Category: Mini Racconti


#sogni #Estate

Le colonne sono rosso carminio, il color preferito del Patrigno.
Corro per le scale rischiarate del fuoco delle torce accese.
Sono rossa in volto, col fiato corto.
Lui mi insegue.
Dalla Torre son fuggita.
E giù nei sotterranei sto andando.
Sempre più vicino. Sempre più vicino.
Sento la sua mano sfiorarmi i capelli sciolti.
Gli sfuggo.
Al centro della sala una colonna spezzata con la mia corona.
Di cristallo è fatta. Azzurra risplende, nel rosso e nel nero.
La prendo, mi volto.
Lui è lì.
Col suo mantello rosso.
La spada sguainata.
Gli occhi iniettati di sangue.
Il viso una maschera di furore e pazzia.
Il Gargoyle di pietra, che di pietra non è, lo scaraventa lontano.
Il lupo mannannaro, che invece di pietra è, lo atterra.
Al mignolino porta un anello di rame, enorme, con una sfera che racchiude un cielo stellato.
Mi guarda, l’uomo lupo, e mi incita a fuggire.
Così scappo.
Risalgo alla luce diurna.
Tutto è colore.
Bianco, azzurro, rosa.
Un auto mi aspetta.
Il Lupo la guida, ma lupo non è.
E’ un uomo.
Mi porta alla casa della nonna di Cappuccetto Rosso.
E lì ritrovo i miei tre fratellini, i tre porcellini che maialini non sono.
Finalmente mi addormento in una camera bianca e lontano sento il mare.

Penichella #Estate

Migale 004

immagine presa dal web

Le cicale che stridono.
Il silenzio dell’appartamento.
Il sole che filtra dalle tapparelle.
La brezza che muove lentamente la tenda.
Pian piano mi assopisco.
Sento qualcosa che mi sfiora.
Mi muovo appena.
Il sonno sta calando su di me.
Un solletico sul braccio.
Socchiudo appena le palpebre.
Vedo qualcosa di colorato che si muove.
Un pezzo di stoffa.
Viene trascinato sul copriletto.
Apro gli occhi stordita.
Un ragno nero, grosso, peloso, sta trascinando pezzetti di stoffa.
Stoffa che appartiene ad un mio vestito.
Corre e salta giù dal letto e si infila nell’armadio.
Paralizzata.
Terrore.
Ribrezzo.
Devo fare qualcosa.
Il ragno esce di nuovo.
Salto giù dal letto e corro in anticamera.
Lui mi segue.
Brivido.
Prendo il catino azzurro dal bagno e lo lancio per catturarlo.
Lo colpisco e qualcosa si stacca dal suo corpo.
Sono terrorizzata.
Adesso tenterà di mordermi.
Dietro di me sento mia mamma entrare in corridoio:
E’ inutile che tenti di catturarlo. Quel ragno si è nutrito del mio sangue.
E’ come se fosse tua sorella
Apro gli occhi di colpo.
Il cuore in gola.
Le cicale che stridono.
Il silenzio.
Il sole che filtra tra le tapparelle.
E le tende che si muovono nella brezza.

Questo racconto fa parte di un progetto a cui ho partecipato per il blog multiautore Apiumani, che ora ha chiuso. Ogni week end riporterò uno di quei racconti su questo blog specificando la traccia che era stata specificata.

Traccia: scrivere un racconto con trama e ambientazione a vostra scelta, e l‘inserimento obbligato dei seguenti personaggi:

  •  Un avvocato in crisi esistenziale sul senso vero della giustizia
  •  Una giovane madre senza lavoro che cerca di crescere i suoi due figli
  •  Una ragazzina adolescente alla costante ricerca della sua personalità nel complicato percorso di crescita
  • Un prete non più innamorato di Dio ma dei piaceri del mondo
  • Un anziana senzatetto con lo sguardo triste sì ma indomito
  • Un giovane gigolò che vende il suo tempo e il suo corpo, ma non vuol perdere la sua anima

Se volete leggere gli altri racconti li trovate nella categoria: Racconti Brevi

***

Ecco lo sapevo. Mancano due ore all’apertura dello studio medico e già cinque persone davanti.
Nonèpossibbile. Non posso stare qui a perdere tutto questo tempo. LaSte e Margy saranno già in centro. Noooo ben 5 messaggi su whatsapp e mene accorgo solo ora!? Uff no è quella sfigata.
E se guardo? No che poi LUI si accorge che ho guardato e poi pensa che sono una stressante. Ma se è online e non mi risponde?
oh macos’è sta puzza? Ma che è? Oddio è quella signora lì. Una barbona? Ma che schifo! Che roba. E quello lì vicino alla porta. Ah un prete. E te pareva se non doveva essere lui il primo a entrare. Loro hanno tutte le agevolazioni del mondo.
Ma quella riflessa nello specchio sono io? Omiodiocheschifo! Ma sti capelli da dove saltano fuori? No devo fare assolutamente qualcosa. Non voglio diventare come mia madre. Ecco lo sapevo LaSte ha già visto LoStrafigo in piazza. Maledizione. Ora le chiedo di mandarmi la foto su wa. Sto perdendo minuti preziosi della mia vita in attesa di un dottore! Tutto per una stupida ricetta.
Ma LUI non è online. Oddio vuoi vedere che non leggerà il mio messaggio. Vogliomorirevogliomorire. No che se poi lo legge e capisce che mi piace? E’ anche peggio!! Non lo dovevo fare. Non dovevo chiedergli se oggi veniva in piazza. Mi sono rovinata la vita. Adesso finirà come alle medie che il tipo che mi piaceva ha raccontato a tutti di avermi respinto. Odddiooddio che ho fatto. Mi sono rovinata la vita un’altra volta. Lo sapevo. E poi sti leggins? Ma cosa mi è saltato in mente! No devo andare a casa a cambiarmi. Se LUI mi vede così è finita. Oggi mi sono giocata la mia esistenza e guarda kazzo sono qui ancora in attesa di questo medico!! Ma ti vuoi muovere!!!

 

“Cercasi commessa con esperienza. Max 26 anni.”
“Cercasi barista con esperienza max 24 anni”
Ma si rendono conto di quello che chiedono? Vogliono persone sempre più giovani e con esperienza? E quando te la sei fatta l’esperienza alle elementari!? Possibile che non trovo nemmeno un posto come commessa. Cosa cavolo ci vorrà a vendere due vestiti? E poi a fare il caffè? Un paio di settimane e uno ha imparato ad usare sta macchinetta. Echesaràmai. E’ inutile. Che ore sono? Già le tre!?!? Ma lo studio non doveva aprire alle due? Io alle 16 devo essere a scuola a prendere il piccolo e poi alle 17 devo portare il grande all’allenamento. Non ce la farò mai. Mi mancava pure la schiena bloccata. Se non arriva entro due minuti chisenefrega vado avanti con gli antidolorifici come ho fatto fino ad ora. Mica posso lasciare i miei figli abbandonati a scuola.
“Cercasi badante” eh magari posso fare questo. No inutile e poi i miei figli chi li cresce? Mica li abbiamo i soldi per la babysitter. Già la scuola costa un capitale.
Stanpazienza.
Un prete. Oh Signur lasciamo perdere quello lassù che l’ultima volta che ho pregato ero in cassaintegrazione e mi hanno licenziato. Non chiediamogli niente che poi fa sempre quello che vuol lui. Ci manca solo che gli chiedo due soldi per fare qul corso in piscina che mi piace tanto e ci manda il diluvio.
Ma insomma questo dottore arriva o no!?

 

Chekazzo ha da guardare quella bimbina. Arricci il naso? Puzzo? Non mi interessa. Cos’hai quindici anni? Santocielo ero così alla tua età. E’ inutile che mi guardi male, finirai come me. Tanto prima o poi finite tutti così. Solo che non ve ne accorgete. Io ho perso tutto, anche una casa. Voi la casa l’avete ancora. Ma avete perso tutto lo stesso. Io sarò una senza tetto, ma voi site dei senz’anima. Ma questo medico arriva o no? Mi aveva promesso un paio di tachipirine gratis.

 

Devo essere in tribunale alle 16. Dall’altra parte della città e sono ancora qui. Ma si perchè mi devo agitare, tanto poi lo scarcereranno quello schifoso. Ha ammazzato la moglie ma al massimo gli daranno gli arresti domiciliari. Tanto non si poteva prevedere che l’avrebbe fatto. No certo. Aveva solo quattro denunce per violenza sessuale. Mai arrestato. Mai un processo che sia partito. E chissà quante ragazze avranno subito e non denunciato. Le capisco. Tanto a che serve? Alla fine ha ammazzato la moglie. Nonostante lei lo avesse denunciato per violenza. Due volte.
Arriverò tardi in tribunale. Già ma a chi importa?

 

Un’altra chiamata? Quanto stressa questa donna. No. non posso risponderti. E non ne ho voglia. che sto facendo della mia vita? Si è vero ho un appartamento bellissimo. Tutti i miei amici me lo invidiano. Il Rolex d’oro. La Ferrari nel box. Sto bene. Dovrei essere felice.
E smettila di chiamare. Ora le mando un sms. Chisenefrega se lo vede suo marito. Così forse la finisce. Se ne trova un altro. Tanto di clienti ne ho quante ne voglio.
I miei amici sono falsi. A loro piacciono i miei soldi, non io. Ma del resto a me non interessa. Non ho bisogno di nessuno.
Non mi sono mai innamorato. Forse non ho un cuore.
Ma quello lì che mi fissa?
No caro io mi vendo solo con donne.
Ma no! E’ un prete! Ha il collarino. Magari è gay. Ma cosa vado a pensare?
E se invece è un segno Divino? Se invece lui mi guarda perchè sta vedendo la mia anima sporca e corrotta? Oddio adesso succede come a Sodoma e Gomorra. Diventerò di sale.
Si è un segno di Dio. La mia anima è da salvare. Ne sono certo. Domenica andrò in chiesa.  Magari lui può aiutarmi. Può salvarmi. Si sono una pecorella smarrita.
Certo che come immagine è sexy, potrei utilizzarla come messaggio promozionale sul mio sito.
No! La mia anima! Devo pensare a quella! E’ importantissimo. Si la renderò bella bianca e pulita. Tornerò innocente.

 

Tutti mi guardano. Sono l’attrazione dello studio medico.
Questo taglio di capelli mi dona. E’ stata un’ottima idea far tener messa stamattina da quel prete dell’ecuador e andare dal parucchiere.
Guarda che successo.
Stasera gli dico di tenere messa di nuovo. Esco a cena e magari faccio un giro in discoteca.
Fuori città ovviamente. Prima che qualcuno mi riconosca.
Ottima idea.
Non vedo l’ora.
Ho anche comprato un paio di jeans attillati che mi stanno proprio bene.
Stasera li metto.
Arriva questo medico?
Devo riuscire a fare tutto prima di tenere catechismo.

Questo racconto fa parte di un progetto a cui ho partecipato per il blog multiautore Apiumani, che ora ha chiuso. Ogni week end riporterò uno di quei racconti su questo blog specificando la traccia che era stata specificata.

Traccia: scrivi una favola iniziando con “C’era una volta”.

Se volete leggere gli altri racconti li trovate nella categoria: Racconti Brevi

***

“C’era una volta… te lo ricordi?”
“Cosa? Chi?”
“Ma si dai, Cenerella come fai a non ricordare. Poco tempo fa quando ti svegliavi al mattino, con gli uccellini che ti aiutavano a vestirti, di sottofondo c’era la voce del Narratore. Ricordi ora?”
“Oh Biancaneve davvero! Come ho fatto a dimenticarmi di lui. Chissà cosa ne è stato. Pover’uomo”
“Pover’uomo chi?”
“Ariel! Ho appena finito di pulire il pavimento! Stai bagnando dappertutto con quella coda!”
“Oh! Perdomani Cenerella non volevo”
“Eccomi qui! Son pronta per la partita di Poker”
“Ben arrivata Alice! Dai sediamoci e distribuiamo le carte. Biancaneve ha preparato le sue famose tortine di mele”
“Piuttosto Cenerella di chi stavi parlando prima?”
“Ah si Ariel. Ti ricordi del Narratore? Quell’uomo che ci svegliava tutte le mattine con la solita frase C’era una volta
“Oh si davvero! Chissà che fine ha fatto”
“Sai dicono che ha iniziato a frequentare un giro d’affari losco e allora è sparito dalla circolazione misteriosamente”
“Losco?”
“Oh finiscila di fare la finta santarellina Alice, lo sappiamo tutti che stai tenendo in piedi una relazione sia col Cappellaio Matto che col Jack di Cuori”
“Ma che centrano le mie relazioni con la storia del Narratore?”
“Assolutamente niente. Mi piace solo stuzzicarti”
“Finiscila Ariel che prima o poi ti porto al nuovo ristorante di sushi che ha aperto in centro. Poi vediamo come va a finire”
“E finitela voi due di litigare”
“Si hai ragione Biancaneve. Abbiamo esagerato. Intanto che mi cambi due carte mi racconti la storia del Narratore?”
“Gira voce che abbia iniziato a frequentare quel perdi tempo di Capitan Uncino”
“Noooooooo”
“Incredibile!”
“Davvero?”
“E cosa gli è successo?”
“E’ andato ad una delle feste che organizza lui sulla barca. Avete presente?”
“Nooo…quelle festicciole dove vanno tutte quelle fatine giovanissime?”
“Oh mamma che disonore”
“Non ci posso credere”
“E pensare che lui ci svegliava tutte le mattine e ci vedeva in camicia da notte!”
“Disgustoso”
“E poi? che fine ha fatto?”
“E’ scomparso”
“Come è scomparso?”
“Nessuno lo sta cercando?”
“Che io sappia no”
“Cenerella suonano al campanello”
“Si ho sentito. Ma chi può essere a quest’ora? Guai a chi mi guarda le carte!”
“Stai tranquilla, veniamo con te. Potrebbe essere qualche malintenzionato”
“Apri piano, non togliere il catenaccio”
“Si lo so non sono mica sprovv…. OH SANTO CIELO E’ LEI!!!! E COSA FA CON QUEI FOGLI IN MANO!?”
“Chi è? Chi è? Apri questa porta vogliamo vedere!”
“Lei!??! Ma cosa c’è scritto…”
“C’ERA UNA VOLTA UN NARRATORE”
“CHE DOVETTE LEGGERE L’INTRODUZIONE DEL NUOVO FILM”
“FROZEN – IL REGNO DI GHIACCIO ”
“E SI PRESE UN GRAN BRUTTO RAFFREDDORE”
“IL MAL DI GOLA LO RESE AFONO PER QUALCHE GIORNO”
“AFONO…MA NON SORDO AI PETTEGOLEZZI DI 4 FANCIULLE!”

Morale della favola: quando parlate male di qualcuno accertatevi almeno che non possa sentirvi!

 

Questo racconto fa parte di un progetto a cui ho partecipato per il blog multiautore Apiumani, che ora ha chiuso. Ogni week end riporterò uno di quei racconti su questo blog specificando la traccia che era stata specificata.

Traccia: nessuna.

Se volete leggere gli altri racconti li trovate nella categoria: Racconti Brevi

***

La prima volta che ti notai pioveva. Me lo ricordo bene.
Aspettavo l’autobus e la pensilina era gremita di persone, così me ne stavo in piedi sotto al mio ombrello e guardavo le gocce rimbalzare sull’asfalto.
Poi ho alzato lo sguardo e ti ho visto. Mi fissavi.
Fissavi me. No, non era possibile.
Non sono bella, ho qualche kilo di troppo. Non sono una donna che si nota. Per strada non si voltano a guardarmi.
Sono un tipo che passa inosservato, insignificante.
Eppure guardavi me.
Mi sono voltata per vedere se ero in errore.
C’ero solo io sotto alla pioggia.
Io e te.
Il tuo sguardo fisso nei miei occhi, ammiccante.
Lo sguardo di un uomo che sa fantasticare, che sogna ad occhi aperti e che sembra dirti “che ti farei”.
Un brivido lungo la schiena.
Il risveglio di sentimenti ed emozioni ormai sepolte che non credevi più di saper provare.
Un subbuglio nell’anima.
Poi è arrivato l’autobus.

Il mattino dopo non pioveva più, ma tu eri lì ancora.
Mi feci un po’ di coraggio e ti sorrisi.

Svegliarsi al mattino col batticuore, la gioia di sapere che alla fermata ti avrei visto ancora, sorridere senza motivo, ero come una ragazzina di diciassette anni. Il mondo da conquistare, tutti i sogni da realizzare e la forza dell’adolescenza che ti fa credere che tutto è possibile. Hai tutto a portata di mano e il mondo gira intorno a te.

Poi una mattina sono arrivata alla fermata e tu non c’eri più.
Il cartellone pubblicitario era stato sostituito, ora reclamizzava una crociera.

Questo racconto fa parte di un progetto a cui ho partecipato per il blog multiautore Apiumani, che ora ha chiuso. Ogni week end riporterò uno di quei racconti su questo blog specificando la traccia che era stata specificata.

Traccia: sotto il vestito.

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***

L’acqua calda rilassa i muscoli affaticati.
Sono già andati via tutti quanti, in piscina sono rimasta solo io.
Io e il silenzio.
Fuori sento il vento che ulula.
C’è pace.
Chiudo gli occhi e assaporo questa quiete come un dono.
Un rumore di tacchi.
Apro gli occhi di scatto.
Tacchi negli spogliatoi? Com’è possibile?
Il rumore si avvicina.
Prendo l’accappatoio e sbircio fuori dalle docce.
Una figura esce dall’ombra del corridoio.
Una donna con un cappello, l’impermeabile nero lungo fino ai piedi e un paio di scarpe rosso sangue.
Non può esser reale. Chi verrebbe in piscina così? A quest’ora poi?
Sento lo stomaco contorcersi. Ho paura.
Qualcosa mi spaventa, il suo modo di camminare forse.
Non alza il viso. Guarda i suoi piedi. Procede sicura verso di me.
Sono gelata. Non per il freddo ma per la mancanza di sangue che circola nelle vene.
Non riesco a respirare.
Arriva vicino alla mia sacca aperta. Si ferma e si sfila l’impermeabile.
Lo lascia cadere per terra.
Le luci giocano un brutto scherzo. Sembrano vogliano spegnersi. Vibrano un po’ e poi…buio…
Fuori c’è la luna piena e la sua pallida luce filtra nello spogliatoio.
Riesco a vedere i contorni di questa sconosciuta.
Vedo che si sta togliendo anche il vestito.
Ora dovrebbe indossare solo l’intimo ma…
c’è qualcosa…qualcosa che brilla… in teoria lì dovrebbe esserci il suo stomaco e io vedo…vedo…
In una frazione di secondo vedo il suo viso scattare verso l’alto.
La sto osservando, non noto alcun movimento eppure eccola qui. Davanti al mio viso.
Urlo. Non so fare nient’altro.
Urlo, scatto all’indietro. Scivolo, cado nell’acqua.
La luce torna.
La donna sotto il vestito non ha nulla.
Per nulla intendo NULLA. E’ come guardare un buco nero che inghiotte la luce.
Non riesco a distogliere lo sguardo. Vengo attratta da lei. Dentro di me la certezza che se seguissi questa sensazione verrei assorbita e di me non rimarrebbe nulla.
Eppure mi sto muovendo verso il buco nero.
Sempre più vicino… sempre di più…
Poi una musica mi distrae, mi fa riacquistare forza. Una musica che giunge da lontano.
Che mi trascina altrove.

La radiosveglia che suona.

Questo racconto fa parte di un progetto a cui ho partecipato per il blog multiautore Apiumani, che ora ha chiuso. Ogni week end riporterò uno di quei racconti su questo blog specificando la traccia che era stata specificata.

Traccia: nessuna.

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***

Il manto della Signora Notte avvolge la città, le luci delle abitazioni si spengono permettendo al cielo di illuminarsi al chiaror delle stelle.
Che pace.
Per fortuna i padroni di casa la notte mi lasciano tenere la finestra aperta, così posso guardare il cielo. Un’altra giornata di lavoro è passata. Che fatica star dietro a tre bimbi vivaci!
Ora assaporo il meritato riposo.
Tutti dormono tranne me. Rimango sveglia e attendo l’alba col cuore che batte forte per l’emozione, come se fossi innamorata.
Forse è davvero così, del resto non si racconta che Apollo sia il dio più bello dell’Olimpo?
Eccolo. Il cielo si illumina e tutto il mondo viene colorato dai suoi raggi. Proprio come un pittore con la sua tela.
Le luci delle stelle pian piano si spengono, così anche i lampioni delle strade.
Il Carro inizia la sua corsa.
La pace della casa viene interrotta dalle voci degli abitanti che si svegliano.
I bimbi urlano e ridono, i passi rimbombano nei corridoi.
Diana la più piccolina, la dolce bimba dai capelli biondi e ricci, entra nella camera.
Si alza in punta di piedi per raggiungere il davanzale dove passa sempre la notte la sua Ester, perchè Diana sa che alla sua bambola piace guardar le stelle.

Mini racconto: Il labirinto

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Traccia: scrivi una poesia o un racconto partendo da una foto personale.

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***

La prima volta che vidi lo Stregatto era notte fonda. Sedeva tranquillo sul mio letto e faceva le fusa.
Fu proprio quel suono ritmato che mi svegliò.
I suoi occhi brillavano al buio. Sorrise.
I gatti non sorridono.
Un brivido lungo la schiena. Feci per muovermi e lui svanì. Proprio come lo Stregatto di Alice, rimase solo il suo sorriso sospeso nel buio.
Poi più nulla.
La mattina dopo pensai di essermi sognata tutto. E dimenticai.
Finchè la notte….di nuovo il gatto. Le fusa.
“Cosa vuoi?” gli chiesi.
Come poteva entrarmi in casa senza far scattare l’allarme?
Lui per risposta…sorrise.
Strinsi le coperte e mi feci coraggio. “Cosa vuoi?”
Questa volta non scomparve. Scese dal letto come un normale gatto.
E si fermò sulla porta della mia camera. Mi fissava coi suoi occhi luminosi.
Seguirlo. Ecco cosa voleva.
Mi alzai dal letto.
La curiosità vince la paura? Non l’avrei mai immaginato.
Lui si mosse verso il mio salotto.
Già dall’anticamera capì che c’era qualcosa di diverso. Avevo lasciato accese le luci? No. Questa luce era calda, come il sole….come…

E’ inutile che mi cercate. Non sono più lì con voi.
Son rimasta nel labirinto del Minotauro. Con lo Stregatto Minosse a farmi compagnia.
Dal labirinto non si esce se non compare il cane Teseo col filo di Arianna.

Immagine personale

Ciò che vedi in me

tutti hanno diritto a ribellarsi. Anche lei 🙂

Mi prendi, mi sbatti, mi usi quando vuoi.
Mi cerchi solo se hai bisogno, poi ti dimentichi di me.
Adori le mie labbra, la mia bocca, ciò che so fare.
Ti piacciono le mie curve.
Son sempre disponibile ai tuoi giochi. Non mi lamento mai.
Son sensuale.
Non ti interessano i miei sogni, la mia storia, le lacrime che verso in solitudine.
A te basta avermi tra le braccia in quel momento.
E basta.
Ricordati: io sono più di un bel pezzo di plastica.
– La Bambola

Immagine presa dal web

Il labirinto

– Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.
– Come lo sai che sono matta? – disse Alice.
– Per forza, – disse il Gatto – altrimenti non saresti venuta qui.
(Alice nel Paese delle Meraviglie)

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..."alla ricerca di nuove forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare là dove nessuno è mai giunto prima"

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"...Gli Angeli vengono se tu li preghi e quando arrivano ti guardano, ti sorridono e se ne vanno...Per lasciarti il ricordo di un sogno lungo una notte che vale una vita..." (T.Ferro)

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" I poveri hanno grandi televisori, i ricchi grandi biblioteche " Jim ROHN

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Scegli di essere ottimista, ci si sente meglio. (Dalai Lama)

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"Tu mi dai consigli?" potresti dire. "Li hai già dati a te stesso, ti sei corretto? Perciò ti dedichi a correggere gli altri?" No, non sono così impudente da volere assumermi, io malato, la cura del prossimo; ma come se mi trovassi nel medesimo ospedale, ti parlo della comune malattia e divido con te le medicine. Perciò ascoltami come se parlassi con me stesso.

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