17lastella

Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga

#7. Reazioni

Il mondo visto attraverso la mente di due persone. Totalmente opposte. Cleo&Leo

***

Senti ho un’idea.
Mi soffia nell’orecchio.
Incredibilmente riesce a calmare i miei nervi.
Ci serve un posto dove possiamo parlare. Sicuro
Le nostre case sono da escludere. Dove possiamo andare?
Poi un’immagine nella mia mente.

Gli metto una mano sulla spalla e, in punta di piedi, mi avvicino al suo orecchio.
Così il killer non potrà sentirmi. Nascondo un po’ il viso coi capelli.
E nemmeno può leggere il labiale.
Senti ho un’idea
Sussurro.
Sento le sue spalle rilassarsi sotto la mia mano.
Ha capito.
Poi il suo viso si illumina.
Si volta di colpo.
Quasi cado dallo spavento.
E mi dice:
Prepara una borsa da viaggio piccola. Vestiti comoda. So dove andare

***

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#6. Inutile – Cleo&Leo

Il mondo visto attraverso la mente di due persone. Totalmente opposte. Cleo&Leo

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Esco correndo dal bar.
Non può essere andato lontano.
Deve essere qui da qualche parte ad osservarci.
Un uomo passeggia col cane.
Una coppia litiga per strada.
Una signora anziana cammina scuotendo la testa e parlando fa sé.
E’ inutile
Mi dice lei.

E’ un killer seriale.  Gli piace giocare.
E’ evidente.
Guardo la foto che stringo tra le dita.
Leo scruta la via in cerca dell’uomo.
E’ furbo.
E’ impossibile trovarlo così.
Siamo prede.
Vittime.
No.
Non accetto questa situazione.
Lui è furbo?
Bene.
Dobbiamo studiare un piano e fregarlo.
Insomma anni di Criminal Minds mi avranno insegnato qualcosa?
E’ inutile” gli dico.
Lui si volta. Mi fissa.
Stringe i pugni.

***

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#5. Un the – Cleo&Leo

Il mondo visto attraverso la mente di due persone. Totalmente opposte. Cleo&Leo

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Cosa ne pensi? Lo dobbiamo dire alla polizia?
Cercai di portare la tazza di the alle labbra, ma la mano tremava troppo.
Riappoggiai la tazzina con le rose dipinte sul piattino.
Leo mi fissava con uno sguardo indecifrabile.

Sarebbe l’azione più logica da fare. Perchè non dovremmo?
Donne. A volte sono davvero incomprensibili.
io sarei andato subito in centrale, invece lei no. Vediamoci per un caffè.
Un caffè. Da quando è morto quell’uomo non riesco più a berlo.
Ok. Sono uomo.
Andiamo subito in centrale. Dai
Faccio per alzarmi.
Lei mi guarda spalancando gli occhi. Annuisce con la testa.
Si alza.
Un ragazzino si avvicina al nostro tavolo.
Avrà più o meno dieci anni.
Appoggia un foglio e corre via ridendo.
Lei lo prende in mano.
Sbianca e cade sulla sedia.
Lo guardo.
La foto di noi due seduti qui con la scritta
Non lo farei se fossi in voi

***

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#4. Foto – Cleo&Leo

Il mondo visto attraverso la mente di due persone. Totalmente opposte.  Cleo&Leo

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Che occhi gonfi. Sono orribile.
Persino il dentifricio sa di muffa.
Notte terribile risveglio pessimo.
La caffettiera elettrica riempe la casa col suo profumo di caffè.
Una nota positiva nella giornata appena iniziata.
Passeggio con la mia tazza di caffè tra le camere.
Guardo la cassetta della posta.
Una busta senza indirizzo.
La apro incuriosita.
Una foto.
Io e il ragazzo al bancone del bar piegati a guardare il barista morto.
La foto mi cade dalle mani.
Tremo.
Si capovolge.
Sul restro c’è il mio nome.
Cleopatra Rossi
E il mio indirizzo
Poi un altro nome
Leonardo Cascio
e un indirizzo.
Crollo a terra tremante.

Com’è possibile che sappia chi siamo?
L’assassino ci osservava!
La foto è stata scattata da un’angolazione precisa.
Vede l’interno del bar. Noi due piegati a guardare oltre il bancone.
Siamo in pericolo?
Ci sta minacciando?
Gioca con noi?

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#3.Insonnia – Cleo&Leo

Il mondo visto attraverso la mente di due persone. Totalmente opposte.  Cleo&Leo

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Corro.
Corro disperata tra le vie della città.
Sono un poco brilla e sbando.
Non dovevo bere il terzo cocktail in discoteca.
Volevo prendere un taxi.
Poi dal nulla è uscito quell’uomo che mi pedina.
Mi segue dappertutto.
Lo so. So che è lui l’assassino del barista.
Sento i suoi passi dietro di me.
Il cuore in gola.
Svolto l’angolo e scivolo su una pagina del Leggo (*).
Cado rovinosamente a terra.
Mi sbuccio il ginocchio e il gomito.
Mi rialzo.
Riprendo a correre.
Ma lui è vicino.
Troppo.
Sento il suo respiro sul collo e….
Mi sveglio.
Le cinque del mattino.
Fa caldo.
Umido.
Il pigiama è appiccicato alla pelle.
Vorrei poter sprofondare in un mondo onirico rilassante.
Ma appena chiudo gli occhi il corpo del barista steso a terra mi appare.

E’ inutile.
Non riesco a prendere sonno.
Faccio il duro.
Il distaccato.
L’uomo forte.
E poi eccomi qui.
Traballante nelle mie insicurezze a guardare la luna e a fumare sigarette.
Sperando che il sonno mi venga a prendere.
Ma niente.
E il corpo del barista accasciato dietro al bancone resta nei miei pensieri.

***

* Leggo:  giornale a distribuzione gratuita.

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#2.Stazione di polizia – Cleo&Leo

Il mondo visto attraverso la mente di due persone. Totalmente opposte.  Cleo&Leo

***

Manca l’aria, mi sembra di soffocare. L’umidità mi appiccica il vestito alla pelle. Fuori meno venti gradi e qui almeno cinquanta.
Ho nausea.
Ci hanno fatto mille domande. Prima divisi, poi insieme.
Prima un uomo , poi una donna.
Ci hanno chiesto se volevamo pranzare.
Pranzare? Siamo chiusi qui dentro da così tanto tempo?
E sopratutto: come potrei mangiare qualcosa?
Quell’uomo è morto! Morto!
E non per un infarto. No!
Gli hanno sparato!
Voglio solo andarmene a casa. Mettermi nel letto e fingere che non sia vero.

Ha la faccia di una che sta male.
Dovrei fare l’uomo duro, il figo, e consolarla.
Non mi viene in mente nulla.
Quando ci hanno chiesto se volevamo pranzare stavo per ordinare una pizza, poi l’ho vista diventare verde e ho rinunciato. Questa vomita se mi vede mangiare.
E ora ho una fame boia.
Lo so che non dovrei pensare a queste cose, è morto un uomo.

Quanto ci terranno ancora qui dentro?
E’ evidente che non siamo sospettati, che bisogno c’è di fare tutta questa sceneggiata?

Se le chiedo il numero di cellulare in questo momento mi uccide, forse non è il caso di provarci. No? Si?
Lei non ha chiamato nessuno per avvisare.
Solo l’ufficio, come me.
Quindi non ha un fidanzato che l’aspetta, un marito, un uomo che potrebbe farmi un occhio nero.
No, a dire il vero ha la faccia di una che l’occhio pesto me lo fa lei se apro bocca.
Peccato.

***

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#1.Pioggia – Cleo&Leo

Il mondo visto attraverso la mente di due persone. Totalmente opposte.  Cleo&Leo

***

Un Luglio così non l’avevo mai visto.
Stamattina sono uscita di casa senza alzare il naso al cielo. 
La sveglia non è suonata, caffè al volo e  capelli arruffati. Eccomi qui ad aspettare il tram sotto questo diluvio da Noè coi sandali e il vestitino estivo.
Non c’è anima viva in giro.
Vuoi vedere che c’è l’emergenza civile e non bisogna uscire di casa?
Magari adesso il Seveso mi travolge con una piena e mi ritrovano chissà dove.
Ma dove sfocia il Seveso? Mica me lo ricordo… beata ignoranza.

Sotto questa pioggia torrenziale la moto doveva abbandonarmi. E certo. Mi sembra corretto. Perchè non ho preso l’auto stamattina? Eh lo so io perchè, cavolo. Volevo fare il figo con la nuova collega. Ecco perchè.
Un deficiente sono. La devo finire di fare il coglione.
Devo prender fiato.
Un bar.
Perfetto.
Mi scalderò un po’.

Il tram non arriva, sto gelando.
Mi prenderò un altro caffè. Almeno mi scaldo un pochino.
Certo che questo tipo è messo peggio di me. Gocciola come un Mocio Vileda non ancora strizzato.
No , non devo ridergli in faccia. Non è carino. Però è buffo.

Mi consolo. Questa tipa pensava di essere al mare. Sarà un ghiacciolo adesso.
Ma il barista dove sta?
Scusa? C’è qualcuno?
Lei mi guarda perplessa. Poi si alza in punta di piedi per sbirciare dietro al bancone.
Cosa crede che è li sdraiato a dormire?

Ho sentito qualcosa” dico al ragazzo Vileda che mi guarda come se fossi stupida. Beh di certo non devo sembrargli normale vestita così.
Mi sporgo sul bancone, lui mi imita avvicinandosi.
Le nostre spalle si toccano.
Umide e fredde.
Rabbrividisco.
Non per il freddo, o per il tocco.
Oh mio dio è morto!
Il barista ha appena esalato l’ultimo respiro.

***

Info sul racconto e indice:  Cleo&Leo

Ciao

Ciao visitatori,
chi ha seguito l’ultimo racconto (Peli – Racconti di Uomini e Draghi) si sarà accorto che è giunto alla fine.
Per il momento prenderò una sosta dai racconti lunghi. Il tempo di terminare di covare una nuova storia.
Continuerò a scrivere, figuriamoci se mi fermo. Qualche racconto breve e sopratutto le mie avventure/ pensieri sull’altro blog: CondominioFelice.
Continuate a seguirmi!

Un abbraccio
Laura – 17Lastella

Chi non ha mai versato, apertamente o in segreto, amare lacrime perché una storia meravigliosa era finita ed era venuto il momento di dire addio a tanti personaggi con i quali si erano vissute tante straordinarie avventure, a creature che si era imparato ad amare e ammirare, per le quali si era temuto e sperato e senza le quali d’improvviso la vita pareva così vuota e priva di interesse?
La Storia Infinita – Michael Ende

Peli – Uomini, Draghi – Epilogo

La guerra ci fu.
Devastante. Distruttiva.
Bruciarono le case dei draghi, morirono numerosi uomini.
Dopo l’attacco all’isola madre i Draghi, capitanati da Haziel, attaccarono vilaggi di uomini. Massacrandoli. Sterminandoli.
Haziel perse totalmente il senno.
Decise di rimanere per sempre in forma di drago e di cibarsi solo di carne umana.
Il Drago Sterminatore, fu chiamato dagli uomini.
Cavalieri e guerrieri umani si diedero come obiettivo quello di ucciderlo e di portare al loro re la sua testa come trofeo.
Al momento lo loro teste fanno da trofeo nella grotta dove vive Haziel.
Ma la speranza è una luce difficile da estinguere.
Durante la guerra molti uomini e draghi disertarono abbandonando il campo di battaglia.
Fuggirono dall’Isola Madre con le navi portando con se i bambini dei draghi.
Crearono una città. Una bolla di luce in un mondo devastato dalla rabbia e dal dolore.
Uomini e draghi insieme.
Al centro della città è stata edificata un’Università.
Lì si insegna la condivisione, la comprensione, prima di tutto.
Da ogni parte del pianeta giungono sempre nuovi studenti.
Draghi e uomini.
Pronti ad iniziare un nuovo cammino insieme.
Il rettore dell’università è il Saggio, la direttrice Lemure.
Every ha adottato tutti gli orfani e a creato , con Nanael e Garuda, una casa di accoglienza.
Le difese della città sono gestite egregiamente da Luchiper, Dagon, Top, Focalor, Samuel.
Garuda aspetta un bimbo da Dagon. Una nuova vita che crescerà in un mondo nuovo.
Un bimbo che giocherà con altri bimbi umani. E li considerà fratelli.
E Sephirot?
Una sera temporalesca una luce illuminò lo studio di Luchiper.
Una luce rossa che commentò ad alta voce
– Possibile che non riesco a trasportare anche i vestiti? – e che si copriva con le ali. Rosse.
Il cambiamento non ha mai una sola direzione. Coinvolge ogni forma esistente nell’intero Universo.
Il maestro di Sephirot, e tutta la comunità, avevano compreso il legame animico tra Lucipher e Sephirot. Non era qualcosa che si poteva ignorare.
Alla fine fu concesso a Sephirot di tornare su Peli e di dare vita ad una nuova generazione. Ora su Peli convivevano draghi, angeli e uomini.
Ma questa è un altra storia.

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***
Indice del Racconto:  Peli – Storie di Uomini e Draghi

Peli – 62 – Sephirot

– Tu non tornerai vero? – disse Luchiper.
Stupendo persino Sephirot. Parlava. Con la voce.
In quel momento i corpi di tutti erano sul pianeta, protetti dalla luce che li avvolgeva, inermi, come in coma.
Tutti quelli che aveva davanti a sé non potevano parlare con la propria voce, ma solo esprimersi col pensiero.
Perchè non avevano una voce. Erano privi di corde vocali.
Erano solo l’immagine del corpo che possedevano.
Luchiper no.
Sephirot lo guardò bene.
Lui era più solido. Il corpo non era un’immagine. Non era nemmeno materiale.
Era una via di mezzo. Possedeva una certa fisicità.
– No. Il mio compito è terminato – un dolore al petto.
Sephirot sentì le lacrime bagnarle gli occhi.
Guardò Luchiper che si avvicinava. Che saliva sulla pietra bianca.
Che la sfiorava. E lei sentiva il suo tocco.
Leggero.
Doveva lasciarlo? Dentro di lei c’era confusione.
Desiderava restare lì, a casa sua. Coi suoi genitori.
Eppure. Eppure. Non poteva lasciarlo.
Cosa doveva fare?
Come poteva?
Non vi era possibilità per loro.
Lei non poteva tornare su Peli.
– Lucipher – la voce le si spezzò – Ora dovete tornare –
Pian piano uomini e draghi iniziarono a dissolversi. A svanire.
Lucipher si piegò verso di lei. Sfiorò le labbra con le proprie e si dissolse.
Sephirot rimase a fissare il vuoto della sua presenza svanita.
– Complimenti mia cara – il suo maestro – Hai svolto magnificamente il compito assegnato –
Sephirot abbozzò un sorriso tra le lacrime che scendevano copiose.

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