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#12. Normalità

Il mondo visto attraverso la mente di due persone. Totalmente opposte. Cleo&Leo

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Alla fermata del tram rivedo più o meno le solite facce.
Osservo una signora anziana attraversare la strada.
Sento lo sferragliare delle ruote sui binari.
Alzo lo sguardo.
Oggi torno in ufficio.

Mi fermo al rosso del semaforo.
Appoggio il piede.
Accanto alla mia moto c’è una vecchia audi.
Il guidatore fuma e si stropiccia gli occhi.
Oggi torno in ufficio.

Salgo sul tram e osservo le persone sedute.
Chissà se uno di loro è l’assassino.

Scatta il verde. Accellero superando le auto in coda.
Chissà se uno di loro è l’assassino.

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#11. Buongiorno

Il mondo visto attraverso la mente di due persone. Totalmente opposte. Cleo&Leo

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Il sole filtra tra le tapparelle.
Tornare a casa dopo quello che ci siamo detti,
i piani, i disegni,
stordisce.
Mi sono risvegliata e sono un altra donna.
Non più Cleo.
Ma sempre Cleo.

Passo la mano sulla barba che spunta.
Punge.
Mi muovo sotto le lenzuola.
 Il mio letto.
Casa.
Allungo la mano e tocco la mazza da baseball che tengo vicino al letto.
Tutto ok.
Apro un occhio.
E’ ora di alzarsi e di iniziare questa nuova giornata.
C’è da fare.

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#8. Monastero

Il mondo visto attraverso la mente di due persone. Totalmente opposte. Cleo&Leo

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Era il mio primo viaggio in moto.
Scesi con le gambe tremanti.
Mi tolsi il casco per respirare e rimasi lì a fissare il monastero che si vedeva sull’altra collina.

La guardai togliersi il casco e sentì lo stomaco stringersi.
Mi voltai di colpo.
Non mi sembrava il caso di prendere una cotta ora vista la situazione.
Guardai la collina di fronte.
Quello è il monastero dove sta mia zia. Di sicuro lì non ci potrà seguire
Le sorrisi.
Lei mi guardò. Annuì e rispose al mio sorriso.

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#6. Inutile – Cleo&Leo

Il mondo visto attraverso la mente di due persone. Totalmente opposte. Cleo&Leo

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Esco correndo dal bar.
Non può essere andato lontano.
Deve essere qui da qualche parte ad osservarci.
Un uomo passeggia col cane.
Una coppia litiga per strada.
Una signora anziana cammina scuotendo la testa e parlando fa sé.
E’ inutile
Mi dice lei.

E’ un killer seriale.  Gli piace giocare.
E’ evidente.
Guardo la foto che stringo tra le dita.
Leo scruta la via in cerca dell’uomo.
E’ furbo.
E’ impossibile trovarlo così.
Siamo prede.
Vittime.
No.
Non accetto questa situazione.
Lui è furbo?
Bene.
Dobbiamo studiare un piano e fregarlo.
Insomma anni di Criminal Minds mi avranno insegnato qualcosa?
E’ inutile” gli dico.
Lui si volta. Mi fissa.
Stringe i pugni.

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#5. Un the – Cleo&Leo

Il mondo visto attraverso la mente di due persone. Totalmente opposte. Cleo&Leo

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Cosa ne pensi? Lo dobbiamo dire alla polizia?
Cercai di portare la tazza di the alle labbra, ma la mano tremava troppo.
Riappoggiai la tazzina con le rose dipinte sul piattino.
Leo mi fissava con uno sguardo indecifrabile.

Sarebbe l’azione più logica da fare. Perchè non dovremmo?
Donne. A volte sono davvero incomprensibili.
io sarei andato subito in centrale, invece lei no. Vediamoci per un caffè.
Un caffè. Da quando è morto quell’uomo non riesco più a berlo.
Ok. Sono uomo.
Andiamo subito in centrale. Dai
Faccio per alzarmi.
Lei mi guarda spalancando gli occhi. Annuisce con la testa.
Si alza.
Un ragazzino si avvicina al nostro tavolo.
Avrà più o meno dieci anni.
Appoggia un foglio e corre via ridendo.
Lei lo prende in mano.
Sbianca e cade sulla sedia.
Lo guardo.
La foto di noi due seduti qui con la scritta
Non lo farei se fossi in voi

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#4. Foto – Cleo&Leo

Il mondo visto attraverso la mente di due persone. Totalmente opposte.  Cleo&Leo

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Che occhi gonfi. Sono orribile.
Persino il dentifricio sa di muffa.
Notte terribile risveglio pessimo.
La caffettiera elettrica riempe la casa col suo profumo di caffè.
Una nota positiva nella giornata appena iniziata.
Passeggio con la mia tazza di caffè tra le camere.
Guardo la cassetta della posta.
Una busta senza indirizzo.
La apro incuriosita.
Una foto.
Io e il ragazzo al bancone del bar piegati a guardare il barista morto.
La foto mi cade dalle mani.
Tremo.
Si capovolge.
Sul restro c’è il mio nome.
Cleopatra Rossi
E il mio indirizzo
Poi un altro nome
Leonardo Cascio
e un indirizzo.
Crollo a terra tremante.

Com’è possibile che sappia chi siamo?
L’assassino ci osservava!
La foto è stata scattata da un’angolazione precisa.
Vede l’interno del bar. Noi due piegati a guardare oltre il bancone.
Siamo in pericolo?
Ci sta minacciando?
Gioca con noi?

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#3.Insonnia – Cleo&Leo

Il mondo visto attraverso la mente di due persone. Totalmente opposte.  Cleo&Leo

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Corro.
Corro disperata tra le vie della città.
Sono un poco brilla e sbando.
Non dovevo bere il terzo cocktail in discoteca.
Volevo prendere un taxi.
Poi dal nulla è uscito quell’uomo che mi pedina.
Mi segue dappertutto.
Lo so. So che è lui l’assassino del barista.
Sento i suoi passi dietro di me.
Il cuore in gola.
Svolto l’angolo e scivolo su una pagina del Leggo (*).
Cado rovinosamente a terra.
Mi sbuccio il ginocchio e il gomito.
Mi rialzo.
Riprendo a correre.
Ma lui è vicino.
Troppo.
Sento il suo respiro sul collo e….
Mi sveglio.
Le cinque del mattino.
Fa caldo.
Umido.
Il pigiama è appiccicato alla pelle.
Vorrei poter sprofondare in un mondo onirico rilassante.
Ma appena chiudo gli occhi il corpo del barista steso a terra mi appare.

E’ inutile.
Non riesco a prendere sonno.
Faccio il duro.
Il distaccato.
L’uomo forte.
E poi eccomi qui.
Traballante nelle mie insicurezze a guardare la luna e a fumare sigarette.
Sperando che il sonno mi venga a prendere.
Ma niente.
E il corpo del barista accasciato dietro al bancone resta nei miei pensieri.

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* Leggo:  giornale a distribuzione gratuita.

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#2.Stazione di polizia – Cleo&Leo

Il mondo visto attraverso la mente di due persone. Totalmente opposte.  Cleo&Leo

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Manca l’aria, mi sembra di soffocare. L’umidità mi appiccica il vestito alla pelle. Fuori meno venti gradi e qui almeno cinquanta.
Ho nausea.
Ci hanno fatto mille domande. Prima divisi, poi insieme.
Prima un uomo , poi una donna.
Ci hanno chiesto se volevamo pranzare.
Pranzare? Siamo chiusi qui dentro da così tanto tempo?
E sopratutto: come potrei mangiare qualcosa?
Quell’uomo è morto! Morto!
E non per un infarto. No!
Gli hanno sparato!
Voglio solo andarmene a casa. Mettermi nel letto e fingere che non sia vero.

Ha la faccia di una che sta male.
Dovrei fare l’uomo duro, il figo, e consolarla.
Non mi viene in mente nulla.
Quando ci hanno chiesto se volevamo pranzare stavo per ordinare una pizza, poi l’ho vista diventare verde e ho rinunciato. Questa vomita se mi vede mangiare.
E ora ho una fame boia.
Lo so che non dovrei pensare a queste cose, è morto un uomo.

Quanto ci terranno ancora qui dentro?
E’ evidente che non siamo sospettati, che bisogno c’è di fare tutta questa sceneggiata?

Se le chiedo il numero di cellulare in questo momento mi uccide, forse non è il caso di provarci. No? Si?
Lei non ha chiamato nessuno per avvisare.
Solo l’ufficio, come me.
Quindi non ha un fidanzato che l’aspetta, un marito, un uomo che potrebbe farmi un occhio nero.
No, a dire il vero ha la faccia di una che l’occhio pesto me lo fa lei se apro bocca.
Peccato.

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#1.Pioggia – Cleo&Leo

Il mondo visto attraverso la mente di due persone. Totalmente opposte.  Cleo&Leo

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Un Luglio così non l’avevo mai visto.
Stamattina sono uscita di casa senza alzare il naso al cielo. 
La sveglia non è suonata, caffè al volo e  capelli arruffati. Eccomi qui ad aspettare il tram sotto questo diluvio da Noè coi sandali e il vestitino estivo.
Non c’è anima viva in giro.
Vuoi vedere che c’è l’emergenza civile e non bisogna uscire di casa?
Magari adesso il Seveso mi travolge con una piena e mi ritrovano chissà dove.
Ma dove sfocia il Seveso? Mica me lo ricordo… beata ignoranza.

Sotto questa pioggia torrenziale la moto doveva abbandonarmi. E certo. Mi sembra corretto. Perchè non ho preso l’auto stamattina? Eh lo so io perchè, cavolo. Volevo fare il figo con la nuova collega. Ecco perchè.
Un deficiente sono. La devo finire di fare il coglione.
Devo prender fiato.
Un bar.
Perfetto.
Mi scalderò un po’.

Il tram non arriva, sto gelando.
Mi prenderò un altro caffè. Almeno mi scaldo un pochino.
Certo che questo tipo è messo peggio di me. Gocciola come un Mocio Vileda non ancora strizzato.
No , non devo ridergli in faccia. Non è carino. Però è buffo.

Mi consolo. Questa tipa pensava di essere al mare. Sarà un ghiacciolo adesso.
Ma il barista dove sta?
Scusa? C’è qualcuno?
Lei mi guarda perplessa. Poi si alza in punta di piedi per sbirciare dietro al bancone.
Cosa crede che è li sdraiato a dormire?

Ho sentito qualcosa” dico al ragazzo Vileda che mi guarda come se fossi stupida. Beh di certo non devo sembrargli normale vestita così.
Mi sporgo sul bancone, lui mi imita avvicinandosi.
Le nostre spalle si toccano.
Umide e fredde.
Rabbrividisco.
Non per il freddo, o per il tocco.
Oh mio dio è morto!
Il barista ha appena esalato l’ultimo respiro.

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