Category: Piramidi


Piramidi – Zero

-Dobbiamo muoverci maestà, queste spiagge non sono sicure. Non sappiamo che vi abita- suggerì Seb.
-il Giglio…-
-Cosa? Fianna cosa hai detto?- le chiese Anara.
-Il Giglio sta arrivando… Aelia aspettiamolo sarà qui a momenti-
-Ma cosa stai dicendo?- chiese Elio.
-Aspettiamo- fu la decisione di Aelia.
Un rumore di zoccoli. Qualcuno si stava avvicinando. Seb e Elio estrassero le spade.
Un ragazzo di circa vent’anni fermò la sua cavalcatura. Sul suo scudo vi era inciso il simbolo del giglio.
Aelia si fece avanti.
-Tu?- disse il ragazzo.
-Tu sei il Principe del Giglio dei miei sogni?- chiese Aelia.
-E tu la Regina delle Acque dei miei – rispose lui.

giglio

il cerchio si chiude: Piramidi Zero – l’inizio

Piramidi – venticinque (parte 2)

Passai accanto a Morgause che lottava contro la magia di Rowan.
Uscii dalla sala e mi ritrovai nel tempio.
La Regina e la Sacerdotessa Madre stavano lottando contro qualcuno.
Non capivo chi fosse. Lottavano con la magia. Ma chi oltre a noi poteva usarla?
Non conoscevo quegli incantesimi. C’erano lampi neri.
Nel correre ebbi una visione del nemico contro cui lottavano, sembrava mia sorella Dracma…ma non era possibile..
Uscii all’aperto e vidi Nicodemus fermo sui gradini che lottava con dei contadini. Vinse entrambi e si voltò verso di me appena gli fui vicino.
Il suo sorriso era la luce verso il quale correvo, con la Fiamma stretta in petto.
-Il Potere!- gridò qualcuno vicino a me.
Nicodemus si avvicinò.
Sentii qualcosa muoversi alla mia sinistra. Nicodemus mi prese per il braccio e mi trascinò dietro di sé.
Il suo sorriso pieno d’amore. Quel sorriso che era la mia luce.
Quel viso tanto amato scomparve. Il suo corpo era ancora lì davanti a me, ma il suo sorriso era lì per terra. Poi il corpo cadde e il sangue. Tutto quel sangue mi ricoprì, sentii la mia voce gridare “Noooo” e poi tutto cambiò.

La fiamma che tenevo in mano mi avvolse, avvolse tutto il mondo a me conosciuto.
Le persone sotto di me gridavano e piangevano. Alcuni si suicidarono.
La terra si mosse,  le rocce nel deserto caddero. Il mare ribollì e un fiume di lava attraversò l’isola. Tutto divenne buio e poi di nuovo tornò la luce.
Erano morti tutti.
Non esisteva più la nostra amata città.
Dall’alto in cui ero vidi la cupola di luce e acqua scoppiare come un cristallo. Le sue gocce si sparsero nell’atmosfera. Brillavano. Luccicavano. Ora il sole non bruciava più come prima. Ora tutta la Terra era ricoperta della cupola azzurra.

Nell’oceano una piccola imbarcazione era sopravvissuta al disastro.
Mi avvicinai a loro. Non avevo più corpo però sentivo la sofferenza. Sentivo il dolore di ciò che avevo perso.
La mia Aelia guardava tra le lacrime il suo regno.
-Perdonami perdonami – le dissi.
Ma lei non mi sentì. Io ero morta.

Piramidi – venticinque (parte 1)

-Nicodemus!! Nicodemus! Attento!-
Alceste cercò di avvisare il suo capitano ma questi non fece in tempo a parare il colpo del suo nemico e venne ferito ad una spalla.
A quel punto caricò il contadino che aveva osato ferire Nicodemus e lo trafisse con la spada.
-Alceste no!! Non dobbiamo rispondere con la violenza! Sono i nostri fratelli e sorelle!-
Ma ormai era troppo tardi. Il contadino cadde a terra morto. Un ululato si levò. Il popolo in rivolta attaccò le guardie e iniziò a spingerle verso la Seconda Mura. Il popolo era numericamente superiore a loro. Era un’onda di dolore, priva di paura, carica di rabbia.
-Seb! Elio! Con me! Venite con me!- gridò Nicodemus sopra la folla.
I due cavalieri lo seguirono.
-Dobbiamo portare in salvo la principessa, non ci resta altro da fare. –
La Fiamma devo liberare anche la Fiamma.
-Dafne! Dafne!-
-Siamo qui!-
-Stanno entrando! Presto! Dov’è Aelia?-
-Sono qui Nicodemus- disse lei uscendo dalle stanze delle Sacerdotesse.
-Presto ti portiamo al porto-
-No! Io rimango! Devo proteggere il mio regno!-
-No. Aelia.No-
-Aelia Nicodemus ha ragione- la presi per le spalle e la costrinsi a guardarmi –Voi siete il nostro futuro. Tu Fianna e Nel. Dovete salvarvi-
-No… Dafne… io non vi lascio! Vieni con noi-
-No io ho una cosa da fare. Ho aspettato fin troppo-
-Dafne!- Fianna piangendo mi strinse forte.
-Non fare così piccola. Vai… vai coi cavalieri-
-Dafne dobbiamo fuggire?-
Era la voce di Anara.
-Si-
-Ma la Sacerdotessa Madre non ci ha dato questo ordine-
-Mi assumo io la responsabilità. Anara, accompagnale nel loro viaggio. Tu Seb ed Elio… vi prego fate che giungano salve-
-Ma Dafne tu…-
-Io cercherò di raggiungervi… ora andate!-
Anara si mise a piangere. Prese per mano Fianna e Nel e corse via.
Le guardai sparire per le vie, con Elio e Seb che le avrebbero protette a costo della loro vita.
Nicodemus mi strinse a sé. Ci baciammo.
-Lo farò. Nicodemus vado a prendere la Fiamma-
-Ti aspetto ai piedi delle gradinate-
Mi misi a correre con quanto fiato avevo in corpo. Salì le scale che per così tanti anni avevo percorso. Feci il lungo corridoio e spalancai le porte che davano sulla stanza del trono.
Seduta sul suo trono c’era la Regina, accanto a lei la Sacerdotessa Madre.
Mi fermai a guardarle.
-Ti stavamo aspettando- disse la Sacerdotessa Madre
-Mi aspettavate?-
-Si Dafne – continuò la Regina –Tu stessa tempo fa predissi questo giorno-
Non parlai.
-Noi siamo qui sedute ad attendere la nostra fine-
-Perché? Perché lo fate? Potete ancora salvarvi. Raggiungere il porto insieme alle altre-
-No. Abbiamo vissuto per questo regno, per questo popolo. Ora moriremo per lui-
-Non capisco. Perché non iniziare una nuova vita?-
-La inizieremo, ma non più con questo corpo. E’ giunta l’ora di lasciarlo. Dafne vai verso il tuo destino-
Così dicendo la Regina si alzò e mi indicò la porta dietro al trono.
Passai accanto a loro ed entrai.

-Perché sei qui?-
-Morgause…-
-Non puoi Dafne…non puoi prenderla-
-Lo devo fare-
-Te lo devo impedire-
-Perché?-
-Perché sono nata e cresciuta per questo. Per impedire che la Fiamma venga rubata-
-Ma è giunta l’ora di liberarla-
-Il mio compito è questo. Dafne ti devo uccidere-
-Cosa?-
Morgause alzò la spada e scagliò contro di me un fendente.
Non mi colpì.
Riaprii gli occhi e vidi il viso sorridente di Rowan.
-Rowan? Ma che…-
Mi cadde addosso e entrambe finimmo per terra. Qualcosa bagnò la mia mano. Era sangue.
-Rowan! Resisti ti guarisco io!-
-No Dafne. No. prendi la Fiamma-
-Ma Rowan…tu sapevi?-
-Si…la Fiamma parlava anche a me… vai portala via. Io penserò a Morgause- e si rialzò in piedi.
Sporca del suo sangue mi diressi verso la Fiamma.

Allungai le mie braccia verso di lei e la toccai. Non bruciava. Era una fiamma fredda e allo stesso tempo calda.
La strinsi al petto.

Piramidi – ventiquattro (parte 2)

-Dafne?-
-Scusa se ti ho fatto aspettare tanto Nicodemus, ma ho avuto problemi con Fianna. Non sta bene ultimamente. Non riesce a controllare le visioni-
Era notte. Ci eravamo dati appuntamento alle mura.
-Che genere di visioni?-
-Di distruzione-
-Anche lei allora…-
-Che cosa vuoi dire?-
-Dafne- mi prese tra le sue braccia e mi strinse forte –Da giorni una voce parla nel mio sonno. Questa voce dice di essere la Fiamma. E mi chiede aiuto per fuggire-
-La Fiamma parla anche a te?-
-Le senti anche tu?-
-Nicodemus… io mi occupo della Fiamma-
-Dafne che significa “sangue degli dei”?-
-Che noi siamo i discendenti degli dei. In noi scorre il loro sangue. Per questo non riusciamo a sopravvivere al di fuori delle mura. Perché la cupola non ci protegge-
-Dobbiamo salvare la Fiamma-
-Da cosa?-
-Dal popolo. Sta per insorgere e vuole il potere. La devi portar via da dove si trova-
-No. Se lo facessi tradirei le mie sorelle-
-Ma è quello che vuole la Fiamma-
-Lo so…ma io…-
-Dafne- Nicodemus mi prese il volto tra le mani e i costrinse a guardarlo negli occhi –Noi abbiamo il diritto di dare un futuro alle nostre genti. –
-Lo so…però…chi ci dice che è veramente giusto portarla fuori? E cosa accadrebbe se lo facessi? Lì il suo potere è contenuto… sei sicuro che sia giusto?-
-Non lo so più…non so più cosa è giusto e cosa è sbagliato amor mio-

L’estate volgeva al termine. Ad ogni visita la Fiamma condivideva con me i suoi ricordi, mi raccontò l’inizio dei tempi, la creazione della città. Una cosa mi sconvolse dei suoi discorsi: voleva esser portata via dal tempio. Non voleva più rimanere lì. Aveva fretta di uscire, mi ripeteva che da questo dipendeva la salvezza del nostro popolo.
Le sue parole mi spaventavano, ma nello stesso tempo sapevo che non potevo fare una cosa del genere. Avrei tradito le mie sorelle.

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-Nicodemus che occhiaie-
-Non dormo bene ultimamente Seb-
-Devo essere sincero, da quando siete tornati sia tu che mia sorella siete molto strani. Diversi-
-Cosa intendi per “diversi”?-
-Mi sembrate lontani, come irraggiungibili…è solo una sensazione, nulla di reale-
“Lontani”, “irraggiungibili”… come si fa a continuare a vivere seguendo le leggi sapendo che ti hanno sempre mentito? Nessuno ci ha mai parlato della cupola, eppure i Sacerdoti e la Regina lo devono sapere. Perché non ci hanno interrogato su quello che è accaduto? Ci hanno ignorato totalmente. Come se non fosse successo nulla. Inoltre quella voce, la Fiamma che mi parla.
-Nicodemus? Siamo arrivati-
Scesero dai loro cavalli e entrarono nella casa del capo villaggio.
-Nicodemus aspetta – Dracma lo raggiunse e lo bloccò per il braccio.
-Non avete intenzione di desistere dunque? Lo sapete che se attaccherete la Prima Mura noi vi uccideremo. Non abbiamo scelta –
-Per questo volevo parlarti… in privato-
e scoccò un’occhiata a Seb. Questi scrollò le spalle.
-Ti aspetto qui – disse rivolto a Nicodemus.
Si spostarono verso il bosco e si fermarono appena al suo interno.
-Dimmi-
-Nicodemus… – Dracma si avvicinò a lui e appoggiò le mani sul suo petto. Nicodemus indietreggiò.
-Cosa vuoi dirmi- disse in tono freddo.
-Il Potere… Nicodeums è quello che sta causando tutti questi danni. Perché solo le Sacerdotesse devono potervi accedere? Non è giusto. Non vogliamo più essere i loro schiavi. Anche noi abbiamo diritto al potere-
-Dracma ma che stai dicendo?-
-Nicodemus…- la voce di lei divenne strana, cambiò timbro.
La testa di Nicodemus diventò così pesante e trovò difficile pensare. Vide le sue labbra avvicinarsi…
-No!- gridò.
-Nicodemus non resistermi. Io posso darti molto di più. Più di quello che ti da mia sorella. Ora anch’io posseggo un potere. La creatura che vive nella terra me ne ha dato uno. Unisciti a me. Diventa il mio compagno. Prendiamoci il Potere che ci spetta.-
-Dracma smettila! Ma che discorsi fai? Chi è la creatura della terra?-
-E’ l’essere primordiale di questo pianeta. Nicodemus in noi scorre il sangue degli dei. Se ci uniamo possiamo creare un nuovo mondo-
-No! Dracma tu sei pazza!- e così dicendo corse verso Seb.
-Peggio per te. Hai rifiutato l’unica possibilità di salvezza. –
-Cosa c’è Nicodemus? Mi sembri sconvolto-
-Niente Seb andiamo-
-E’ successo qualcosa? Cosa ti ha detto mia sorella?-
-Niente Seb. Non mi va di parlarne-
Chi è la creatura della terra? E cosa significa “in noi scorre il sangue degli dei?”.

 

Piramidi – ventitre (parte 2)

Sono passati tre giorni dal nostro rientro. Con mio stupore non venni punita per aver disobbedito alle leggi. Avevo usato il potere, era proibito. Eppure nessuno vi aveva fatto cenno. Non una parola, non un ammonimento.
Oggi avrei ripreso i miei doveri di Sacerdotessa, era strano tornare alla solita vita come se nulla fosse successo. Tentai di raccontare ad Anara della cupola azzurra che avevo visto sopra la città, del deserto che esisteva al centro dell’isola e che si era propagato fino a raggiungerci. Ma non mi volle ascoltare. Era come se le mie parole fossero diventate pericolose. Rowan appena mi sentiva mi zittiva. Perchè tenerci all’oscuro di tutto quanto? Perchè continuare a mentire?

-Ben tornata Dafne. Sono felice di rivederti-
-Anch’io Morgause- stavo entrando nella Stanza della Fiamma.
-Devo confidarti una cosa: quando sei sparita la Fiamma ha emesso un lamento. L’ho preso come un cattivo presagio. Pensavo che tu fossi morta-
-La Fiamma si è lamentata? Ha emesso un suono?-
-Si-
-Era già successo prima?-
-No mai-
Mi avvicinai con l’acqua. Iniziai a versarla.
Mia piccola
Una voce? Avevo sentito una voce?
Piccolo fiore sono io
La Fiamma? La Fiamma parla nella mia testa?
Si mia diletta. Io sono la Fiamma.
Sono felice che tu sia tornata e che mi abbia ridestato.
Ridestato? Perchè tu eri dormiente?
Non proprio. Avevo dimenticato come comunicare con le mie dilette finchè tu non sei tornata da me.
Tornata a te?
Un tempo tu fosti una mia vestale. Ora vedo che hai mutato forma, ma sei sempre tu mia diletta.
Perchè avevi dimenticato come comunicare?
Perchè per molto tempo nessuna figlia di dei venne al mio cospetto.
Io sono figlia di dei?
Nel tuo corpo corre il mio sangue, per questo puoi sentirmi.
Fiamma tu chi sei?
Sono colui che scese su questo pianeta abitato solo da animali, portai il mio regno e mi innamorai di una delle creature di questo mondo. Con lei generai i miei figli. Tu sei la mia discendenza.
I miei figli non erano in grado di sopravvivere in questo mondo perchè troppo puri. Creai allora questa città circondata da mura e creai la cupola di luce e acqua che la riveste. La cupola che vi protegge dal sole nocivo.
La cupola che ho visto? Quella che ricopre la città? Dimmi Fiamma chi sono gli uomini della Sabbia?
Sono i veri abitanti di questo pianeta.
Vuoi dire che noi non siamo originari di qui?
No voi veniste al mondo dall’unione di due razze, la mia e quella degli uomini bestia.
Dove sono ora gli uomini bestia?
Su questo continente sono stati distrutti. Si sono distrutti. Ma è stata anche colpa mia. Del mio dolore. Amavo la mia vestale, la amavo come uomo non come dio e pertanto fui sopraffatto da quel sentimento chiamato gelosia. Uccisi il suo amante e gli uomini bestia si scagliarono contro di me e i miei figli.
Combattemmo a lungo, finchè il padre mio non intervenne. Mi punì per quello che avevo fatto e mi rilegò in tale forma.
Dunque Fiamma prima tu possedevi un corpo.
Si mia cara, il mio nome era Lucifero.

Il discorso con Lucifero mi aveva lasciata confusa e emozionata. Non so perchè ma non me la sentii di raccontare ciò che era accaduto, nemmeno ad Anara.
Tornai ai miei doveri fingendo che nulla fosse accaduto.

Piramidi – ventitre (parte 1)

Nicodemus salvala…salvala …
porta via la Fiamma…
Nicodemus…
-Chi è?- Nicodemus si svegliò nel suo letto. Non c’era nessuno nella sua camera. Eppure quella voce….non poteva averla sognata. Era così reale.

clover_dx
Il potere…Dracma…il potere …
non è giusto che tua sorella abbia il potere che per eredità spetta a te…
Dracma riprenditelo!
-Chi sei!- urlò Dracma svegliandosi.

***

Indice del Racconto: Piramidi

Piramidi – ventidue (parte 6)

-Il sole qui fuori è molto più forte- dissi mentre stavo guarendo una piaga dal mio braccio.
-E’ diversa anche l’aria. Non me lo so spiegare-
-Un’altra cosa non capisco, perché i Sacerdoti mi hanno sempre detto che qui fuori c’erano i campi e la foresta? C’è solo deserto-
-Una volta era così. Poi il deserto si è ingrandito e gli uomini della Sabbia si sono avvicinati a noi-
-Ma anche dove c’è il porto la situazione è identica?-
-No dall’altro lato c’è ancora la foresta e i contadini coltivano davvero i campi. Il deserto si è formato all’interno del continente per poi espandersi fino a noi.-
-Perché non ci insegnano queste cose? Perché ci tengo all’oscuro di tutto?-
-Non lo so Dafne… a volte temo che la nostra razza sia destinata all’estinzione-
Mi sedetti vicino a lui e appoggiai la testa sulla sua spalla. Osservavamo il panorama al di fuori della barriera da me creata.
-Aspettiamo che tramonti il sole e poi torniamo a casa. Così non saremo costretti a soffrire il caldo e il sole che brucia-
-Si. Non credo che ci attaccheranno di nuovo. L’altra volta si sono spaventati-
-Speriamo-
-Se lo faranno li brucerò di nuovo-

Come avevo previsto gli uomini della Sabbia non ci attaccarono. Si limitarono a seguirci standoci ben lontani. Procedevamo a piedi perché il cavallo era stanco e denutrito. Lentamente ci avvicinavamo a casa.
-Guarda quella luce là in fondo. Dici che è la nosta città?-
-Credo di si-
-Non sapevo che fosse luminosa-
-Non capisco, sembra che ci sia sopra una cupola- dissi indicandola col dito.
-E’ vero-
Ormai potevamo distinguere le mura, sopra di esse vi era una cupola azzurra che brillava di luce propria.
-Tu non sai cos’è?-
-No. I sacerdoti non me ne hanno mai parlato-
-Nicodemus!!Nicodemus!Dafne! Oh siano ringraziati gli dei!!-
Seb e Elio spronarono i loro cavalli nella nostra direzione.
-Come avete fatto a sopravvivere?- mi chiese Seb prendendomi sul suo cavallo. Nicodemus salì su quello di Elio.
-Merito di Dafne. Mi ha salvato la vita-
-Come hai fatto a trovarlo sorellina?-
-Ho usato la magia-
-Anara non faceva altro che ripetermi che eravate vivi e stavate bene, io non le volevo credere…e invece eccovi qui!-

La notizia del nostro rientro passò da casa in casa e tutto il popolo uscì per strada a guardare i due sopravvissuti.
Tra le facce riconobbi Dracma, non si avvicinò a salutarmi.
Arrivammo alle Seconde Mura scortati da una folla di curiosi. Dall’altro lato potevo riconoscere le Sacerdotesse del tempio e molti cavalieri.
Scendemmo in mezzo a loro e fummo accolti da pianti e abbracci.
Eravamo tornati a casa.
Aelia ci corse incontro e ci abbracciò nascondendo il viso rigato di lacrime nei nostri petti.

Piramidi – ventidue (parte 5)

-Dafne-
-Oh Nicodemus ti sei svegliato! Come ti senti?- gli toccai la fronte per controllare se aveva la febbre, mi tranquillizzai sentendo che era fresco.
-Le mie ferite?- si toccò dove una volta c’era la ferita e non la trovò, si toccò il petto e non sentì più dolore.
-Ti ho guarito io-
Nicodemus spalancò gli occhi e mi fissò qualche secondo prima di parlare.
-Sei in grado di fare ciò? E’ davvero così forte il vostro potere? –
-Perché lo chiami potere?-
-Anche là fuori con gli uomini della Sabbia, hai chiamato il fuoco e lui ti ha ubbedito. Non credevo che foste capaci di fare queste cose.-
-Ci è proibito fare queste cose- sospirai cercando di immaginare la prossima punizione.
-Per questo l’altra volta sei stata punita? Hai usato la magia anche se non dovevi?-
-Si-
-Ma allora perché vi insegnano tutte queste cose se non potete utilizzarle?-
-Non lo so. Non lo capisco nemmeno io-
Nicodemus si mise a sedere e nel farlo i nostri visi si avvicinarono. Mi guardò negli occhi.
-Grazie. Grazie per essere venuta-
-Non ti avrei mai lasciato morire così- la mia voce si incrinò.
Si avvicinò ancora di più a me, potevo sentire il suo respiro sulla mia pelle. Indugiò qualche istante e poi mi baciò.
Ci lasciammo trasportare da un nuovo sentimento, l’amore che ci avevano insegnato fino ad ora era quello puro degli dei. Infrangemmo tale regola e la passione ci avvolse. Per la prima volta facemmo l’amore per il solo piacere della carne. Conobbi così l’energia del fuoco rosso.

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