Archive for gennaio, 2019


– Fides! – lo chiamò Alyah correndogli incontro.
– Salve Principessina – le rispose scherzosamente mimando gli inchini che facevano i giocolieri di corte alle feste – Stavo cercando mio fratello, l’avete visto?-
– Si – rispose lei facendo un inchino, in risposta allo scherzo di lui – Era con la principessa del castello –
– Oh! Allora non lo disturberò di certo!- poi guardò Alyah che gli camminava accanto sorridendo – Andiamo a trovare Araxe in infermeria?-
– Si, certo – sorrise lei.
Lo trovarono ancora privo di sensi. Aveva avuto la febbre alta tutta la notte. Ora però era scesa. Accanto a lui vi era Eos.
– Eos, tesoro – le disse Alyah accarezzandole i lunghi capelli chiari –Non sei ancora andata a riposare?-
– No – rispose lei stringendo dolcemente la mano bendata di Araxe.
– Vai a dormire. Ora rimaniamo noi con lui – le disse Fides.
La fanciulla acconsentì, prima di alzarsi dalla sedia baciò la mano del suo cavaliere, ed uscì.

Anche Tmolus ed Asteria si stavano recando all’infermeria.
– Posso chiederti una cosa? – domandò lei.
– Prego – disse lui avvicinando viso a quello di lei, come per confidare un segreto.
– Fides è tuo fratello… Perché non vi assomigliate? –
– Abbiamo madri diverse. Mio padre era un gran rubacuori –
– Come il figlio?- continuò lei fissandolo direttamente negli occhi.
– Anche – rispose – E voi? Perché lasciate che sia il Mago a comandare il vostro castello?-
– Non mi sono mai interessata di politica ed economia, non saprei proprio come gestirlo. Preferisco passare le mie giornate occupandomi della direzione dei lavori domestici. Non ho mai amato studiare, li trovo così noiosi tutti quei numeri…Non sono certo interessanti come filtrare – tornò a fissare gli occhi neri del guerriero per cercar di capire se era riuscita ad ottenere qualcosa parlandogli con così tanta sincerità.
Tmolus era considerato da tutti un ottimo guerriero, ma veniva ripreso da Altea per via di un grande difetto che spesso lo distraeva dai propri compiti: non era capace di resistere ad una bella donna.

@Hayez

– Emantus… amore… cos’hai?- chiese Esperia all’amato vedendo il suo sguardo perso nel vuoto. Lui si voltò, le accarezzò il viso e le sorrise. Tornò a fissare l’orizzonte, oltre le mura.
– Non mi meriti Esperia – disse infine
– Ma cos…-
– No, lasciami parlare. Ho perso il mio Regno. Mio padre è stato barbaramente ucciso e il mio onore infangato. Non ho difeso i confini come tuo padre … Il RE mi aveva chiesto. Ho fallito la mia missione. Sono solamente un perdente e non ho pace dentro al mio cuore: voglio vedere Austro morto, ma non posso combattere contro di lui ora! Siamo bloccati qui!-
E strinse le sue mani a pugno. I suoi occhi erano pieni di rabbia, di rancore ma anche di una grande sofferenza.
Esperia abbassò lo sguardo, iniziò a piangere senza volerlo e proprio per questo si odiò ancora di più.
– Mi sono sempre lamentata – iniziò a parlare – Sono sempre stata così stupida ed egoista tutti si aspettavano una partecipazione più attiva nelle questioni politiche ed economiche del Regno… io non ne volevo sapere, la guerra era reale e pericolosa ma preferivo far finta di non vedere la realtà. Scappavo dai miei compiti. Mio padre aveva bisogno di me ed io scappavo anche da lui… in realtà non ho mai fatto niente altro che scappare da me stessa, da ciò che ero diventata, tutto perché mi odiavo… Emantus tu non sei un perdente, hai sempre preso sul serio i tuoi doveri e ti sei sempre impegnato a portare a termine i tuoi compiti. Io invece sono sempre stata viziata. Sono solo una principessa di nome ma non di fatto –
– Esperia – le sollevò il viso rigato di lacrime e la fissò con quello sguardo speciale. Esperia lo sapeva: nessun altro uomo esistente l’avrebbe mai guardata con quegli occhi.
– Ti prometto che ora cambierò! Voglio diventare fiera del mio titolo nobiliare! – disse Esperia poco prima che lui la stringesse a sé e che la baciasse con quelle sue labbra calde e dal delizioso sapore dolciastro.

-Che pace! – inspirò dell’aria – Sembra che la guerra non esista affatto! – esclamò Altea prima di fermarsi di scatto e di prendere Alyah per un braccio – Cambiamo strada –
Alyah la seguì senza reclamare avendo visto anche lei giungere Kahel e Teti dolcemente abbracciati.
Osservò attentamente il viso di Altea ma non scorse nessun segno di sofferenza.
– Strano – non voleva farsi sentire ma il tono di voce le risultò un po’ alto.
– Cosa?- Altea la guardò incuriosita
– Non ti dispiace? –
– Che cosa?-
– Io credevo che ti piacesse Kahel – ammise infine Alyah
Altea scoppiò in una risata, poi asciugandosi le lacrime la guardò.
– Non hai ancora capito che io voglio bene ai miei guerrieri in modo del tutto identico?-
– Ma non è così per loro, Aron ti ama – Alyah si morse il labbro ma ormai era troppo tardi, lo aveva detto. Osservò il viso della compagna cercando di scorgere le emozioni che provava.
Altea rimase in silenzio. Gli occhi abbassati sulle mani che giocavano con le pieghe del vestito.
Già da molto tempo si era accorta che c’era qualcosa di strano nel comportamento di Aron, ma aveva fatto di tutto per rifiutare la verità.
Ora Alyah gliel’aveva messa di fronte e lei non sapeva come reagire, perché dopotutto amava Aron. Ma aveva sempre soffocato i propri sentimenti a favore del ruolo che ricopriva. Come poteva essere un buon comandante se si faceva accecare dall’amore?
Alyah capì che dentro il suo cuore si stava combattendo una battaglia. Decise quindi di lasciarla sola.
Poco prima aveva notato Fides che camminava tra gli alberi, decise di raggiungerlo.

Nel pomeriggio le due sorelle uscirono dalle loro camere riposate e vestite con deliziosi abiti offerti dalle dame del palazzo.
Avevano parlato a lungo.
Alyah aveva raccontato alla sorella ciò che le era stato detto da Crise e da loro Padre riguardo il destino che le aspettava.
Stavano ancora chiacchierando animatamente quando incontrarono nel corridoio il comandante.
Entrambe si zittirono e rimasero a fissarla.
– Perché mi guardate così? – chiese Altea
– E’ la prima volta che ti vedo indossare abiti femminili – rispose Alyah stupita dalla bellezza celata dall’armatura. I capelli rosso fuoco erano sciolti e ricadevano come un velo ad incorniciare il viso. L’abito, rosso anch’esso, risaltava le sue forme .
– Vedo che vi siete svegliate – le interruppe Asteria. Camminava verso di loro in compagnia di Tmolus.
-Si. Grazie per gli abiti principessa – Esperia rispose con un piccolo inchino.
– Di niente – e le squadrò da capo ai piedi – Se cercate il Mago, non lo troverete. Ora sta terminando il giro di controllo delle mura. Tornerà verso sera. Credo –
– Grazie – continuò Esperia – Con il vostro permesso usciremmo nei giardini del palazzo –
– Prego e buona passeggiata –
Si salutarono lasciando così soli Asteria e Tmolus.

L’erba era ancora verde e deliziosi fiori invernali ricoprivano qua e là i prati. Gli alberi erano spogli e le loro foglie ricoprivano i vialetti non curati.
– Esperia guarda! – disse Alyah alla sorella – Non è Emantus? – ed indicò un uomo voltato di spalle che guardava il cielo.
– Si – rispose lei sorridendo e corse da lui.
– Che carini – sussurrò a bassa voce Alyah allontanandosi da loro in compagnia di Altea.

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