umana e gli uomini la stavano per uccidere perchè sembrava un drago.
Perchè era nata?
Perchè era venuta al mondo?
Per arrivare a morire su un palco?

Chiuse gli occhi pieni di lacrime e pensò a Lucipher. Alle sue ali morbide.E desiderò di possedere la capacità di trasformarsi in un drago e di volare via da lì.

Peli – 31 – uomini

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- Angel! Angel! – urlò Every spalancando la porta di casa.
Angel era seduta al tavolo e stava imboccando il piccolo che finalmente era guarito dalla febbre.
– Cosa c’è? – La voce allarmata dell’amica non prometteva nulla di buono. Era rossa in viso e col fiatone.
– Te ne devi andare -
Quella frase gelò il sangue nelle vene di Angel.
– C-come? -
– I soldati, gli uomini del villaggio, sono tornati. Qualcuno ha detto loro che sei qui! Ti uccideranno se ti trovano! -
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– Hai preso tutto? – Every abbracciò l’amica. Lente scendevano le lacrime.
– Si. Grazie. Grazie di tutto – la baciò in fronte e si incamminò verso il bosco.

Dal lato opposto al suo cammino degli uomini a cavallo risalivano il sentiero fino alla casa di Every.
Angel sentì la fanciulla gridare. Poi un rumore di zoccoli in avvicinamento. Lasciò la sacca a terra e iniziò a correre.
Qualcosa le si legò alla vita. Cadde dimenandosi. Una corda. Era stata presa al laccio.
I cavalli iniziarono a trottarle intorno. Vedeva gli zoccoli sfiorarle il viso. La corda la strattonava sul selciato. In bocca sentiva il sapore aspro della paura e del sangue.
Le gambe le dolevano per le lacerazioni.
– Brutta bestia!! Ti abbiamo preso! – gridavano gli uomini sputandole addosso.

***
Indice del Racconto : Peli – Storie di Draghi e di Uomini

Peli – 30 – Draghi

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- Belial! – Dagon cercava di attirare l’attenzione del sergente. Lo vedeva volare lontano, nella sua forma di drago. La luce del sole si rifletteva sulle ali. – Belial! – stavolta la sua voce uscì come un ruggito. Funzionò. Lo vide rallentare e atterrare in una radura.
Aumentò la velocità per avvicinarsi.
– Scusa, non ti avevo sentito – disse Belial tornato in forma umana.
– Ti ho fermato perchè so che stai tornando dal Saggio -
– Si è vero. Sono stato chiamato per un colloquio privato -
– Hai per caso visto Lucipher? – Perchè il Saggio stava chiamando tutti gli amici di Lucipher a colloquio? Nessuno di loro accennava a ciò che accadeva in quegli incontri privati, e conoscendo il Saggio era meglio non indagare.
– No. Il Saggio proibisce a tutti di incontrarlo.-

guerriero fantasy

Era buio. Una notte senza stelle. Le nubi coprivano il cielo.
Seduto a gambe incrociate, coi palmi sulle ginocchia, Lucipher sembrava una statua.
Il Saggio, in piedi davanti a lui quasi brillava nel buio.
– Devi purificarti Lucipher. Devi aumentare la tua concentrazione. Devi diventare tutt’uno con la tua missione. Come una freccia scagliata dall’arco.-

Non sono sparita

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ciao,
non ho smesso di scrivere mi sono solo incasinata ulteriormente la vita, pertanto ho perso qualche giorno della settimana senza accorgermene e anche il racconto ne ha risentito.
Tornerò presto, prestissimo, a continuare le avventure di Angel e Lucipher.

Nel frattempo ricordo ai nuovi blogger che mi seguono (benvenuti!!!) che ho anche un altro blog.
Venitemi a trovare!

Un abbraccio

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Peli – 29 – draghi

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- Mullin! Mullin! Dove sei finito? Avevi promesso di aiutarmi! – Finalmente Garuda scorse il fratello fermo vicino alla fontana. Era assorto nei suoi pensieri e contemplava il vuoto.
– Oh scusami – rispose questi prendendole le borse – ultimamente sono distratto -Garuda sospirò e si incamminò al suo fianco, per poi fermarsi ad una bancarella che vendeva nastri per capelli. Si voltò tenendo in mano due paia di nastri per chiedere consiglio a Mullin, ma lui era svanito. Di nuovo. Lo vide poco distante che parlava con un soldato. Si avvicinò.
Mentre compiva l’ultimo passo si accorse con chi stava effettivamente parlando suo fratello e sentì il cuore batterle forte nel petto.
– Dagon devi sapere che questo ragazzino è uno dei miei migliori studenti -
– Bene, ne sono contento caro Top. E’ un vero piacere conoscerti – così dicendo strinse la mano a Mullin al quale si era seccata la bocca per l’emozione.
– Grazie infinite – rispose il ragazzo per poi accorgersi della presenza della sorella – Le presento mia sorella Garuda -
– Incantato – Dagon si inchinò sfiorando con le labbra la mano di Garuda. Lei tentò un inchino. Arrossì violentemente e non riuscì a dire una sola parola.

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Peli – 28 – Draghi

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Il sole stava tramontando. Lucipher, accompagnato dal generale Focalor, si stava recando alla reggia del Saggio.
Costui era il drago più anziano di tutto il regno, l’unico che ancora ricordava tutte le storie e le antiche leggende.
Ormai i draghi erano interessati solo alla battaglia, nessuno più studiava storia, filosofia. Solo tecniche di combattimento e armi.
Il Saggio deteneva un potere superiore persino al Re, aveva piena autonomia di forze e denari, ma non erano questi ad infondergli un tale rispetto.
Lui era la Storia, la linfa vitale dei Draghi. Nessuno avrebbe mai alzato un dito contro di lui o un suo protetto. La sua sola presenza faceva venire la pelle d’oca anche al più temerario guerriero. In lui c’erano ancora gli antichi e arcani poteri dei draghi. Ciò che era stato dimenticato e abbandonato.

Si fermarono davanti alle possenti colonne dell’ingresso. Un paggio venne loro ad aprire. I passi riecheggiavano nei corridoi spogli.
Il Saggio li attendeva seduto nel suo studio. Lunghi capelli bianchi scendevano fino a terra.
Alzò lo sguardo limpido verso i suoi ospiti.
– Lucipher, entra. Vieni accomodati qui – indicò una poltrona dinnanzi a se. – Focalor, grazie per averlo accompagnato. Ora puoi andare -
– Saggio, io non posso… -
– Focalor – la sua voce vibrò nelle vene dei presenti – Grazie. Vai -
Focalor rimase fermo qualche istante, indeciso tra il rispetto verso il Saggio e gli ordini ricevuti, poi si congedò chinando il capo.
Lucipher e il Saggio rimasero soli.

Peli – 27 – Draghi

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- Cadetti! – urlò Top ai suoi allievi – Salutate il nuovo capitano -
Dall’oscurità del corridoio apparve Haziel investito dei gradi che gli erano stati affidati.
I giovani soldati fecero il saluto d’ordinanza e rimasero fermi e fieri in quella posizione.
Mullin osservava il nuovo capitano con curiosità, sapeva che fino a poco tempo prima quel grado doveva esser dato a Lucipher. Poi improvvisamente avevano cambiato idea. E Lucipher dov’era sparito?

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I giorni passavano lenti e monotoni nel palazzo delle educande. Si avvicinavano le festività del Sole e in previsione della bella stagione alle fanciulle nobili veniva proposto di passare le vacanze estive a casa. Anche Mullin sarebbe rientrato per un breve periodo di riposo.
Fu così che la grande e vuota casa di Lemure si riempì nuovamente di voci e vita.
– Mullin è vero che oggi Lucipher riceverà l’interrogatorio? – chiese Garuda sorseggiando un the alle rose mentre si godeva i deliziosi raggi di sole sulle proprie ali.
– Il Saggio lo interrogherà – la sua amica Nanael socchiuse gli occhi viola pensierosa- come mai hanno scelto proprio lui? -
– In caserma si vocifera che sia dovuto al motivo per cui Lucipher ha disertato – rispose Mullin osservando con interesse i linamenti di Nanael.
– La ragazza – rispose lei cogliendo il suo sguardo.
Mullin arrossì e si mise a guardare un punto lontano del giardino.
– Si la ragazza. Esiste davvero? Dubito che Lucipher si sia inventato quella storia e poi si dice che anche Dagon l’abbia vista -