Il gruppo si diresse verso una casa diroccata in quello che una volta doveva essere il centro della città. Fides bussò tre colpi su di una parete. Si sentirono dei rumori ed i mattoni vennero appartati uno ad uno, finché si aprì un varco. Due soldati fecero strada ai guerrieri attraverso una fitta rete di cunicoli. Infine giunsero in una stanza principale dalla quale partivano altri due cunicoli più larghi rispetto ai precedenti. Da essi spuntavano i visi magri di bambini e vecchi.
Nel centro della grande sala vi erano numerosi guerrieri dell’esercito di Afrantus e qualche donna che medicava i feriti.
– Abbiamo ricevuto un altro attacco dalle truppe del castello. Ci hanno scoperto mentre eravamo all’esterno per raccogliere delle provviste. Molti sono morti. I feriti più gravi sono nel cunicolo – ed indicò quello di destra.
Altea guardò Alyah con uno sguardo d’intesa.
– Posso aiutare a curarli – disse infine la principessa – Ma non ho abbastanza erbe. Dovrei uscire a racc…-
– No. Mi dispiace ma non ce ne sono più per miglia e miglia. Io ero proprio in cerca di quelle quando vi ho incontrato– la interruppe il contadino.
– Allora farò bastare queste – sospirò tirando fuori dalla sua sacca dei pacchettini – Non vi assicuro nulla. – doveva trovare il modo di fare nuove provviste, i medicinali che aveva portato con sè ormai stavano finendo.
Seguendo le istruzioni di Alyah le donne prepararono le tisane per alleviare il dolore e le febbri. Cambiava bendaggi e suturava ferite con l’ago.
Nel frattempo Fides raccontava ai guerrieri dell’uccisione del Re e della Regina ed della morte della principessina nelle segrete del castello, poi raccontò del rapimento delle fanciulle del villaggio, del loro ritrovamento affogate nel fiume,  della decapitazione degli uomini del villaggio e altre crudeltà fatte in nome di Re Arge.