Archive for novembre, 2018


Alioth ψ Il Regno – 61

L’indice del racconto lo trovate qui.
***

Il drago sorvolò nuovamente il gruppo. I cavalli si stavano agitando.
I soldati avanzavano spediti e loro gli stavano andando incontro. Diretti verso la morte.
Uno di questi alzò la spada ed urlò:
– Altea! –
Era Tmolus e i soldati dietro di lui erano i guerrieri del Mago. Il buon Tmolus ce l’aveva fatta!
Fermò il proprio cavallo accanto a quello di Altea e lo fece voltare.
I soldati gli passarono accanto correndo verso il nemico da fronteggiare.
– Seguitemi! Vi condurrò al castello. Abbiamo già incontrato Alyah strada facendo ed ora si trova là al sicuro. Sbrighiamoci! Siamo pochi e dobbiamo già battere in ritirata! –
Detto ciò tutti seguirono l’amico.
Cavalcarono tra i boschi e superarono il fiume guadandolo in un punto meno profondo.
Giunsero ai monti.
Notarono che non vi era un passaggio dove Tmolus li aveva condotti, ma solo rocce.
Tmolus fermò il cavallo a dedita distanza e fece segno agli altri di fare lo stesso.
– Tmolus. E il castello? – chiese Altea
– E qui – disse lui sfoderando il suo sorriso migliore.
Nello stesso momento in cui lui rispose la roccia scomparve ed al suo posto un ponte levatoio si aprì.
Entrarono sconcertati guardandosi attorno.
Era il castello del Mago.


Alyah uscì correndo da una porta secondaria del palazzo.
Si fermò vicino al cavallo di Emantus.
Esperia la guardò negli occhi. Scese da cavallo ed aprì le braccia per stringerla.
– Sorella?! – disse con un filo di voce – Non ero sicura… cioè non credevo… invece… –
Non riuscirono a parlarsi.
Iniziarono a piangere dalla felicità.
Avevano tante cose da dirsi.
Tanti dubbi da condividere.
Ma in quel momento per loro era più importante distruggere quel muro che gli altri avevano creato con le loro bugie.
E il pianto era la miglior cura per i loro cuori.

Alioth ψ Il Regno – 60

L’indice del racconto lo trovate qui.
***

Esperia sorretta da Emantus, Altea e gli altri guerrieri correvano disperati attraverso i cunicoli, dietro di loro le voci dei soldati che avevano scoperto la fuga della prigioniera.
Sentirono dell’aria fresca sui volti sudati.
Erano vicini.
Poi finalmente furono fuori.
Lo spettacolo che videro fu atroce: vedevano fiamme di fuoco sollevarsi ovunque intorno a loro, odore di cenere e corpi bruciati. Lontano potevano scorgere le sagome delle guardie nemiche che trafiggevano con le spade i sopravvissuti.
Dall’oscurità una figura si avvicinò a loro. Aron sguainò la spada ma si fermò subito appena lo riconobbe.
Ferito e sorretto da due soldati Fides abbozzò loro un sorriso.
– Cosa facciamo?- domandò guardando Altea salire sul proprio cavallo. Poi il suo sguardo cadde sulla principessa stretta al petto di Emantus.
Altea non sapeva cosa rispondere. Si guardò attorno, sfiduciata cercò lo sguardo di Aron. L’unica speranza era una corsa suicida. Aron capì cosa lei stava pensando, la conosceva troppo bene. Le fece cenno di spronare i cavalli.
Iniziarono così la loro corsa verso la morte certa.
Cercarono di tenere il cavallo di Emantus al centro del gruppo, così avrebbero protetto lui e la principessa coi loro corpi.
I nemici li videro ed iniziarono ad inseguirli.
Sopra di loro un drago azzurro solcò il cielo, superò i guerrieri di Altea e si diresse verso il castello.
Dalla direzione in cui stavano scappando videro giungere delle truppe, numerose.
La speranza li abbandonò completamente.

Alioth ψ Il Regno – 59

Approfittando del buio Alyah, con i soldati più deboli, i feriti, i bambini, le donne e i vecchi iniziava il suo cammino verso il castello del Mago.
Con la speranza che Tmolus vi fosse giunto e che qualcuno gli andasse incontro.
Camminavano silenzio nelle tenebre. Una piccola carovana indifesa che pregava nell’unica speranza rimasta.

Altea ed Emantus uscirono dal nascondiglio presso le mura del castello, furtivi si avvicinarono al passaggio segreto.

Fides cercò la luna nel cielo e pregò la sua amata che gli venisse incontro lungo il cammino sul ponte delle anime, rivolse lo sguardo ai suoi soldati. Il loro attacco suicida per distrarre gli uomini del castello era l’unica speranza per salvare la principessa. Annuì col capo e il soldato accanto alzò il braccio.
La catapulta scagliò la prima pietra.

Araxe combatteva con la guardia rimasta in vita, altre due giungevano in appoggio ad essa.
Altea con i suoi guerrieri era entrata nei passaggi sotterranei del castello.
Eos li attendeva atterrita davanti alle sbarre della prigione di Esperia.
Araxe cadde a terra ferito, teneva tra le mani la chiave.
A tradimento un guerriero nemico lo stava colpendo alle spalle.
Cadde decapitato e la sua testa rotolò fino ai piedi di Eos, che emise un urlo.
Esperia si coprì la bocca e voltò lo sguardo.
Altea era giunta appena in tempo per soccorrere l’amico ferito.
Kahel con l’aiuto di Eos lo riportò all’esterno attraverso il passaggio appena percorso.
Altri due guerrieri nemici giungevano nelle prigioni.
Emantus si lanciò con tutta la rabbia che aveva contro di loro e li disarmò.
Altea gli lanciò le chiavi e rimase sulla cima della scala in compagnia di Teti per controllare il corridoio.
Non giungevano altre guardie.
Non erano riuscite a dare l’allarme.
Emantus aprì la cella.
Esperia in lacrime, come in un sogno, riuscì ad abbracciare il suo amore.
Non parlava, i singhiozzi la soffocavano.
Emantus la strinse forte.
Si sentì male a vederla così sofferente. La baciò dolcemente e le guardò il viso rigato di lacrime: era sempre bellissima. Ed era la sua Esperia, sana e salva.
– Dobbiamo andare! – urlò Altea.
Michael ed Aron erano rimasti di guardia all’ingresso.
Poco distanti, tra la boscaglia, Kahel, Araxe ed Eos li attendevano sui cavalli.

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