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Alioth ψ Il Regno – 58

La stanchezza e il sonno pesavano sul corpo di Tmolus che decise di fare una sosta per riposarsi.
Sperava con tutto il cuore di aver imboccato il sentiero giusto e di giungere al castello del Mago per chiedere aiuto prima che fosse troppo tardi per i suoi compagni.
Avrebbe tanto voluto accendere un fuoco, ma il nemico lo avrebbe notato. Picchiò le mani sulle braccia per scaldarsi e far circolare il sangue.
Ormai il fiume che doveva seguire per giungere al castello doveva essere vicino. Eppure non sentiva lo scroscio dell’acqua. E se avesse sbagliato strada? Non poteva arrendersi ora. Doveva rialzarsi e riprendere il viaggio.
Ma il sonno vinse sui suoi pensieri.
Fu il cavallo a svegliarlo con un nitrito.
– Cosa c’è amico mio – gli accarezzò il muso – Temevi che non mi sarei più svegliato? –
Alzò gli occhi e vide gli alberi bruciare. Un incendio!
Salì in groppa al cavallo, ma questi quasi subito si impennò terrorizzato facendolo cadere dalla sella.
Si trovò ad arrancare in un dirupo.
Scivolò.
Cercò di puntare i piedi e di alzarsi.
Continuava a scivolare.
Il peso dell’armatura lo spingeva verso il basso.
Poi sentì il rumore di qualcosa che si rompeva.
Era ghiaccio.
Il fiume.
Che ironia finalmente lo aveva trovato.
Mentre cadeva inerte nell’acqua ghiacciata, prima di chiudere gli occhi, vide sopra di lui un drago.
Poi tutto divenne buio.

I Sopravvissuti lavorarono per tutto il giorno per preparare al meglio le loro armi. Sapevano che sarebbero morti nell’impresa ma lo facevano per i loro figli: dovevano avere un futuro migliore in cui sperare.
Eos avvisò Esperia del piano di evasione e della presenza di Araxe nel cunicolo.
Le parlò poi di sua sorella e di quello che questa gli aveva raccontato riguardo alla leggenda.
Esperia incredula e stupita osservava la parete di fronte a lei.
Ho realmente una sorella! Non era frutto della mia immaginazione! Quel giorno vidi realmente Crise stringere tra le braccia una bimba! Mia sorella!

Il sole tramontava.
I guerrieri partivano verso il Castello per liberare la Principessa.

 

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Alioth ψ Il Regno – 57

– Attento! C’è una guardia! – Emantus avvisò Aron, che si nascose subito nell’ombra di un albero.
– Grazie. Ma quell’ombra furtiva non mi sembra una guardia –
– Dove? – chiese Altea
– Si è nascosta là tra i cespugli –
– Catturiamola – propose Emantus.
L’ombra silenziosa si avvicinò ai guerrieri. Altea la prese di spalle e le coprì la bocca. Aron stava per darle un pugno nello stomaco quando il cappuccio cadde e le scoprì il viso.
– Ma è una fanciulla! – Aron si fermò.
Altea parlandole all’orecchio: – Ora ti lascio libera la bocca, se urli lo faccio continuare –
La ragazza prese fiato e guardò Altea : – Siete voi la principessa? La sorella di Esperia?-
Altea sbiadì, la prese per un braccio: – Vieni parleremo al sicuro –

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– Siete già tornati? – chiese Alyah, poi guardando la fanciulla – Lei chi è? –
– Dice di conoscere tua sorella – Eos guardò stupita Alyah.
– Eos? – disse Fides raggiungendoli.
– La conosci? –
– Si credevo che fossi morta! –
– Mi hanno risparmiato perché ero carina – rispose con disgusto. Poi guardando Alyah continuò – Sono uscita per cercarvi. Conosco i cunicoli segreti, voglio aiutarvi! –
– Veramente? – si fece avanti Emantus. Non ci poteva credere, avrebbe riabbracciato la sua Esperia.
– Ragioniamo. Ora tu ci farai vedere il passaggio, poi ritornerai al castello. Non devi destare sospetti. Domani al tramonto noi entreremo di nascosto. Quante sono le guardie addette alle prigioni? –
– Due – rispose Eos.
– Bene. Cerca un modo per distrarle. Noi le colpiremo alle spalle e gli ruberemo le chiavi –
– E come faccio? Se appena mi avvicino mi uccidono! –
– Ci penso io! – si fece avanti Araxe – Stanotte entrerò con lei ed attenderò nel cunicolo –
– Il piano sembra buono – affermò Emantus.
– No. E’ un suicidio – disse Altea – Se qualcosa va storto Araxe è il primo a morire. E poi si accorgeranno subito della nostra presenza. Non possiamo combattere contro un esercito intero –
– Non è detto. Se io e i miei uomini creiamo un diversivo dall’esterno? – disse Fides
Si avvicinò un soldato: – Comandante, abbiamo ancora due catapulte e parecchi archi –
– Altea – continuò Fides – Mezz’ora ti basta? –
– Sarà sufficiente – poi rivolgendosi ad Eos – Vieni. Spiegaci come entrare nelle prigioni –
Uscirono nuovamente in direzione del castello.

Alioth ψ Il Regno – 56

Fides l’accompagnò all’interno del nascondiglio fino ad una camera dove erano tenuti vari oggetti accatastati e diversi bauli. Ne aprì uno di questi e ne tolse una pergamena.
Era riportato quanto segue:

“ Due cuori per un Re
che fu e che tornerà
per amor di due fanciulle
che da lui vorran pietà “

– Non capisco –
– Questa leggenda- continuò lui – è legata ad un tempio sotterraneo. Vedi esisterebbe un
passaggio in un’altra dimensione, dove questo Re è stato esiliato e si narra che due fanculle riusciranno a risvegliarlo dal suo lungo sonno per chiedere aiuto –
Alyah abbassò lo sguardo e fissò la pergamena che teneva tra le mani. Era molto antica e ben conservata.
Come mai sapevano tutti di loro due? Ma era veramente possibile che tutte le leggende parlassero realmente di loro? O frose, semplicemente, quando il tuo mondo viene devastato da una tale forza distruttrice non ti resta altro che credere in una forza superiore che ti possa aiutare. Perchè è impossibile per una mente umana accettare tali orrori. Questo erano diventate lei e sua sorella per tutti quanti, erano la speranza.
Un peso enorme da portare.
– Alyah! – la chiamò Michael apparso sulla soglia.
Alyah lo guardò incuriosita per l’apprensione con cui aveva pronuciato il suo nome. Che fosse successo qualcosa? Il suo sguardo era cupo, preoccupato.
– Noi stiamo partendo – continuò lui – Andiamo a studiare le difese del nemico. –
Le sembrò che volesse dire qualcos’altro.
Lo seguirono fino all’uscita dei cunicoli in silenzio.
Quando si chinarono per uscire le loro braccia si sfiorarono e una scossa elettrica la scosse.
Lui si voltò a guardarla. La luce della luna rischiarò il suo volto e gli illuminò lo sguardo.
Quegli occhi verdi la trapassarono nuovamente. Come quel giorno, quando nascosta nel cespuglio del castello lo vide per la prima volta.
O forse no. Improvvisamente ricordò di averlo visto spesso recarsi al santuario.
Altea li chiamò e quella sensazione che l’avvolgeva si dissolse portando via il ricordo che pian piano stava riaffiorando.
I guerrieri sparirono nella notte.
Alyah rimase in piedi con lo sguardo fisso nel vuoto.
Sua sorella era là, in quel castello.
A pochi metri da lei.
Guardò la luna alta in cielo e la pregò di proteggerli tutti, poi ritornò all’interno del rifugio dai suoi malati.

Alioth ψ Il Regno – 55

– Siamo troppo pochi! – sospirando Altea lo fece presente ai guerrieri – Ammesso che riusciamo ed entrare poi come faremo a scappare? E dove poi? –
– Un posto sicuro ci sarebbe. Il castello del Mago resiste ancora agli assalti. – disse Fides.
– Davvero? Noi non avevamo più loro notizie da tempo –
– Si. Perché sono assediati. –
– E come facciamo? Per raggiungerlo dovremmo passare prorpio l’assedio –
– Uno di noi può farcela, passando per il torrente che alimenta le risorse idriche del castello. Così raggiungerà il Mago e gli chiederà di venir in nostro soccorso –
– Comandante lasci fare a me – chiese Tmolus.
– E sia. Tentiamo – acconsentì Altea – Partirai al tramonto. Dobbiamo avvisare anche il nostro Re, abbiamo bisogno di una nave che ci venga in aiuto. Altrimenti non torneremo mai a casa –
– I Falchi – suggerì uno delle guardie del castello – Il nostro falconiere si è ritirato nei boschi, vive vicino ai monti in solitudine. Tra i suoi animali ci sono anche i falchi utilizzati dalle sacerdotesse per comunicare col vostro regno –
– Altea, ci pensiamo noi. Partiremo subito in cerca del falconiere – si offrirono Danae e Demetra.
– Sapete benissimo a cosa andate incontro, vero? – Altea era veramente orgogliosa dei suoi guerrieri – Partite. Noi invece cercheremo di studiare questo castello –

L’oscurità stava nuovamente calando.
Eos si nascose in una mantella nera. Attraverso un passaggio si addentò nei cunicoli.
– Speriamo di non perdermi –
Purtroppo si erano rovinati, delle travi erano crollate e in alcuni punti trovò dell’acqua che filtrava dal soffitto. Questo era per lei un buon segno, se c’era l’acqua significava che stava camminando sotto il fossato del castello.
In poco tempo fu all’esterno del castello.

– Tmolus stai attento! – lo salutò il fratello prima che il guerriero partisse al galoppo.
Alyah si avvicinò a Fides.
– Come mai non vi assomigliate? –
– Nostro padre era un gran rubacuori – rispose lui facendole l’occhiolino.
– Voglio farti vedere una cosa – continuò lui. Le mise una mano sulla schiena e la guidò verso un vicolo cieco.
– Voglio farti conoscere la nostra leggenda –
– Cosa? –
– Conosci la leggenda di Alioth Alyah? –

Alioth ψ Il Regno – 54

Eos si era nascosta dietro alla porta che dava sulla sala da pranzo ed ascoltava i discorsi di Borea con uno dei suoi sottocomandanti. Era molto arrabbiato perché questo si era fatto sfuggire la principessina. Ora lei e il principe Emantus dovevano essere in prossimità del castello.
Corse, più silenziosamente che poteva, verso le scale segrete che conducevano alle prigioni. Le scese camminando al buio.
Si avvicinò alle sbarre.
– Maestà – sussurò
– Oh Eos! –
ESperia passò le mani tra le sbarre in cerca di quelle di lei, si strinsero forte.
– Stanno arrivando! Il principe Emantus con vostra sorella sono già qui –
– Davvero?-
– Si. Ho sentito Borea che ne parlava. Stanotte stessa andrò in cerca di loro. Conosco i cunicoli per uscire dal castello e non esser vista.  –
– Eos non fare sciocchezze! Se ti prendono ti uccideranno –
– Non fa alcuna differenza per me dopo quello che mi hanno fatto –  e così dicendo se ne andò lasciando Esperia ai tumulti del proprio cuore.

Alioth ψ Il Regno – 53

Alyah curava i feriti.
Cercava di pulire e disinfettare le ferite, ma le condizioni di vita di quelle persone erano al limite.
Molti guerrieri erano assai gravi, mentre il popolo era affamato e sconsolato.
Trovò anche bambini gravemente ustionati, cercò di applicare un unguento per lenire il dolore. Ma tali ferite necessitavano di un’ambiente più igenico.
Non si diede pervinta e continuò il suo lavoro sorridendo aiutata da Teti.
Alcuni soldati nel giro di una notte stettero molto meglio e già al mattino si erano alzati. Solo tre di loro non ce la fecero.
Seppe che vennero seppelliti nei cunicoli più bassi, già pieni di morti.
Presto si sarebbero ammalati tutti, anche i più sani, se continuavano a vivere in un ambiente del genere.
Aveva finito le erbe curative ed ora cercava di porre rimedio alle febbri con delle pezze bagnate.
– Poveri noi! – Fides si inginocchiò accanto a lei.
Una tristezza infinita traspariva dal suo sguardo fiero. Poi la sua attenzione cadde su qualcosa che brillava: era una fedina d’oro che lui portava al collo infilata su di una catenina.
Fides notò ciò che guardava la fanciulla e la prese tra le mani, stringendole a pugno.
– Era della mia ragazza. L’hanno portata via mentre ero in battaglia… Dopo due settimane l’ho trovata nel fiume… era morta… L’anello è tutto ciò che mi rimane di lei. Dovevi vederla! Aveva i capelli rossi ricci e quando sorrideva le si formavano due fossettine proprio qui! – ed indicò un punto vicino al viso. Stava piangendo. Silenziose lacrime gli scivolavano sulle guance.
Doveva amarla tantissimo, pensò Alyah.
Dietro di loro alcuni bambini si misero a giocare a cavalluccio con Ematus. Nel vederli anche a Fides scappò un sorriso.
Anche in mezzo al dolore e alla morte la vita non si arrendeva mai, quei bambini ne erano la prova.
Fece per alzarsi ma il mondo diventò tutto nero.
Il suo corpo aveva esaurito le energie.
Crollò sfinita.

Alioth ψ Il Regno – 52

Il gruppo si diresse verso una casa diroccata in quello che una volta doveva essere il centro della città. Fides bussò tre colpi su di una parete. Si sentirono dei rumori ed i mattoni vennero appartati uno ad uno, finché si aprì un varco. Due soldati fecero strada ai guerrieri attraverso una fitta rete di cunicoli. Infine giunsero in una stanza principale dalla quale partivano altri due cunicoli più larghi rispetto ai precedenti. Da essi spuntavano i visi magri di bambini e vecchi.
Nel centro della grande sala vi erano numerosi guerrieri dell’esercito di Afrantus e qualche donna che medicava i feriti.
– Abbiamo ricevuto un altro attacco dalle truppe del castello. Ci hanno scoperto mentre eravamo all’esterno per raccogliere delle provviste. Molti sono morti. I feriti più gravi sono nel cunicolo – ed indicò quello di destra.
Altea guardò Alyah con uno sguardo d’intesa.
– Posso aiutare a curarli – disse infine la principessa – Ma non ho abbastanza erbe. Dovrei uscire a racc…-
– No. Mi dispiace ma non ce ne sono più per miglia e miglia. Io ero proprio in cerca di quelle quando vi ho incontrato– la interruppe il contadino.
– Allora farò bastare queste – sospirò tirando fuori dalla sua sacca dei pacchettini – Non vi assicuro nulla. – doveva trovare il modo di fare nuove provviste, i medicinali che aveva portato con sè ormai stavano finendo.
Seguendo le istruzioni di Alyah le donne prepararono le tisane per alleviare il dolore e le febbri. Cambiava bendaggi e suturava ferite con l’ago.
Nel frattempo Fides raccontava ai guerrieri dell’uccisione del Re e della Regina ed della morte della principessina nelle segrete del castello, poi raccontò del rapimento delle fanciulle del villaggio, del loro ritrovamento affogate nel fiume,  della decapitazione degli uomini del villaggio e altre crudeltà fatte in nome di Re Arge.

Alioth ψ Il Regno – 51

Finalmente, stremati e avviliti dalla distruzione incontrata,i cavalieri giunsero al villaggio in prossimità del castello, dove speravano fosse tenuta prigioniera la principessa Esperia.
Intorno a loro un silenzio surreale.
Aron guardò l’amico e compagno di battaglie Tmolus cercando di capire le sue emozioni.
Più che mai si domandò se potevano ritrovare ancora vivo suo fratello Fides. Ora che avevano assaporato la distruzione lasciata dal regno di Re Arge.
– Un’ombra laggiù! – indicò Demetra allertando tutto il gruppo. Teti avvicinò il proprio cavallo alla principessa sacerdotessa Alyah per proteggerla.
Michael rincorse l’ombra e poi scattò, rapido e veloce, verso un gruppo di macerie. Altea scese da cavallo inpugnando la spada ma sorrise eppena lo vide tornare vittorioso tenendo fra le braccia un bimbo scalciante.
– E tu chi sei? – domandò Altea.
– Non dirò niente! – il piccolo scalciava ed osservava i cavalieri con odio.
– Lasciate andare mio figlio! – un contadino zoppicando corse verso di loro brandendo una falce.
– Non vogliamo farvi del male! – disse Alyah, scendendo da cavallo e avvicinandosi a palme sollevate, in simbolo di pace.  Il contadino si fermò confuso riconoscendo i segni del sacerdozio.
– Lasciatelo! – un uomo di grande statura e costituzione robusta, raggiunse il cantadino brandendo una spada. Ma appena Tmolus lo riconobbe le ostilità terminarono all’istante.
– Fides! – i due fratelli si abbracciarono sotto lo sguardo stupito di Alyah e del Prinicipe Emantus che lo vedevano per la prima volta.
Non si assomigliavano per niente: Tmolus era di media statura e snello, il fratello era l’esatto opposto.
– Altea! Come sei cresciuta dall’ultima volta che ti ho visto! – .
– Eravamo poco più che due bimbi! Poi tu sei partito – rispose lei abbracciandolo.
– Già! Ma cosa ci fate qui? Non sarete mica venuti a liberare la principessa Espreria da soli?! Ma è un massacro!- li guardò tutti in viso. E capì che era quello il motivo.
– Mia sorella è in questo castello, vero? – chiese Alyah.
– Si, certo… Sorella? – stupito lui osservò quella minuta fanciulla tra i guerrieri.
– Lei è la principessa Alyah, sorella di Esperia – fece le presentazioni Teti.
Fides si inginocchiò in segno di rispetto.
– Mi perdoni. Non sapevo che le principesse del regno di Alitoh fossero due –
– Alzati ti prego! Nemmeno io sapevo di essere una principessa e non mi sento tale – disse Alyah porgendogli la mano per farlo alzare sentendosi terribilmente a disagio.
– Fides cosa è accaduto qui? – chiese Altea.
– Non ora. E’ meglio che ci ritiriamo in un posto più sicuro. Seguitemi –

In un mondo alternativo perenemmente in conflitto contro un sovrano oscuro, Re Arge, un piccolo regno resiste al suo dominio.
Un Re vedovo e stanco con riluttanza cede ai sacerdoti la secondogenita appena nata confidando in un’antica leggenda.
Gli anni passano e le due sorelle crescono senza conoscersi pur vivendo all’interno delle mura del castello, fino al giorno in cui la sorella maggiore Esperia viene rapita da una strana creatura.
La sorella più piccola, pur inesperta, parte con la spedizione di guerrieri captianata da Altea, capitano delle guardie reali.
Intanto Espria, segregata nelle prigioni, scopre di avere una sorella e che il suo amato Principe Emantus è partito con lei per salvarla.
Riusciranno i nostri eroi a tornare sani e salvi?

Personaggi Principali:

Re Atamante: ha visto morire di parto la moglie mentra dava alla luce la sua secondogenita. Incalzato dalla leggenda, e dal Sacerdote Crise, dedide di lasciare alle sue cure la figlia, nascondendola.
Cresce la primogenita viziandola, cercando di soffocare il senso di colpa dell’abbandono di Alyah.
Nel momento in cui viene rapita Esperia decide di raccontare tutta la verità.

Esperia: principessa del regno e primogenita. Cresce in un mondo illusorio, fatto di cavalcate, studi e ballo. Senza percepire la gravità di quanto accade nel mondo che la circonda.
Viene rapita da un mostro volante e si ritrova segregata nelle prigioni.

Alyah: scerdotessa e oracolo del tempio. Figlia di Re Atamante e sorella di Esperia.
Cresciuta nell’ambiente ovattato e protetto del tempio, gli unici contatti umani le poche sacerdotesse e la sua custode Teti. In pubblico appare sempre comperta da un velo e in penombra per adempiere ai suoi doveri di oracolo. Finchè non scopre di essere anche lei la principessa del regno e di avere una famiglia.
Decide di partire coi soldati alla ricerca della sorella rapita, più per la sua natura portata al sacrificio che per amore familiare o perchè crede nella leggenda.

Principe Emantus: promesso sposo di Esperia di cui è realmente innamorato. Il suo regno soccombe al dominio di Re Arge la sera stessa in cui viene rapita la principessa.
Decide di partire coi guerrieri per salvarla.

Altea: capitano delle guardie reali. Orfana di madre è cresciuta col padre, che ricopriva lo stesso ruolo all’interno del castello, tra gli studenti che ora sono diventati i suoi sottoposti. E’ legata a tutti loro da un profondo affetto fraterno.

 

La Profezia:
Le due lune saranno UNA,
le grandi colonne si creperanno, la luce del sole non più brillerà.
Quand’ecco che da un unico fiore cresceranno piante diverse:
un Alloro e un Giglio
Innalzeranno il Canto dell’Unità e la pace tra le terre del mar tornerà

Alioth ψ Il Regno – 49

Eos tornò ogni giorno dalla principessa, di nascosto le portava il cibo rubato dalle cucine.
– Ho sentito i guerrieri di Borea discutere tra loro. Sembra che vostra sorella sia sfuggita all’inseguimento. Ora hanno perso le loro tracce.-
Ad Esperia si illuminarono gli occhi pieni di lacrime.
– Principessa, io ho pensato… Insomma io conosco tutti i passaggi del castello, e credo che ce ne sia uno che porta all’esterno. Pensavo di poter condurre i vostri salvatori fino alle prigioni –
– Eos tesoro! Sei sicura di farcela?-
– Certamente! Me ne voglio andare da qui! – poi alzandosi – Devo andare ora – e corse via.

Esperia rimase nuovamente sola.
Se sua sorella, se ne aveva realmente una, fosse giunta fino a lì sana e salva come avrebbero fatto a fuggire?
No, non poteva veder morir il suo amato Emantus solo per salvarla.
E la piccola Eos? Così fragile, come poteva metter a repentaglio la sua vita?
No. Forse era meglio che nessuno giungesse in suo soccorso.
Alzò lo sguardo e cercò di vedere il cielo dalla piccola feritoia, ma il ghiaccio la occludeva.
Tutto questo buio e questa apprensione, le mancava il fiato.
Come desiderava uscir di lì, tornare felice nel suo castello con suo padre e il suo futuro marito!

Dea ti prego fa che tutto questo finisca presto!
iniziò a pregare.

Lance Sheridan

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Sopravvissuta a un attentato a Parigi e rinata in Australia. Un blog su: disagio e cose belle, strani posti e creature, tanta meraviglia e un po' di assurdo. Con un vombato contro lo stress post-traumatico. Scrivo per me, per gli italiani in Australia e per gli umani sulla Terra.

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