Archive for febbraio, 2019


A cena le due sorelle parlarono poco, rispondendo quasi a monosillabi. Spiluccarono il cibo.
– Il cibo sta finendo – Asteria si rivolse sottovoce ad Alyah – Non so che fare –
– Troveremo una soluzione, vedrai. Finirà tutto questo – cercò di rincuorarla, anche se non credeva alle proprie parole. Si sentiva stanca, sfinita dal peso che tutti le mettevano sulle spalle. Le mancava l’aria e le faceva male il petto.
Il Mago si alzò e cercò di attirare l’attenzione delle due sorelle. Lasciarono la tavolata in sua compagnia.
– Abbiamo poco tempo – disse lui chiudendo la porta dietro di sé – Abbiamo bisogno di voi per salvarci –
Alyah ed Esperia si guardarono incredule in faccia: perché tutti si aspettavano un miracolo impossibile proprio da loro?
– Dovete richiamare l’Esercito dei Morti. Tra non poco le truppe che sono appostate qui fuori ci attaccheranno, illusione del castello verrà scoperta –
– Ma come? Come possiamo noi due richiamare un esercito di persone morte chissà quanti anni fa, è impossibile! – affermò Esperia.
– Dobbiamo difenderci – disse il Mago.
– Il drago – pensierosa Alyah stava cercando un modo per salvare la pelle, una soluzione pratica e non una leggenda – Quando i vostri soldati ci vennero incontro vidi un drago precederli –
– Quel drago non può fare nulla di male, lo creo utilizzando delle semplici goccioline d’acqua-
– Però riesce a tenere impegnati dei soldati in un combattimento inutile, poi possiamo difendere le mura con olio bollente… almeno proviamo a difenderci… anche se non avremo possibilità di una vittoria, potremo dire di averci provato-
– Possiamo usare anche più di un drago – continuò il Mago – Sei stata educata da Crise perciò non ti sarà difficile imparare questa tecnica –
– Bene – disse Esperia – Ora organizziamo un’ottima difesa. –
– Non abbiamo possibilità di salvezza, lo sai vero? – le disse Alyah mentre uscivano dalla sala e si dirigevano verso le camere.
– Si, lo so – affermò sua sorella senza alzare lo sguardo.
Alyah la lasciò nel corridoio che portava alle camere e si diresse verso il salone da pranzo con la speranza di ritrovarvi Altea e di aggiornarla su ciò che le era stato detto dal Mago. Ebbe fortuna.

Tutto il gruppo raggiunse le principesse nella grande sala riunioni del castello.
Il Mago si sedette al tavolo circolare, chiuse momentaneamente gli occhi per poi riaprirli fissando le due principesse.
– Ho fatto un giro di perlustrazione per le mie terre sotto mentite spoglie: le truppe di Borea sono ovunque. Siamo assediati. Hanno scoperto anche i passaggio che avete utilizzato per venire qui. Presto scoprirà il castello, la mia magia non è eterna, non sono un ragazzo giovane ed è stancante continuare a mantenere queste illusioni, giorno e notte. Ci dobbiamo preparare ad un attacco.-
– Ma siamo pochi! – notò allarmata Esperia.
– No, se risvegliate il Re dell’Esercito dei Morti –
– Scusi? potrebbe spiegare meglio? – confusa Alyah si mosse sulla sedia.
– Allora non conoscete la nostra leggenda? Vi spiegherò: nel vostro Regno esiste la leggenda delle due fanciulle, le due prescelte di sangue reale – dagli sguardi delle ragazze capì che conoscevano tale leggenda – mentre nel Regno di Affrantus vi è la leggenda di un grande Re addormentato, quello di cui prima vi ho accennato, il quale sarà risvegliato da due fanciulle che posseggono un unico cuore… Voi-
– Noi?! – dissero in coro le sorelle – Ma se abbiamo appena scoperto di essere sorelle! E poi non sappiamo nemmeno combattere come possiamo noi salvare tutti?! E risvegliare un morto!-
– Ora vi spiego, ho studiato molto questa leggenda che, in modi diversi, è parte integrante della storia di tutti i continenti. Si dice che in passato i due Continenti fossero uniti e che tre sovrani li governassero con giustizia. Erano figli degli Dei e i loro cuori erano puri, immacolati dai sentimenti umani.
Un giorno furono scacciati dall’avidità degli uomini e scomparvero senza lasciar traccia del loro passaggio. Solo uno di loro lasciò su queste terre il suo unico figlio, addormentato e nascosto in un luogo segreto. Comunque è specificamente descritto che solo due fanciulle, sorelle e dotate di uno speciale potere, potranno risvegliarlo. Le due fanciulle nasceranno quando le due lune saranno piene e verranno divise dalla nascita, il perché non è chiaro… non ho trovato molte storie sul motivo della vostra separazione ma…-
– Si fermi Mago – disse Alyah rivolgendo uno sguardo incredulo alla sorella – Non vi è mai venuto in mente che possiamo anche non esser noi? Non abbiamo nessun potere speciale!-
– E poi – continuò Esperia – Anche se siamo nate con le lune piene, questo non significa proprio nulla! In più siamo venute al mondo in anni differenti! Come fate a sapere che siamo noi? –
– Non lo sappiamo – ammise il Mago – Lo speriamo e lo crediamo per la salvezza dei Regni-
Le due principesse tacquero. Tutti mettevano nelle loro mani missioni importanti , le loro vite e le vite di migliaia di persone senza sapere se le Leggende avevano realmente un fondo di verità, senza preoccuparsi del fatto che loro due non erano sicuramente le uniche fanciulle di discendenza reale nate con la luna piena.
– Vi vedo taciturne. Sarete stanche ed affamate. Raggiungiamo gli altri a tavola, ci staranno aspettando! –
Le due sorelle lo seguirono come addormentate, in realtà speravano che tutto ciò fosse solamente un sogno. Non era reale quello che stava succedendo.

Aron era rimasto nella propria stanza e dalla finestra che dava sul giardino osservava il suo comandante timoroso di rivelarle i propri sentimenti.
– Aron! – un urlo da dietro le spalle.
– Oh, Michael sei tu ! – si era voltato di scatto e reagendo istintivamente si era messo in posizione di difesa. Si rilassò vedendo l’amico appoggiato allo stipite della porta. Gli passò davanti ed uscì dalla camera.
– Dove stai andando?- gli chiese Michael.
– Nei giardini –
– Vediamo se indovino – si schiarì la voce – ”Altea amore mio sono qui!” E lei ti abbraccia e finalmente vediamo finita questa epopea – disse ridendo.
Aron si scaldò. Michael riconobbe quello sguardo: lo aveva colpito in pieno petto anche stavolta.
– Smettila di prendermi in giro, dopotutto anche tu… – e non terminò la frase, preferì lasciarla in sospeso.
I due amici si guardarono negli occhi. Michael diede una pacca ad Aron sulla schiena e gli sorrise. Rimase a guardarlo mentre andava incontro ad Altea.
Vide che si incontravano, lei era appoggiata ad un albero, si parlavano… Ridendo fra sé Michael uscì dal palazzo e si diresse verso l’infermeria.

Altea vide Aron camminare verso di lei. Il cuore le salì in gola. Quanto lo amava, perché era stata così crudele con sé stessa da nascondere una cosa così evidente?
– Ciao – la sua voce calda – Dove stai andando? – le chiese.
Lei lo guardò in quei occhi profondi che conosceva bene, fin da quando era bimba. Sentì la terra mancarle sotto i piedi, e vincendo il muro che lei stessa aveva costruito, disse tutto di un fiato : – Ti amo –
Aron rimase intontito. Non credeva alle sue orecchie. No forse era stata la sua fantasia. Aveva desiderato per così tanto tempo di sentirsi dire quelle parole, di abbracciarla, di sapere che lei era sua.
Si accorse in quell’istante che gli occhi di lei brillavano. Si era vero! Le cinse la vita con le sue muscolose braccia. Lei non tentò di divincolarsi. Non tentò di fuggire. Lo amava! I loro visi si avvicinarono. Altea chiuse gli occhi, le labbra si sfiorarono…
– Ciao Aron! –
Si staccarono di scatto, allontanandosi l’uno dall’altra. Sentendosi colpevoli. Come bambini colti con le mani nella marmellata.
Solo in quell’istante Kahel e Teti si accorsero di “cosa” era accaduto e che “cosa” avevano appena interrotto.
Aron per togliersi da quell’imbarazzo si mise a chiacchierare con l’amico, proponendo alla comitiva di dirigersi verso l’infermeria.
Teti e Altea non parlarono durante tutto il viaggio. Teti si sforzò di non scoppiare a ridere.

Ben presto un’infermiera chiese ai guerrieri di uscire dalla camera perché così tanta gente al capezzale di un malato creava seri problemi, non solo alla sua salute ma anche al loro lavoro.
Fides decise di rimanere accanto ad Araxe, lo aveva promesso ad Eos.
Michael decise di approfittare della situazione e si avvicinò ad Alyah, la toccò per un braccio attirando così la sua attenzione. Rimase ammutolito vedendo lo sguardo incuriosito di lei che attendeva una parola. Lui le prese la mano e l’espressione di lei si mutò in stupore. La fissò negli occhi. Deglutì e si preparò a parlarle…
In quell’istante il ponte levatoio si aprì e rientrò il Mago, il quale spronò la sua cavalcatura e si avvicinò alla Principessa.
– Venite. Ora dobbiamo parlare – scese da cavallo e si incamminò con Alyah all’interno del palazzo.

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