Eos si era nascosta dietro alla porta che dava sulla sala da pranzo ed ascoltava i discorsi di Borea con uno dei suoi sottocomandanti. Era molto arrabbiato perché questo si era fatto sfuggire la principessina. Ora lei e il principe Emantus dovevano essere in prossimità del castello.
Corse, più silenziosamente che poteva, verso le scale segrete che conducevano alle prigioni. Le scese camminando al buio.
Si avvicinò alle sbarre.
– Maestà – sussurò
– Oh Eos! –
ESperia passò le mani tra le sbarre in cerca di quelle di lei, si strinsero forte.
– Stanno arrivando! Il principe Emantus con vostra sorella sono già qui –
– Davvero?-
– Si. Ho sentito Borea che ne parlava. Stanotte stessa andrò in cerca di loro. Conosco i cunicoli per uscire dal castello e non esser vista.  –
– Eos non fare sciocchezze! Se ti prendono ti uccideranno –
– Non fa alcuna differenza per me dopo quello che mi hanno fatto –  e così dicendo se ne andò lasciando Esperia ai tumulti del proprio cuore.