– Fides! – lo chiamò Alyah correndogli incontro.
– Salve Principessina – le rispose scherzosamente mimando gli inchini che facevano i giocolieri di corte alle feste – Stavo cercando mio fratello, l’avete visto?-
– Si – rispose lei facendo un inchino, in risposta allo scherzo di lui – Era con la principessa del castello –
– Oh! Allora non lo disturberò di certo!- poi guardò Alyah che gli camminava accanto sorridendo – Andiamo a trovare Araxe in infermeria?-
– Si, certo – sorrise lei.
Lo trovarono ancora privo di sensi. Aveva avuto la febbre alta tutta la notte. Ora però era scesa. Accanto a lui vi era Eos.
– Eos, tesoro – le disse Alyah accarezzandole i lunghi capelli chiari –Non sei ancora andata a riposare?-
– No – rispose lei stringendo dolcemente la mano bendata di Araxe.
– Vai a dormire. Ora rimaniamo noi con lui – le disse Fides.
La fanciulla acconsentì, prima di alzarsi dalla sedia baciò la mano del suo cavaliere, ed uscì.

Anche Tmolus ed Asteria si stavano recando all’infermeria.
– Posso chiederti una cosa? – domandò lei.
– Prego – disse lui avvicinando viso a quello di lei, come per confidare un segreto.
– Fides è tuo fratello… Perché non vi assomigliate? –
– Abbiamo madri diverse. Mio padre era un gran rubacuori –
– Come il figlio?- continuò lei fissandolo direttamente negli occhi.
– Anche – rispose – E voi? Perché lasciate che sia il Mago a comandare il vostro castello?-
– Non mi sono mai interessata di politica ed economia, non saprei proprio come gestirlo. Preferisco passare le mie giornate occupandomi della direzione dei lavori domestici. Non ho mai amato studiare, li trovo così noiosi tutti quei numeri…Non sono certo interessanti come filtrare – tornò a fissare gli occhi neri del guerriero per cercar di capire se era riuscita ad ottenere qualcosa parlandogli con così tanta sincerità.
Tmolus era considerato da tutti un ottimo guerriero, ma veniva ripreso da Altea per via di un grande difetto che spesso lo distraeva dai propri compiti: non era capace di resistere ad una bella donna.