-Che pace! – inspirò dell’aria – Sembra che la guerra non esista affatto! – esclamò Altea prima di fermarsi di scatto e di prendere Alyah per un braccio – Cambiamo strada –
Alyah la seguì senza reclamare avendo visto anche lei giungere Kahel e Teti dolcemente abbracciati.
Osservò attentamente il viso di Altea ma non scorse nessun segno di sofferenza.
– Strano – non voleva farsi sentire ma il tono di voce le risultò un po’ alto.
– Cosa?- Altea la guardò incuriosita
– Non ti dispiace? –
– Che cosa?-
– Io credevo che ti piacesse Kahel – ammise infine Alyah
Altea scoppiò in una risata, poi asciugandosi le lacrime la guardò.
– Non hai ancora capito che io voglio bene ai miei guerrieri in modo del tutto identico?-
– Ma non è così per loro, Aron ti ama – Alyah si morse il labbro ma ormai era troppo tardi, lo aveva detto. Osservò il viso della compagna cercando di scorgere le emozioni che provava.
Altea rimase in silenzio. Gli occhi abbassati sulle mani che giocavano con le pieghe del vestito.
Già da molto tempo si era accorta che c’era qualcosa di strano nel comportamento di Aron, ma aveva fatto di tutto per rifiutare la verità.
Ora Alyah gliel’aveva messa di fronte e lei non sapeva come reagire, perché dopotutto amava Aron. Ma aveva sempre soffocato i propri sentimenti a favore del ruolo che ricopriva. Come poteva essere un buon comandante se si faceva accecare dall’amore?
Alyah capì che dentro il suo cuore si stava combattendo una battaglia. Decise quindi di lasciarla sola.
Poco prima aveva notato Fides che camminava tra gli alberi, decise di raggiungerlo.