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-Che pace! – inspirò dell’aria – Sembra che la guerra non esista affatto! – esclamò Altea prima di fermarsi di scatto e di prendere Alyah per un braccio – Cambiamo strada –
Alyah la seguì senza reclamare avendo visto anche lei giungere Kahel e Teti dolcemente abbracciati.
Osservò attentamente il viso di Altea ma non scorse nessun segno di sofferenza.
– Strano – non voleva farsi sentire ma il tono di voce le risultò un po’ alto.
– Cosa?- Altea la guardò incuriosita
– Non ti dispiace? –
– Che cosa?-
– Io credevo che ti piacesse Kahel – ammise infine Alyah
Altea scoppiò in una risata, poi asciugandosi le lacrime la guardò.
– Non hai ancora capito che io voglio bene ai miei guerrieri in modo del tutto identico?-
– Ma non è così per loro, Aron ti ama – Alyah si morse il labbro ma ormai era troppo tardi, lo aveva detto. Osservò il viso della compagna cercando di scorgere le emozioni che provava.
Altea rimase in silenzio. Gli occhi abbassati sulle mani che giocavano con le pieghe del vestito.
Già da molto tempo si era accorta che c’era qualcosa di strano nel comportamento di Aron, ma aveva fatto di tutto per rifiutare la verità.
Ora Alyah gliel’aveva messa di fronte e lei non sapeva come reagire, perché dopotutto amava Aron. Ma aveva sempre soffocato i propri sentimenti a favore del ruolo che ricopriva. Come poteva essere un buon comandante se si faceva accecare dall’amore?
Alyah capì che dentro il suo cuore si stava combattendo una battaglia. Decise quindi di lasciarla sola.
Poco prima aveva notato Fides che camminava tra gli alberi, decise di raggiungerlo.

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All’interno delle mura del castello regnava una pace magica.
Nascosti dalle illusioni del mago i cittadini sopravvivevano col poco che riuscivano a coltivare ed allevare. I granai erano ancora pieni dell’ultimo raccolto.
Una piccola oasi in mezzo alla tempesta.

 

 

 

Araxe fu portato in una stanza secondaria adibita ad infermeria, e curato. Eos rimase al suo capezzale.
Alyah, Esperia ed Emantus furono condotti in una sala adibita alle riunioni.
Gli altri cavalieri vennero curati e rifocillati.

@Kvinnor Fantasy

– Prego accomodatevi – disse un uomo di piccola statura con barba e baffi bianchi. Indossava una veste color blu notte. Indicò ai suoi ospiti le sedie libere.
– Io sono il Mago. Voi siete le principesse di Alioth suppongo –
– Si. Volevamo ringraziarla per il suo provvidenziale aiuto – disse Esperia mantenendo la sua regalità nonostante l’aspetto dimesso.
– Di nulla, Maestà. Vedo che siete stanche e provate dalle situazioni passate, perciò il discorso che volevo farvi verrà spostato in un altro momento –
La porta dietro di lui si aprì, entrò una fanciulla dai lunghi capelli neri e ricci raccolti in una treccia, indossava un vestito color lavanda che metteva in risalto le sue prominenti forme.
– Vi presento Asteria, la principessa del castello –
– Piacere – le salutò – Prego seguitemi, vi condurrò nelle vostre camere –
Le condusse in un corridoio illuminato e molto arioso, spiegò come orientarsi all’interno delle mura e assegnò loro delle domestiche.
Le stanze erano accoglienti e ricche di arredi.
Ad attenderle vi erano delle vasche in legno colme d’acqua calda e profumate di oli essenziali.

Dopo le privazioni passate ad Alyah sembrò innaturale immergersi nella vasca, si sentiva in colpa nei confronti di tutte quelle persone che non era riuscita a salvare nel corso del loro viaggio. Per coloro che erano morti nei villaggi, per chi ancora era prigioniero nei castelli.

Alioth ψ Il Regno

Fu nella lunga estate di passaggio dalle superiori all’università che scrissi questo racconto.
La trama è permeata dalla passione per Tolkien e Lodoss War .
Gli appassionati troveranno molte citazioni.
Il racconto ruota intorno alle vicende di due donne cresciute in ambienti completamente differenti: Esperia, la principessa viziata, ed Alyah ,l’Oracolo del tempio cresciuta quasi isolata dal suo popolo.
Compiranno un viaggio in compagnia di Altea, fiera donna comandate, e delle sue guardie.
Conosceranno la paura, la sofferenza, l’amore e l’amicizia.
Diventeranno adulte.
Pronti a crescere con loro?

L’indice del racconto lo trovate qui Alioth ψ Il Regno .

Alioth ψ Il Regno – 61

L’indice del racconto lo trovate qui.
***

Il drago sorvolò nuovamente il gruppo. I cavalli si stavano agitando.
I soldati avanzavano spediti e loro gli stavano andando incontro. Diretti verso la morte.
Uno di questi alzò la spada ed urlò:
– Altea! –
Era Tmolus e i soldati dietro di lui erano i guerrieri del Mago. Il buon Tmolus ce l’aveva fatta!
Fermò il proprio cavallo accanto a quello di Altea e lo fece voltare.
I soldati gli passarono accanto correndo verso il nemico da fronteggiare.
– Seguitemi! Vi condurrò al castello. Abbiamo già incontrato Alyah strada facendo ed ora si trova là al sicuro. Sbrighiamoci! Siamo pochi e dobbiamo già battere in ritirata! –
Detto ciò tutti seguirono l’amico.
Cavalcarono tra i boschi e superarono il fiume guadandolo in un punto meno profondo.
Giunsero ai monti.
Notarono che non vi era un passaggio dove Tmolus li aveva condotti, ma solo rocce.
Tmolus fermò il cavallo a dedita distanza e fece segno agli altri di fare lo stesso.
– Tmolus. E il castello? – chiese Altea
– E qui – disse lui sfoderando il suo sorriso migliore.
Nello stesso momento in cui lui rispose la roccia scomparve ed al suo posto un ponte levatoio si aprì.
Entrarono sconcertati guardandosi attorno.
Era il castello del Mago.


Alyah uscì correndo da una porta secondaria del palazzo.
Si fermò vicino al cavallo di Emantus.
Esperia la guardò negli occhi. Scese da cavallo ed aprì le braccia per stringerla.
– Sorella?! – disse con un filo di voce – Non ero sicura… cioè non credevo… invece… –
Non riuscirono a parlarsi.
Iniziarono a piangere dalla felicità.
Avevano tante cose da dirsi.
Tanti dubbi da condividere.
Ma in quel momento per loro era più importante distruggere quel muro che gli altri avevano creato con le loro bugie.
E il pianto era la miglior cura per i loro cuori.

Alioth ψ Il Regno – 60

L’indice del racconto lo trovate qui.
***

Esperia sorretta da Emantus, Altea e gli altri guerrieri correvano disperati attraverso i cunicoli, dietro di loro le voci dei soldati che avevano scoperto la fuga della prigioniera.
Sentirono dell’aria fresca sui volti sudati.
Erano vicini.
Poi finalmente furono fuori.
Lo spettacolo che videro fu atroce: vedevano fiamme di fuoco sollevarsi ovunque intorno a loro, odore di cenere e corpi bruciati. Lontano potevano scorgere le sagome delle guardie nemiche che trafiggevano con le spade i sopravvissuti.
Dall’oscurità una figura si avvicinò a loro. Aron sguainò la spada ma si fermò subito appena lo riconobbe.
Ferito e sorretto da due soldati Fides abbozzò loro un sorriso.
– Cosa facciamo?- domandò guardando Altea salire sul proprio cavallo. Poi il suo sguardo cadde sulla principessa stretta al petto di Emantus.
Altea non sapeva cosa rispondere. Si guardò attorno, sfiduciata cercò lo sguardo di Aron. L’unica speranza era una corsa suicida. Aron capì cosa lei stava pensando, la conosceva troppo bene. Le fece cenno di spronare i cavalli.
Iniziarono così la loro corsa verso la morte certa.
Cercarono di tenere il cavallo di Emantus al centro del gruppo, così avrebbero protetto lui e la principessa coi loro corpi.
I nemici li videro ed iniziarono ad inseguirli.
Sopra di loro un drago azzurro solcò il cielo, superò i guerrieri di Altea e si diresse verso il castello.
Dalla direzione in cui stavano scappando videro giungere delle truppe, numerose.
La speranza li abbandonò completamente.

Alioth ψ Il Regno – 58

La stanchezza e il sonno pesavano sul corpo di Tmolus che decise di fare una sosta per riposarsi.
Sperava con tutto il cuore di aver imboccato il sentiero giusto e di giungere al castello del Mago per chiedere aiuto prima che fosse troppo tardi per i suoi compagni.
Avrebbe tanto voluto accendere un fuoco, ma il nemico lo avrebbe notato. Picchiò le mani sulle braccia per scaldarsi e far circolare il sangue.
Ormai il fiume che doveva seguire per giungere al castello doveva essere vicino. Eppure non sentiva lo scroscio dell’acqua. E se avesse sbagliato strada? Non poteva arrendersi ora. Doveva rialzarsi e riprendere il viaggio.
Ma il sonno vinse sui suoi pensieri.
Fu il cavallo a svegliarlo con un nitrito.
– Cosa c’è amico mio – gli accarezzò il muso – Temevi che non mi sarei più svegliato? –
Alzò gli occhi e vide gli alberi bruciare. Un incendio!
Salì in groppa al cavallo, ma questi quasi subito si impennò terrorizzato facendolo cadere dalla sella.
Si trovò ad arrancare in un dirupo.
Scivolò.
Cercò di puntare i piedi e di alzarsi.
Continuava a scivolare.
Il peso dell’armatura lo spingeva verso il basso.
Poi sentì il rumore di qualcosa che si rompeva.
Era ghiaccio.
Il fiume.
Che ironia finalmente lo aveva trovato.
Mentre cadeva inerte nell’acqua ghiacciata, prima di chiudere gli occhi, vide sopra di lui un drago.
Poi tutto divenne buio.

I Sopravvissuti lavorarono per tutto il giorno per preparare al meglio le loro armi. Sapevano che sarebbero morti nell’impresa ma lo facevano per i loro figli: dovevano avere un futuro migliore in cui sperare.
Eos avvisò Esperia del piano di evasione e della presenza di Araxe nel cunicolo.
Le parlò poi di sua sorella e di quello che questa gli aveva raccontato riguardo alla leggenda.
Esperia incredula e stupita osservava la parete di fronte a lei.
Ho realmente una sorella! Non era frutto della mia immaginazione! Quel giorno vidi realmente Crise stringere tra le braccia una bimba! Mia sorella!

Il sole tramontava.
I guerrieri partivano verso il Castello per liberare la Principessa.

 

Alioth ψ Il Regno – 55

– Siamo troppo pochi! – sospirando Altea lo fece presente ai guerrieri – Ammesso che riusciamo ed entrare poi come faremo a scappare? E dove poi? –
– Un posto sicuro ci sarebbe. Il castello del Mago resiste ancora agli assalti. – disse Fides.
– Davvero? Noi non avevamo più loro notizie da tempo –
– Si. Perché sono assediati. –
– E come facciamo? Per raggiungerlo dovremmo passare prorpio l’assedio –
– Uno di noi può farcela, passando per il torrente che alimenta le risorse idriche del castello. Così raggiungerà il Mago e gli chiederà di venir in nostro soccorso –
– Comandante lasci fare a me – chiese Tmolus.
– E sia. Tentiamo – acconsentì Altea – Partirai al tramonto. Dobbiamo avvisare anche il nostro Re, abbiamo bisogno di una nave che ci venga in aiuto. Altrimenti non torneremo mai a casa –
– I Falchi – suggerì uno delle guardie del castello – Il nostro falconiere si è ritirato nei boschi, vive vicino ai monti in solitudine. Tra i suoi animali ci sono anche i falchi utilizzati dalle sacerdotesse per comunicare col vostro regno –
– Altea, ci pensiamo noi. Partiremo subito in cerca del falconiere – si offrirono Danae e Demetra.
– Sapete benissimo a cosa andate incontro, vero? – Altea era veramente orgogliosa dei suoi guerrieri – Partite. Noi invece cercheremo di studiare questo castello –

L’oscurità stava nuovamente calando.
Eos si nascose in una mantella nera. Attraverso un passaggio si addentò nei cunicoli.
– Speriamo di non perdermi –
Purtroppo si erano rovinati, delle travi erano crollate e in alcuni punti trovò dell’acqua che filtrava dal soffitto. Questo era per lei un buon segno, se c’era l’acqua significava che stava camminando sotto il fossato del castello.
In poco tempo fu all’esterno del castello.

– Tmolus stai attento! – lo salutò il fratello prima che il guerriero partisse al galoppo.
Alyah si avvicinò a Fides.
– Come mai non vi assomigliate? –
– Nostro padre era un gran rubacuori – rispose lui facendole l’occhiolino.
– Voglio farti vedere una cosa – continuò lui. Le mise una mano sulla schiena e la guidò verso un vicolo cieco.
– Voglio farti conoscere la nostra leggenda –
– Cosa? –
– Conosci la leggenda di Alioth Alyah? –

Alioth ψ Il Regno – 54

Eos si era nascosta dietro alla porta che dava sulla sala da pranzo ed ascoltava i discorsi di Borea con uno dei suoi sottocomandanti. Era molto arrabbiato perché questo si era fatto sfuggire la principessina. Ora lei e il principe Emantus dovevano essere in prossimità del castello.
Corse, più silenziosamente che poteva, verso le scale segrete che conducevano alle prigioni. Le scese camminando al buio.
Si avvicinò alle sbarre.
– Maestà – sussurò
– Oh Eos! –
ESperia passò le mani tra le sbarre in cerca di quelle di lei, si strinsero forte.
– Stanno arrivando! Il principe Emantus con vostra sorella sono già qui –
– Davvero?-
– Si. Ho sentito Borea che ne parlava. Stanotte stessa andrò in cerca di loro. Conosco i cunicoli per uscire dal castello e non esser vista.  –
– Eos non fare sciocchezze! Se ti prendono ti uccideranno –
– Non fa alcuna differenza per me dopo quello che mi hanno fatto –  e così dicendo se ne andò lasciando Esperia ai tumulti del proprio cuore.

Alioth ψ Il Regno – 53

Alyah curava i feriti.
Cercava di pulire e disinfettare le ferite, ma le condizioni di vita di quelle persone erano al limite.
Molti guerrieri erano assai gravi, mentre il popolo era affamato e sconsolato.
Trovò anche bambini gravemente ustionati, cercò di applicare un unguento per lenire il dolore. Ma tali ferite necessitavano di un’ambiente più igenico.
Non si diede pervinta e continuò il suo lavoro sorridendo aiutata da Teti.
Alcuni soldati nel giro di una notte stettero molto meglio e già al mattino si erano alzati. Solo tre di loro non ce la fecero.
Seppe che vennero seppelliti nei cunicoli più bassi, già pieni di morti.
Presto si sarebbero ammalati tutti, anche i più sani, se continuavano a vivere in un ambiente del genere.
Aveva finito le erbe curative ed ora cercava di porre rimedio alle febbri con delle pezze bagnate.
– Poveri noi! – Fides si inginocchiò accanto a lei.
Una tristezza infinita traspariva dal suo sguardo fiero. Poi la sua attenzione cadde su qualcosa che brillava: era una fedina d’oro che lui portava al collo infilata su di una catenina.
Fides notò ciò che guardava la fanciulla e la prese tra le mani, stringendole a pugno.
– Era della mia ragazza. L’hanno portata via mentre ero in battaglia… Dopo due settimane l’ho trovata nel fiume… era morta… L’anello è tutto ciò che mi rimane di lei. Dovevi vederla! Aveva i capelli rossi ricci e quando sorrideva le si formavano due fossettine proprio qui! – ed indicò un punto vicino al viso. Stava piangendo. Silenziose lacrime gli scivolavano sulle guance.
Doveva amarla tantissimo, pensò Alyah.
Dietro di loro alcuni bambini si misero a giocare a cavalluccio con Ematus. Nel vederli anche a Fides scappò un sorriso.
Anche in mezzo al dolore e alla morte la vita non si arrendeva mai, quei bambini ne erano la prova.
Fece per alzarsi ma il mondo diventò tutto nero.
Il suo corpo aveva esaurito le energie.
Crollò sfinita.

Alioth ψ Il Regno – 51

Finalmente, stremati e avviliti dalla distruzione incontrata,i cavalieri giunsero al villaggio in prossimità del castello, dove speravano fosse tenuta prigioniera la principessa Esperia.
Intorno a loro un silenzio surreale.
Aron guardò l’amico e compagno di battaglie Tmolus cercando di capire le sue emozioni.
Più che mai si domandò se potevano ritrovare ancora vivo suo fratello Fides. Ora che avevano assaporato la distruzione lasciata dal regno di Re Arge.
– Un’ombra laggiù! – indicò Demetra allertando tutto il gruppo. Teti avvicinò il proprio cavallo alla principessa sacerdotessa Alyah per proteggerla.
Michael rincorse l’ombra e poi scattò, rapido e veloce, verso un gruppo di macerie. Altea scese da cavallo inpugnando la spada ma sorrise eppena lo vide tornare vittorioso tenendo fra le braccia un bimbo scalciante.
– E tu chi sei? – domandò Altea.
– Non dirò niente! – il piccolo scalciava ed osservava i cavalieri con odio.
– Lasciate andare mio figlio! – un contadino zoppicando corse verso di loro brandendo una falce.
– Non vogliamo farvi del male! – disse Alyah, scendendo da cavallo e avvicinandosi a palme sollevate, in simbolo di pace.  Il contadino si fermò confuso riconoscendo i segni del sacerdozio.
– Lasciatelo! – un uomo di grande statura e costituzione robusta, raggiunse il cantadino brandendo una spada. Ma appena Tmolus lo riconobbe le ostilità terminarono all’istante.
– Fides! – i due fratelli si abbracciarono sotto lo sguardo stupito di Alyah e del Prinicipe Emantus che lo vedevano per la prima volta.
Non si assomigliavano per niente: Tmolus era di media statura e snello, il fratello era l’esatto opposto.
– Altea! Come sei cresciuta dall’ultima volta che ti ho visto! – .
– Eravamo poco più che due bimbi! Poi tu sei partito – rispose lei abbracciandolo.
– Già! Ma cosa ci fate qui? Non sarete mica venuti a liberare la principessa Espreria da soli?! Ma è un massacro!- li guardò tutti in viso. E capì che era quello il motivo.
– Mia sorella è in questo castello, vero? – chiese Alyah.
– Si, certo… Sorella? – stupito lui osservò quella minuta fanciulla tra i guerrieri.
– Lei è la principessa Alyah, sorella di Esperia – fece le presentazioni Teti.
Fides si inginocchiò in segno di rispetto.
– Mi perdoni. Non sapevo che le principesse del regno di Alitoh fossero due –
– Alzati ti prego! Nemmeno io sapevo di essere una principessa e non mi sento tale – disse Alyah porgendogli la mano per farlo alzare sentendosi terribilmente a disagio.
– Fides cosa è accaduto qui? – chiese Altea.
– Non ora. E’ meglio che ci ritiriamo in un posto più sicuro. Seguitemi –

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