Archive for luglio, 2018


Alioth ψ Il Regno – 52

Il gruppo si diresse verso una casa diroccata in quello che una volta doveva essere il centro della città. Fides bussò tre colpi su di una parete. Si sentirono dei rumori ed i mattoni vennero appartati uno ad uno, finché si aprì un varco. Due soldati fecero strada ai guerrieri attraverso una fitta rete di cunicoli. Infine giunsero in una stanza principale dalla quale partivano altri due cunicoli più larghi rispetto ai precedenti. Da essi spuntavano i visi magri di bambini e vecchi.
Nel centro della grande sala vi erano numerosi guerrieri dell’esercito di Afrantus e qualche donna che medicava i feriti.
– Abbiamo ricevuto un altro attacco dalle truppe del castello. Ci hanno scoperto mentre eravamo all’esterno per raccogliere delle provviste. Molti sono morti. I feriti più gravi sono nel cunicolo – ed indicò quello di destra.
Altea guardò Alyah con uno sguardo d’intesa.
– Posso aiutare a curarli – disse infine la principessa – Ma non ho abbastanza erbe. Dovrei uscire a racc…-
– No. Mi dispiace ma non ce ne sono più per miglia e miglia. Io ero proprio in cerca di quelle quando vi ho incontrato– la interruppe il contadino.
– Allora farò bastare queste – sospirò tirando fuori dalla sua sacca dei pacchettini – Non vi assicuro nulla. – doveva trovare il modo di fare nuove provviste, i medicinali che aveva portato con sè ormai stavano finendo.
Seguendo le istruzioni di Alyah le donne prepararono le tisane per alleviare il dolore e le febbri. Cambiava bendaggi e suturava ferite con l’ago.
Nel frattempo Fides raccontava ai guerrieri dell’uccisione del Re e della Regina ed della morte della principessina nelle segrete del castello, poi raccontò del rapimento delle fanciulle del villaggio, del loro ritrovamento affogate nel fiume,  della decapitazione degli uomini del villaggio e altre crudeltà fatte in nome di Re Arge.

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Alioth ψ Il Regno – 51

Finalmente, stremati e avviliti dalla distruzione incontrata,i cavalieri giunsero al villaggio in prossimità del castello, dove speravano fosse tenuta prigioniera la principessa Esperia.
Intorno a loro un silenzio surreale.
Aron guardò l’amico e compagno di battaglie Tmolus cercando di capire le sue emozioni.
Più che mai si domandò se potevano ritrovare ancora vivo suo fratello Fides. Ora che avevano assaporato la distruzione lasciata dal regno di Re Arge.
– Un’ombra laggiù! – indicò Demetra allertando tutto il gruppo. Teti avvicinò il proprio cavallo alla principessa sacerdotessa Alyah per proteggerla.
Michael rincorse l’ombra e poi scattò, rapido e veloce, verso un gruppo di macerie. Altea scese da cavallo inpugnando la spada ma sorrise eppena lo vide tornare vittorioso tenendo fra le braccia un bimbo scalciante.
– E tu chi sei? – domandò Altea.
– Non dirò niente! – il piccolo scalciava ed osservava i cavalieri con odio.
– Lasciate andare mio figlio! – un contadino zoppicando corse verso di loro brandendo una falce.
– Non vogliamo farvi del male! – disse Alyah, scendendo da cavallo e avvicinandosi a palme sollevate, in simbolo di pace.  Il contadino si fermò confuso riconoscendo i segni del sacerdozio.
– Lasciatelo! – un uomo di grande statura e costituzione robusta, raggiunse il cantadino brandendo una spada. Ma appena Tmolus lo riconobbe le ostilità terminarono all’istante.
– Fides! – i due fratelli si abbracciarono sotto lo sguardo stupito di Alyah e del Prinicipe Emantus che lo vedevano per la prima volta.
Non si assomigliavano per niente: Tmolus era di media statura e snello, il fratello era l’esatto opposto.
– Altea! Come sei cresciuta dall’ultima volta che ti ho visto! – .
– Eravamo poco più che due bimbi! Poi tu sei partito – rispose lei abbracciandolo.
– Già! Ma cosa ci fate qui? Non sarete mica venuti a liberare la principessa Espreria da soli?! Ma è un massacro!- li guardò tutti in viso. E capì che era quello il motivo.
– Mia sorella è in questo castello, vero? – chiese Alyah.
– Si, certo… Sorella? – stupito lui osservò quella minuta fanciulla tra i guerrieri.
– Lei è la principessa Alyah, sorella di Esperia – fece le presentazioni Teti.
Fides si inginocchiò in segno di rispetto.
– Mi perdoni. Non sapevo che le principesse del regno di Alitoh fossero due –
– Alzati ti prego! Nemmeno io sapevo di essere una principessa e non mi sento tale – disse Alyah porgendogli la mano per farlo alzare sentendosi terribilmente a disagio.
– Fides cosa è accaduto qui? – chiese Altea.
– Non ora. E’ meglio che ci ritiriamo in un posto più sicuro. Seguitemi –

Terracqueo

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