Nel pomeriggio le due sorelle uscirono dalle loro camere riposate e vestite con deliziosi abiti offerti dalle dame del palazzo.
Avevano parlato a lungo.
Alyah aveva raccontato alla sorella ciò che le era stato detto da Crise e da loro Padre riguardo il destino che le aspettava.
Stavano ancora chiacchierando animatamente quando incontrarono nel corridoio il comandante.
Entrambe si zittirono e rimasero a fissarla.
– Perché mi guardate così? – chiese Altea
– E’ la prima volta che ti vedo indossare abiti femminili – rispose Alyah stupita dalla bellezza celata dall’armatura. I capelli rosso fuoco erano sciolti e ricadevano come un velo ad incorniciare il viso. L’abito, rosso anch’esso, risaltava le sue forme .
– Vedo che vi siete svegliate – le interruppe Asteria. Camminava verso di loro in compagnia di Tmolus.
-Si. Grazie per gli abiti principessa – Esperia rispose con un piccolo inchino.
– Di niente – e le squadrò da capo ai piedi – Se cercate il Mago, non lo troverete. Ora sta terminando il giro di controllo delle mura. Tornerà verso sera. Credo –
– Grazie – continuò Esperia – Con il vostro permesso usciremmo nei giardini del palazzo –
– Prego e buona passeggiata –
Si salutarono lasciando così soli Asteria e Tmolus.

L’erba era ancora verde e deliziosi fiori invernali ricoprivano qua e là i prati. Gli alberi erano spogli e le loro foglie ricoprivano i vialetti non curati.
– Esperia guarda! – disse Alyah alla sorella – Non è Emantus? – ed indicò un uomo voltato di spalle che guardava il cielo.
– Si – rispose lei sorridendo e corse da lui.
– Che carini – sussurrò a bassa voce Alyah allontanandosi da loro in compagnia di Altea.