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-Che pace! – inspirò dell’aria – Sembra che la guerra non esista affatto! – esclamò Altea prima di fermarsi di scatto e di prendere Alyah per un braccio – Cambiamo strada –
Alyah la seguì senza reclamare avendo visto anche lei giungere Kahel e Teti dolcemente abbracciati.
Osservò attentamente il viso di Altea ma non scorse nessun segno di sofferenza.
– Strano – non voleva farsi sentire ma il tono di voce le risultò un po’ alto.
– Cosa?- Altea la guardò incuriosita
– Non ti dispiace? –
– Che cosa?-
– Io credevo che ti piacesse Kahel – ammise infine Alyah
Altea scoppiò in una risata, poi asciugandosi le lacrime la guardò.
– Non hai ancora capito che io voglio bene ai miei guerrieri in modo del tutto identico?-
– Ma non è così per loro, Aron ti ama – Alyah si morse il labbro ma ormai era troppo tardi, lo aveva detto. Osservò il viso della compagna cercando di scorgere le emozioni che provava.
Altea rimase in silenzio. Gli occhi abbassati sulle mani che giocavano con le pieghe del vestito.
Già da molto tempo si era accorta che c’era qualcosa di strano nel comportamento di Aron, ma aveva fatto di tutto per rifiutare la verità.
Ora Alyah gliel’aveva messa di fronte e lei non sapeva come reagire, perché dopotutto amava Aron. Ma aveva sempre soffocato i propri sentimenti a favore del ruolo che ricopriva. Come poteva essere un buon comandante se si faceva accecare dall’amore?
Alyah capì che dentro il suo cuore si stava combattendo una battaglia. Decise quindi di lasciarla sola.
Poco prima aveva notato Fides che camminava tra gli alberi, decise di raggiungerlo.

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Nel pomeriggio le due sorelle uscirono dalle loro camere riposate e vestite con deliziosi abiti offerti dalle dame del palazzo.
Avevano parlato a lungo.
Alyah aveva raccontato alla sorella ciò che le era stato detto da Crise e da loro Padre riguardo il destino che le aspettava.
Stavano ancora chiacchierando animatamente quando incontrarono nel corridoio il comandante.
Entrambe si zittirono e rimasero a fissarla.
– Perché mi guardate così? – chiese Altea
– E’ la prima volta che ti vedo indossare abiti femminili – rispose Alyah stupita dalla bellezza celata dall’armatura. I capelli rosso fuoco erano sciolti e ricadevano come un velo ad incorniciare il viso. L’abito, rosso anch’esso, risaltava le sue forme .
– Vedo che vi siete svegliate – le interruppe Asteria. Camminava verso di loro in compagnia di Tmolus.
-Si. Grazie per gli abiti principessa – Esperia rispose con un piccolo inchino.
– Di niente – e le squadrò da capo ai piedi – Se cercate il Mago, non lo troverete. Ora sta terminando il giro di controllo delle mura. Tornerà verso sera. Credo –
– Grazie – continuò Esperia – Con il vostro permesso usciremmo nei giardini del palazzo –
– Prego e buona passeggiata –
Si salutarono lasciando così soli Asteria e Tmolus.

L’erba era ancora verde e deliziosi fiori invernali ricoprivano qua e là i prati. Gli alberi erano spogli e le loro foglie ricoprivano i vialetti non curati.
– Esperia guarda! – disse Alyah alla sorella – Non è Emantus? – ed indicò un uomo voltato di spalle che guardava il cielo.
– Si – rispose lei sorridendo e corse da lui.
– Che carini – sussurrò a bassa voce Alyah allontanandosi da loro in compagnia di Altea.

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All’interno delle mura del castello regnava una pace magica.
Nascosti dalle illusioni del mago i cittadini sopravvivevano col poco che riuscivano a coltivare ed allevare. I granai erano ancora pieni dell’ultimo raccolto.
Una piccola oasi in mezzo alla tempesta.

 

 

 

Araxe fu portato in una stanza secondaria adibita ad infermeria, e curato. Eos rimase al suo capezzale.
Alyah, Esperia ed Emantus furono condotti in una sala adibita alle riunioni.
Gli altri cavalieri vennero curati e rifocillati.

@Kvinnor Fantasy

– Prego accomodatevi – disse un uomo di piccola statura con barba e baffi bianchi. Indossava una veste color blu notte. Indicò ai suoi ospiti le sedie libere.
– Io sono il Mago. Voi siete le principesse di Alioth suppongo –
– Si. Volevamo ringraziarla per il suo provvidenziale aiuto – disse Esperia mantenendo la sua regalità nonostante l’aspetto dimesso.
– Di nulla, Maestà. Vedo che siete stanche e provate dalle situazioni passate, perciò il discorso che volevo farvi verrà spostato in un altro momento –
La porta dietro di lui si aprì, entrò una fanciulla dai lunghi capelli neri e ricci raccolti in una treccia, indossava un vestito color lavanda che metteva in risalto le sue prominenti forme.
– Vi presento Asteria, la principessa del castello –
– Piacere – le salutò – Prego seguitemi, vi condurrò nelle vostre camere –
Le condusse in un corridoio illuminato e molto arioso, spiegò come orientarsi all’interno delle mura e assegnò loro delle domestiche.
Le stanze erano accoglienti e ricche di arredi.
Ad attenderle vi erano delle vasche in legno colme d’acqua calda e profumate di oli essenziali.

Dopo le privazioni passate ad Alyah sembrò innaturale immergersi nella vasca, si sentiva in colpa nei confronti di tutte quelle persone che non era riuscita a salvare nel corso del loro viaggio. Per coloro che erano morti nei villaggi, per chi ancora era prigioniero nei castelli.

Alioth ψ Il Regno

Fu nella lunga estate di passaggio dalle superiori all’università che scrissi questo racconto.
La trama è permeata dalla passione per Tolkien e Lodoss War .
Gli appassionati troveranno molte citazioni.
Il racconto ruota intorno alle vicende di due donne cresciute in ambienti completamente differenti: Esperia, la principessa viziata, ed Alyah ,l’Oracolo del tempio cresciuta quasi isolata dal suo popolo.
Compiranno un viaggio in compagnia di Altea, fiera donna comandate, e delle sue guardie.
Conosceranno la paura, la sofferenza, l’amore e l’amicizia.
Diventeranno adulte.
Pronti a crescere con loro?

L’indice del racconto lo trovate qui Alioth ψ Il Regno .

Alioth ψ Il Regno – 61

L’indice del racconto lo trovate qui.
***

Il drago sorvolò nuovamente il gruppo. I cavalli si stavano agitando.
I soldati avanzavano spediti e loro gli stavano andando incontro. Diretti verso la morte.
Uno di questi alzò la spada ed urlò:
– Altea! –
Era Tmolus e i soldati dietro di lui erano i guerrieri del Mago. Il buon Tmolus ce l’aveva fatta!
Fermò il proprio cavallo accanto a quello di Altea e lo fece voltare.
I soldati gli passarono accanto correndo verso il nemico da fronteggiare.
– Seguitemi! Vi condurrò al castello. Abbiamo già incontrato Alyah strada facendo ed ora si trova là al sicuro. Sbrighiamoci! Siamo pochi e dobbiamo già battere in ritirata! –
Detto ciò tutti seguirono l’amico.
Cavalcarono tra i boschi e superarono il fiume guadandolo in un punto meno profondo.
Giunsero ai monti.
Notarono che non vi era un passaggio dove Tmolus li aveva condotti, ma solo rocce.
Tmolus fermò il cavallo a dedita distanza e fece segno agli altri di fare lo stesso.
– Tmolus. E il castello? – chiese Altea
– E qui – disse lui sfoderando il suo sorriso migliore.
Nello stesso momento in cui lui rispose la roccia scomparve ed al suo posto un ponte levatoio si aprì.
Entrarono sconcertati guardandosi attorno.
Era il castello del Mago.


Alyah uscì correndo da una porta secondaria del palazzo.
Si fermò vicino al cavallo di Emantus.
Esperia la guardò negli occhi. Scese da cavallo ed aprì le braccia per stringerla.
– Sorella?! – disse con un filo di voce – Non ero sicura… cioè non credevo… invece… –
Non riuscirono a parlarsi.
Iniziarono a piangere dalla felicità.
Avevano tante cose da dirsi.
Tanti dubbi da condividere.
Ma in quel momento per loro era più importante distruggere quel muro che gli altri avevano creato con le loro bugie.
E il pianto era la miglior cura per i loro cuori.

Alioth ψ Il Regno – 60

L’indice del racconto lo trovate qui.
***

Esperia sorretta da Emantus, Altea e gli altri guerrieri correvano disperati attraverso i cunicoli, dietro di loro le voci dei soldati che avevano scoperto la fuga della prigioniera.
Sentirono dell’aria fresca sui volti sudati.
Erano vicini.
Poi finalmente furono fuori.
Lo spettacolo che videro fu atroce: vedevano fiamme di fuoco sollevarsi ovunque intorno a loro, odore di cenere e corpi bruciati. Lontano potevano scorgere le sagome delle guardie nemiche che trafiggevano con le spade i sopravvissuti.
Dall’oscurità una figura si avvicinò a loro. Aron sguainò la spada ma si fermò subito appena lo riconobbe.
Ferito e sorretto da due soldati Fides abbozzò loro un sorriso.
– Cosa facciamo?- domandò guardando Altea salire sul proprio cavallo. Poi il suo sguardo cadde sulla principessa stretta al petto di Emantus.
Altea non sapeva cosa rispondere. Si guardò attorno, sfiduciata cercò lo sguardo di Aron. L’unica speranza era una corsa suicida. Aron capì cosa lei stava pensando, la conosceva troppo bene. Le fece cenno di spronare i cavalli.
Iniziarono così la loro corsa verso la morte certa.
Cercarono di tenere il cavallo di Emantus al centro del gruppo, così avrebbero protetto lui e la principessa coi loro corpi.
I nemici li videro ed iniziarono ad inseguirli.
Sopra di loro un drago azzurro solcò il cielo, superò i guerrieri di Altea e si diresse verso il castello.
Dalla direzione in cui stavano scappando videro giungere delle truppe, numerose.
La speranza li abbandonò completamente.

Alioth ψ Il Regno – 59

Approfittando del buio Alyah, con i soldati più deboli, i feriti, i bambini, le donne e i vecchi iniziava il suo cammino verso il castello del Mago.
Con la speranza che Tmolus vi fosse giunto e che qualcuno gli andasse incontro.
Camminavano silenzio nelle tenebre. Una piccola carovana indifesa che pregava nell’unica speranza rimasta.

Altea ed Emantus uscirono dal nascondiglio presso le mura del castello, furtivi si avvicinarono al passaggio segreto.

Fides cercò la luna nel cielo e pregò la sua amata che gli venisse incontro lungo il cammino sul ponte delle anime, rivolse lo sguardo ai suoi soldati. Il loro attacco suicida per distrarre gli uomini del castello era l’unica speranza per salvare la principessa. Annuì col capo e il soldato accanto alzò il braccio.
La catapulta scagliò la prima pietra.

Araxe combatteva con la guardia rimasta in vita, altre due giungevano in appoggio ad essa.
Altea con i suoi guerrieri era entrata nei passaggi sotterranei del castello.
Eos li attendeva atterrita davanti alle sbarre della prigione di Esperia.
Araxe cadde a terra ferito, teneva tra le mani la chiave.
A tradimento un guerriero nemico lo stava colpendo alle spalle.
Cadde decapitato e la sua testa rotolò fino ai piedi di Eos, che emise un urlo.
Esperia si coprì la bocca e voltò lo sguardo.
Altea era giunta appena in tempo per soccorrere l’amico ferito.
Kahel con l’aiuto di Eos lo riportò all’esterno attraverso il passaggio appena percorso.
Altri due guerrieri nemici giungevano nelle prigioni.
Emantus si lanciò con tutta la rabbia che aveva contro di loro e li disarmò.
Altea gli lanciò le chiavi e rimase sulla cima della scala in compagnia di Teti per controllare il corridoio.
Non giungevano altre guardie.
Non erano riuscite a dare l’allarme.
Emantus aprì la cella.
Esperia in lacrime, come in un sogno, riuscì ad abbracciare il suo amore.
Non parlava, i singhiozzi la soffocavano.
Emantus la strinse forte.
Si sentì male a vederla così sofferente. La baciò dolcemente e le guardò il viso rigato di lacrime: era sempre bellissima. Ed era la sua Esperia, sana e salva.
– Dobbiamo andare! – urlò Altea.
Michael ed Aron erano rimasti di guardia all’ingresso.
Poco distanti, tra la boscaglia, Kahel, Araxe ed Eos li attendevano sui cavalli.

Alioth ψ Il Regno – 58

La stanchezza e il sonno pesavano sul corpo di Tmolus che decise di fare una sosta per riposarsi.
Sperava con tutto il cuore di aver imboccato il sentiero giusto e di giungere al castello del Mago per chiedere aiuto prima che fosse troppo tardi per i suoi compagni.
Avrebbe tanto voluto accendere un fuoco, ma il nemico lo avrebbe notato. Picchiò le mani sulle braccia per scaldarsi e far circolare il sangue.
Ormai il fiume che doveva seguire per giungere al castello doveva essere vicino. Eppure non sentiva lo scroscio dell’acqua. E se avesse sbagliato strada? Non poteva arrendersi ora. Doveva rialzarsi e riprendere il viaggio.
Ma il sonno vinse sui suoi pensieri.
Fu il cavallo a svegliarlo con un nitrito.
– Cosa c’è amico mio – gli accarezzò il muso – Temevi che non mi sarei più svegliato? –
Alzò gli occhi e vide gli alberi bruciare. Un incendio!
Salì in groppa al cavallo, ma questi quasi subito si impennò terrorizzato facendolo cadere dalla sella.
Si trovò ad arrancare in un dirupo.
Scivolò.
Cercò di puntare i piedi e di alzarsi.
Continuava a scivolare.
Il peso dell’armatura lo spingeva verso il basso.
Poi sentì il rumore di qualcosa che si rompeva.
Era ghiaccio.
Il fiume.
Che ironia finalmente lo aveva trovato.
Mentre cadeva inerte nell’acqua ghiacciata, prima di chiudere gli occhi, vide sopra di lui un drago.
Poi tutto divenne buio.

I Sopravvissuti lavorarono per tutto il giorno per preparare al meglio le loro armi. Sapevano che sarebbero morti nell’impresa ma lo facevano per i loro figli: dovevano avere un futuro migliore in cui sperare.
Eos avvisò Esperia del piano di evasione e della presenza di Araxe nel cunicolo.
Le parlò poi di sua sorella e di quello che questa gli aveva raccontato riguardo alla leggenda.
Esperia incredula e stupita osservava la parete di fronte a lei.
Ho realmente una sorella! Non era frutto della mia immaginazione! Quel giorno vidi realmente Crise stringere tra le braccia una bimba! Mia sorella!

Il sole tramontava.
I guerrieri partivano verso il Castello per liberare la Principessa.

 

Alioth ψ Il Regno – 57

– Attento! C’è una guardia! – Emantus avvisò Aron, che si nascose subito nell’ombra di un albero.
– Grazie. Ma quell’ombra furtiva non mi sembra una guardia –
– Dove? – chiese Altea
– Si è nascosta là tra i cespugli –
– Catturiamola – propose Emantus.
L’ombra silenziosa si avvicinò ai guerrieri. Altea la prese di spalle e le coprì la bocca. Aron stava per darle un pugno nello stomaco quando il cappuccio cadde e le scoprì il viso.
– Ma è una fanciulla! – Aron si fermò.
Altea parlandole all’orecchio: – Ora ti lascio libera la bocca, se urli lo faccio continuare –
La ragazza prese fiato e guardò Altea : – Siete voi la principessa? La sorella di Esperia?-
Altea sbiadì, la prese per un braccio: – Vieni parleremo al sicuro –

@web

– Siete già tornati? – chiese Alyah, poi guardando la fanciulla – Lei chi è? –
– Dice di conoscere tua sorella – Eos guardò stupita Alyah.
– Eos? – disse Fides raggiungendoli.
– La conosci? –
– Si credevo che fossi morta! –
– Mi hanno risparmiato perché ero carina – rispose con disgusto. Poi guardando Alyah continuò – Sono uscita per cercarvi. Conosco i cunicoli segreti, voglio aiutarvi! –
– Veramente? – si fece avanti Emantus. Non ci poteva credere, avrebbe riabbracciato la sua Esperia.
– Ragioniamo. Ora tu ci farai vedere il passaggio, poi ritornerai al castello. Non devi destare sospetti. Domani al tramonto noi entreremo di nascosto. Quante sono le guardie addette alle prigioni? –
– Due – rispose Eos.
– Bene. Cerca un modo per distrarle. Noi le colpiremo alle spalle e gli ruberemo le chiavi –
– E come faccio? Se appena mi avvicino mi uccidono! –
– Ci penso io! – si fece avanti Araxe – Stanotte entrerò con lei ed attenderò nel cunicolo –
– Il piano sembra buono – affermò Emantus.
– No. E’ un suicidio – disse Altea – Se qualcosa va storto Araxe è il primo a morire. E poi si accorgeranno subito della nostra presenza. Non possiamo combattere contro un esercito intero –
– Non è detto. Se io e i miei uomini creiamo un diversivo dall’esterno? – disse Fides
Si avvicinò un soldato: – Comandante, abbiamo ancora due catapulte e parecchi archi –
– Altea – continuò Fides – Mezz’ora ti basta? –
– Sarà sufficiente – poi rivolgendosi ad Eos – Vieni. Spiegaci come entrare nelle prigioni –
Uscirono nuovamente in direzione del castello.

Alioth ψ Il Regno – 56

Fides l’accompagnò all’interno del nascondiglio fino ad una camera dove erano tenuti vari oggetti accatastati e diversi bauli. Ne aprì uno di questi e ne tolse una pergamena.
Era riportato quanto segue:

“ Due cuori per un Re
che fu e che tornerà
per amor di due fanciulle
che da lui vorran pietà “

– Non capisco –
– Questa leggenda- continuò lui – è legata ad un tempio sotterraneo. Vedi esisterebbe un
passaggio in un’altra dimensione, dove questo Re è stato esiliato e si narra che due fanculle riusciranno a risvegliarlo dal suo lungo sonno per chiedere aiuto –
Alyah abbassò lo sguardo e fissò la pergamena che teneva tra le mani. Era molto antica e ben conservata.
Come mai sapevano tutti di loro due? Ma era veramente possibile che tutte le leggende parlassero realmente di loro? O frose, semplicemente, quando il tuo mondo viene devastato da una tale forza distruttrice non ti resta altro che credere in una forza superiore che ti possa aiutare. Perchè è impossibile per una mente umana accettare tali orrori. Questo erano diventate lei e sua sorella per tutti quanti, erano la speranza.
Un peso enorme da portare.
– Alyah! – la chiamò Michael apparso sulla soglia.
Alyah lo guardò incuriosita per l’apprensione con cui aveva pronuciato il suo nome. Che fosse successo qualcosa? Il suo sguardo era cupo, preoccupato.
– Noi stiamo partendo – continuò lui – Andiamo a studiare le difese del nemico. –
Le sembrò che volesse dire qualcos’altro.
Lo seguirono fino all’uscita dei cunicoli in silenzio.
Quando si chinarono per uscire le loro braccia si sfiorarono e una scossa elettrica la scosse.
Lui si voltò a guardarla. La luce della luna rischiarò il suo volto e gli illuminò lo sguardo.
Quegli occhi verdi la trapassarono nuovamente. Come quel giorno, quando nascosta nel cespuglio del castello lo vide per la prima volta.
O forse no. Improvvisamente ricordò di averlo visto spesso recarsi al santuario.
Altea li chiamò e quella sensazione che l’avvolgeva si dissolse portando via il ricordo che pian piano stava riaffiorando.
I guerrieri sparirono nella notte.
Alyah rimase in piedi con lo sguardo fisso nel vuoto.
Sua sorella era là, in quel castello.
A pochi metri da lei.
Guardò la luna alta in cielo e la pregò di proteggerli tutti, poi ritornò all’interno del rifugio dai suoi malati.

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