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Esperia sorretta da Emantus, Altea e gli altri guerrieri correvano disperati attraverso i cunicoli, dietro di loro le voci dei soldati che avevano scoperto la fuga della prigioniera.
Sentirono dell’aria fresca sui volti sudati.
Erano vicini.
Poi finalmente furono fuori.
Lo spettacolo che videro fu atroce: vedevano fiamme di fuoco sollevarsi ovunque intorno a loro, odore di cenere e corpi bruciati. Lontano potevano scorgere le sagome delle guardie nemiche che trafiggevano con le spade i sopravvissuti.
Dall’oscurità una figura si avvicinò a loro. Aron sguainò la spada ma si fermò subito appena lo riconobbe.
Ferito e sorretto da due soldati Fides abbozzò loro un sorriso.
– Cosa facciamo?- domandò guardando Altea salire sul proprio cavallo. Poi il suo sguardo cadde sulla principessa stretta al petto di Emantus.
Altea non sapeva cosa rispondere. Si guardò attorno, sfiduciata cercò lo sguardo di Aron. L’unica speranza era una corsa suicida. Aron capì cosa lei stava pensando, la conosceva troppo bene. Le fece cenno di spronare i cavalli.
Iniziarono così la loro corsa verso la morte certa.
Cercarono di tenere il cavallo di Emantus al centro del gruppo, così avrebbero protetto lui e la principessa coi loro corpi.
I nemici li videro ed iniziarono ad inseguirli.
Sopra di loro un drago azzurro solcò il cielo, superò i guerrieri di Altea e si diresse verso il castello.
Dalla direzione in cui stavano scappando videro giungere delle truppe, numerose.
La speranza li abbandonò completamente.