Alioth ψ Il Regno – 21

Nello stesso istante in cui Alyah si trovava nella sala coi cavalieri, il principe Emantus veniva trovato da un pescatore svenuto e ferito su una barca.

379630Quando riaprì gli occhi si trovò in un caldo letto, accanto a lui Re Atamante e il sacerdote Crise.
Il suo paese era stato distrutto, le truppe nemiche avevano conquistato anche Arabesques. La nave sulla quale viaggiava era stata affondata.
Suo padre il Re era stato ucciso e il suo corpo appeso come trofeo all’asta della bandiera della casata.

Appoggiò la tisana che gli era stata offerta su un vassoio che prontamente venne portato via.
Aveva terminato il suo terribile racconto quando una figura a lui sconosciuta apparve sulla porta della camera.
Re Atamante guardò la figlia e le fece cenno di avvicinarsi.
– Principe Emantus, mi dispiace darvi un altro dispiacere, ma purtroppo il nemico è giunto anche nelle nostra mura e ha rapito Esperia –
– Cosa !? – si lazò di scatto dal letto trovandosi così di fronte a quella ragazza che indiettreggiò di un paio di passi.
– Lasciate che vi presenti Alyah, l’altra mia figlia –
– Esperia aveva una sorella? –
– Lasciate che vi racconti ogni cosa –

Alioth ψ Il Regno – 20

@Lodoss war

Esperia non riusciva a credere di essere ancora viva.
Ricordava Eride, il suo viso sfigurato come un demone, poi quell’orribile suono, un dolore alle costole improvviso, e il buio.
Si affacciò ad una piccola finestra e, da quel poco che vedeva, si trovava in una torre.
Il paesaggio era assai triste e desolato, l’inverno in quelle terre era già inoltrato e gli alberi alzavano i loro rami spogli al cielo con la speranza di ricevere un po’ di sole.
Non vedeva nessun villaggio nelle vicinanze.
La porta si aprì.
Esperia spaventata si girò di scatto temendo per la propria vita.
– Vedo che vi siete svegliata –
A parlare fu un uomo molto alto e imponente. Indossava un’armatura nera con stemmi insoliti e a lei sconosciuti. Il suo mantello era anch’esso nero e giungeva fino a terra, strisciando sul pavimento per qualche centimetro. Sul lato destro dell’armatura vi era attaccata una guaina e al suo interno vi era una spada di proporzioni più grandi del normale. Era mancino.
– Chi siete? Cosa volete da me? – chiese con voce tremante. Era stata rapita, perchè?
– Povera piccola ingenua principessa. Davvero non sapete chi sono io? Io sono il sottocomandante di Caos, Io sono Borea il vento del Nord. – i suoi occhi brillavano di una luce fredda – Voi siete in uno dei castelli di Re Arge e vi rimarrete fin quando vostra sorella non uscirà allo scoperto –
Fece un inchino e se ne andò chiudendo la porta a chiave e lasciando la povera Esperia sola e confusa.
Sorella? Lei era figlia unica. Possibile che avessero rapito la persona sbagliata?
Iniziò a piangere a pregare sperando che il suo adorato Emantus la liberasse da quell’assurda prigionia.

Alioth ψ Il Regno – 19

painting-art-face-font-b-girls-b-font-fantasy-font-b-girl-b-font-women-fontTeti vide entrare l’Oracolo nella stanza e sentì una fitta al cuore.
Alyah era pallida, gli occhi spalancati ed esageratamente enormi su quel viso.
Si sentiva ancora in dovere di proteggerla, lo aveva fatto per tutti questi anni.
Ricordava con affetto quel lontano giorno in cui il sacerdote le presentò quella bimba tutta capelli e ossa. Così silenziosa ed educata. Troppo per quell’età. Una bimba in un mondo di adulti. Senza coetanee con cui giocare, destinata ad una vita solitaria.
– Sedetevi – Teti si alzò dal suo posto e la fece accomodare. Respirò il familiare profumo di vaniglia e incenso che l’accompagnava.
Alyah le sorrise.
Vederla in mezzo a quei volti sconosciuti la rassicurò.

– La nostra speranza è di penetrare nelle mura avversarie di sorpresa- Altea stava spiegando il suo piano – Siamo in pochi e senza appoggi, se ci trovano per noi è la fine. Sinceramente questa missione è un massacro. Non vi assicuro di tornare vivi. Non sappiamo cosa sta succedendo in quei territori, ormai sono mesi che non riceviamo più missive dai castelli…-
Guardò Alyah. Sospirò – Siete sicura di voler venire con noi ? –
– Si – Alyah non aveva più voce, avrebbe voluto dire tante cose.
Ma ora la sua mente era assalita da pensieri ed emozioni in subbuglio.
Stava vivendo tutto quanto come in un sogno, accadeva troppo in fretta.
Non riusciva a pensare lucidamente.
– Va bene. – Altea la fissò insistentemente negli occhi prima di riprendere a parlare – Partiremo alle prime luci dell’alba. Andate a prepararvi, ormai manca molto poco –

Alyah era stata avvisata dal paggio che il padre la invitava a dormire al Castello.
Declinò l’invito.
Aveva deciso di passare l’ultima notte al tempio, quella era stata la sua casa fino ad ora.
Non dormì.
Preferì adempire ai compiti mattutini che svolgeva da anni.
Terminò di preparare l’altare per le preghiere del mattino, accese l’incenso e spense il braciere esterno della sua camera.
Osservò il tempio silenzioso per l’ultima volta.
Il cielo si stava schiarendo quando il paggio tornò a cercarla. Il Re richiedeva urgentemente la sua presenza a palazzo.

 

Alioth ψ Il Regno – 18

Poche ore prima dell’alba.

cropped-cav-20-1Alyah, ancora sconvolta, era stata avvisata da un ancella di raggiungere i guerrieri in riunione.
Il problema era che lei non conosceva il Castello. Era cresciuta all’interno del Tempio, quasi segregata.
Quindi dovette attendere nella stanza delle udienze l’arrivo di un paggio che la potesse accompagnare.
Il paggio in questione era un bimbo poco più che decenne, con una marea di riccioli, che la fissava sbalordito.
E non faceva nulla per nascondere il suo stupore. Il suo viso non era mai stato visto fuori dal tempio, visto che l’Oracolo poteva apparire in pubblico solo velato.
Questo la mise molto a disagio.
Il bimbo la lasciò con un inchino e lei rimase a fissare la porta di legno massiccio chiusa.
Fece un profondo respiro. Cercò di calmare il tumulto del suo cuore e l’aprì.

Al centro della grande sala vi era situato un tavolo in noce dove erano seduti alcuni dei guerrieri che discutevano.
Dietro alla sedia, sulla quale vi era seduta Altea, vi era una carta geografica rappresentante i regni conosciuti.
Appesi sui muri spade e scudi di valorosi guerrieri morti in battaglia. Accanto alla porta, dalla quale era entrata, vi era un’armatura.
La riconobbe, era sui libri di storia da lei studiati.
Era stata forgiata in oricalco, incastonata di pietre preziose e con incise in oro le due onde simbolo del regno.
Era l’armatura di Re Atamante.

Oltre al comandante vi erano altre tre donne guerriere presenti alla riunione, tra cui Teti la sua guardiana.
Riconobbe solo altri due guerrireri in quella sala.
Li aveva visti quando era fuggita dal tempio poco prima.
Sembrava che fossero passati giorni dalla sua fuga, e invece erano solo poche ore.
Uno dei due guerrieri alzò il capo dalla cartina che stava guardando col suo comandande e la fissò.
Due trasparenti occhi verdi le trapassarono l’anima.
Conosceva già quell’uomo.
Forse era venuto al tempio.
– Principessa – la voce di Altea fece distogliere entrambi dal fissarsi – Vi presento i miei guerrieri: Aron – il guerriero in piedi accanto ad Altea fece un cenno col capo – Michael – l’uomo dagli occhi verdi – Kahel, Araxe e Tmolus. Accanto alla vostra guardiana Teti vi sono Demetra e Danae che erano predisposte alla guardia di Vostra sorella –
Alyah sussultò a sentir la parola “sorella”.

Alioth ψ Il Regno – 17

3132cad6889300820f69cde9fcc52edbAltea uscì dalla sala del trono a passo spedito.
Apriva e chiudeva le mani a pugno cercando di controllare la rabbia furente che provava.
Abbassare il capo davanti al sacerdote Crise le era costato molto.
Vedere il suo Re ubbidire ciecamente ai sacerdoti l’aveva ferita.
Più di quanto si sarebbe aspettata.
Si fermò nel buio della notte.
Cercando di respirare con calma.
Sperando che l’aria fresca la calmasse.
Doveva avere la mente lucida.
Sarebbero partiti all’alba in una missione suicida, perchè così era scritto.
No questi pensieri non l’aiutavano.
Vide un ombra familiare camminare poco distante.
La riconobbe subito e sorrise per questo.
L’affetto che provava per i suoi guerrieri era profondo.
Aveva fiducia in loro. Chissà forse sarebbero sopravvissuti.
– Michael! – lo chiamò scendendo le scale.
L’ombra si fermò sull’attenti, si voltò e si incammnò verso di lei.
– Avvisa tutti di venire nella sala delle riunioni –
– Si Altea – Michael mosse appena il capo in un gesto di assenso.

Alioth ψ Il Regno – 16

Deedlit, Fanart - ZerochanA noi era stato spiegato come allevarle” come delle giumente?
E’ questo che siamo per nostro padre?
Alyah trovava disgustoso, orribile e inacettabile che qualcuno avesse deciso di crescerle in questo modo.
Come se loro non fossero esseri umani, come se non contasse l’amore per un figlio.
Più importante della famiglia era una leggenda.
Delle parole scritte su una tavola. Lì da così tanto tempo che nessuno sapeva chi fosse stato l’autore di tale profezia.
La propria vita decisa da uno sconosciuto.
E ora, nuovamente, doveva mettere in gioco la sua esistenza per cosa?
Per chi?
Alyah era così assorta dai suoi pensieri da non ascoltare più la conversazione che stava avvenendo in sua presenza.

– Ora il problema principale è come salvare la principessa Esperia. Non ci sono né leggende né segreti. Solo una principessa da salvare, e al più presto –
Re Atamante tornò a sedersi sul trono.
– Comandante, vi affido mia figlia Alyah. Avete piena libertà di azione. Decidete voi come muovervi. Riportatemi le mie figlie sane e salve –
– Maestà, non sarebbe più al sicuro qui al castello vostra figlia ?- rispose Altea fissando quella fanciulla con lo sguardo assente, persa chissà dove nel suo mondo immaginario. Come poteva partire per una missione in territorio nemico portandosela dietro?
– No, lei verrà con voi. Le due sorelle non devono più essere divise – affermò Crise secco.
– Sarà fatto come voi desiderate Maestà. Partiremo domani all’alba. – Altea abbassò il capo.

Alioth il Regno : dove eravamo rimasti

@ Record of Lodoss War
@ Record of Lodoss War

Protagoniste di questo racconto sono due sorelle. Alyha ed Esperia.
Esperia: principessa del regno, figlia di Re Atamente e fidanzata di Emantus, principe di Arabesque.
Non si interessa delle sorti del suo regno (in guerra da anni con re Arge) perchè il padre l’ha cresciuta protetta da qualsiasi preoccupazione.
Viene rapita da una creatura alata dopo il tradimento di Eride, che era predisposta alla sua protezione.

Alyah: cresciuta al tempio come Oracolo, possiede la capacità di predire il futuro attraverso i sogni. Grazie proprio a questo una sera fugge dal tempio per correre in aiuto di Esperia.
Purtroppo arrivando in ritardo.
Scoperta la sua fuga dovrebbe essere punita dal sacerdote Crise, ma questi le rivela che lei è figlia di Re Atamante.

Se volete leggere i capitoli precedenti qui trovate l’indice.

Buona lettura

Alioth ψ Il Regno – 15

Entrarono nel silenzioso castello. Tutte le dame e i servi erano in crescente agitazione. Molte donne piangevano. Alyah, accanto ad Altea ed a Crise, apriva la piccola processione di guerrieri.
Arrivarono alla sala del trono.
Atamante, affranto di dolore, li stava attendendo.
Crise salì al suo fianco e gli pose una mano sulla spalla. Gli fece cenno di si col capo, e gli indicò Alyah.
Atamante si alzò dal trono ed aprendo le braccia l’accolse in un caloroso abbraccio che la ragazza non ricambiò.
– Figlia mia –
Alyah rimase come pietrificata tra quelle braccia estranee. Si liberò e guardò il suo Re.
– Voi siete la mia figlia minore, la sorella di Esperia – e si fermò per un attimo pensando alla fragile principessina ora scomparsa – Non mi odiare. Ho dovuto dividervi. Questi sono tempi di guerra, e l’unica speranza rimasta, a queste povere terre che tanto amiamo, siete voi due. Devi sapere che la vostra nascita era stata prevista molti secoli fa. Io ho dovuto, come Re, obbedire alla richiesta dei sacerdoti. Loro volevano che la leggenda si avverasse… Non credevo che potesse accadere una cosa tanto terribile ! – strinse nuovamente a sé la fanciulla.
Alyah non aveva ancora ben compreso ciò che le era stato detto, e quel contatto forzato la stava infastidendo.
Crise si fece avanti.
– Ti ho allevata come una figlia. Ti ho insegnato ciò che dovevi sapere. Ma vedi, Lui è il tuo vero padre e tu hai un compito ben preciso. Ora devi ritrovare tua sorella- poi guardando Atamante – Mi dispiace dovervi dividere nuovamente, ma solo insieme le due principesse salveranno il regno –
– E come ? – Altea aveva atteso ascoltando in silenzio, ed ora si stava domandando come due sprovvedute fanciulline potessero salvare il regno da una guerra che durava da decenni.
– A noi era stato spiegato come allevarle. Devono essere loro a scoprire come combattere Re Arge – disse Crise.
Alyah si riscosse dopo quell’affermazione.
Trovata tutto quanto assurdo.
Come poteva lei sapere come sconfiggere Re Argo quando non era nemmeno stata allevata come guerrira?

Alioth ψ Il Regno – 14

– Teti – una voce calda e profonda giunse dall’oscurità del vialetto. La guardiana del Tempio si inginocchiò in segno di rispetto mentre una figura si faceva sempre più distinta.
– Non punirò mai il nostro Oracolo per aver disubbedito ad una legge che non gli appartiene. In quanto Principessa del regno, figlia di Re Atamante e della Regina Silice – il sacerdote Crise fece un inchino, prese la mano di Alyah e la baciò in segno di rispetto.
-Io cosa? -Alyah osservava confusa il sacerdote. Principessa ? No, non è possibile. Lei era un’orfana, era stata educata per vivere nel tempio. Non aveva sangue reale. Le avevano sempre detto che sua madre era una sacerdotessa e che era morta quando lei era venuta al mondo.
– Non potevo, piccola mia, dirti la verità per proteggere voi e il Regno stesso. Ma ora gli avvenimenti si sono succeduti in una maniera tale che non possiamo più mentire. Il Fato ha deciso per noi –
I guerrieri non parlavano, erano rimasti in piedi attoniti ad ascoltare il Sacerdote. Infine Altea comprese che le parole erano sincere. Si inginocchiò ai piedi della principessa Alyah, dietro di lei i suoi guerrieri fecero la stessa cosa.
Alyah li fissava incredula. Non riusciva ad accettare quella verità.

***
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Alioth ψ Il Regno – 13

Fuoco contro fuoco. La belva contro la ragione. Alyah rivide il sogno premonitore nelle due donne che lottavano senza esclusione di colpi. Rimase lì ferma vicino ad un albero. Affascinata dai loro sguardi e anche intimorita dal fragore delle spade. Prese un bel respiro. Doveva intervenire. Altrimenti tutto sarebbe stato vano.
– Dov’è la principessa ? – chiese furiosa Altea
– Sta raggiungendo il suo inferno, nelle prigioni di Borea piangerà sangue ! – e si scagliò con rabbia verso il suo comandante. Altea respinse la spada ma non fu tanto agile da deviare il pugnale. Eride approfittò della ferita per attaccarla, sicura di finirla.
Altea osservava la lama dell’arma avvicinarsi, raccolse la spada cadutagli, sapeva di essere impacciata nel movimento ma sperava di riuscire a limitare la gravità delle ferite.
Eride cadde a terra.
Altea confusa osservava il corpo inerme dell’avversaria.
– Stai bene?- chiese una figura uscendo dall’ombra. Si guardarono negli occhi.
– Sei stata tu?– era una fanciulla, poco più giovane di lei. I capelli lunghi le scendevano lungo i fianchi. Indossava una sottoveste chiara. Sembrava uno spirito. La pella bianca rifletteva i raggi lunari. – Tu chi sei? Non ti ho mai visto al castello –
– Si sono stata io. E’ solo svenuta. Lasciala vivere, non è in sè. E’ stata manipolata. Se non la uccidi ci potrà essere utile. –
– Una traditrice merita solo di morire. Tu chi sei per chiedermi di risparmiarle la vita? –
– Una semplice sacerdotessa del tempio – sapeva che non poteva rivelare la sua vera identità, ma forse ora era troppo tardi. Crise avrebbe saputo certamente della sua disobbedienza.
Giunsero anche le guardie, Aron e Kahel si avvicinarono al loro capitano. Michael si inginocchiò accanto alla traditrice. Respirava lentamente, alzò lo sguardo e con un gesto del capo confermò al suo capitano che era viva.
– Oracolo! Cosa fai qui!- Teti, giunta di corsa, prese Alyah per un braccio – Non dovevi uscire dal tempio, che ne sarà di te ora –
Alyah la guardò senza parlare. Non conosceva i metodi che Crise utilizzava per punire chi disubbidiva alle leggi. Sapeva solamente che l’Oracolo precedente non era stato mai più visto ad Avallon.
Era intimorita da quel pensiero, tanto da non accorgersi degli sguardi stupiti dei guerrieri.

@Kvinnor Fantasy
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