Eos tornò ogni giorno dalla principessa, di nascosto le portava il cibo rubato dalle cucine.
– Ho sentito i guerrieri di Borea discutere tra loro. Sembra che vostra sorella sia sfuggita all’inseguimento. Ora hanno perso le loro tracce.-
Ad Esperia si illuminarono gli occhi pieni di lacrime.
– Principessa, io ho pensato… Insomma io conosco tutti i passaggi del castello, e credo che ce ne sia uno che porta all’esterno. Pensavo di poter condurre i vostri salvatori fino alle prigioni –
– Eos tesoro! Sei sicura di farcela?-
– Certamente! Me ne voglio andare da qui! – poi alzandosi – Devo andare ora – e corse via.

Esperia rimase nuovamente sola.
Se sua sorella, se ne aveva realmente una, fosse giunta fino a lì sana e salva come avrebbero fatto a fuggire?
No, non poteva veder morir il suo amato Emantus solo per salvarla.
E la piccola Eos? Così fragile, come poteva metter a repentaglio la sua vita?
No. Forse era meglio che nessuno giungesse in suo soccorso.
Alzò lo sguardo e cercò di vedere il cielo dalla piccola feritoia, ma il ghiaccio la occludeva.
Tutto questo buio e questa apprensione, le mancava il fiato.
Come desiderava uscir di lì, tornare felice nel suo castello con suo padre e il suo futuro marito!

Dea ti prego fa che tutto questo finisca presto!
iniziò a pregare.

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