Cavalcavano ormai da ore, il sole era tornato ad emettere i suoi pallidi raggi. Il nemico sembrava scomparso.
Altea osservava Kahel, era molto pallido e la spalla doveva dolergli ancora molto, anche se lui non lo dava a vedere.
I cavalieri erano stanchi ed avevano bisogno di riposare nel calore confortevole di un letto.
Emantus fermò il proprio cavallo.
– Cosa c’è?- chiese Altea
– Non capisco. Dovremmo essere arrivati –
Davanti a loro c’era solamente la nuda roccia e qualche cespuglio.
Proprio su uno di questi cadde l’attenzione di Emantus, era forse il più grande.
Iniziò a spostare gli intricati e pungenti rami.
– E’ qui! – gridò.
I soldati scesero da cavallo e si avvicinarono, era un passaggio assai stretto ed alto. Gli animali ci passarono a fatica.
Il sole illuminò il tragitto solo per un breve tratto, la strettoia si allargò dolcemente.
I cavalieri piombarono nella più nera oscurità.
Camminavano uno vicino all’altro, toccandosi ogni tanto per aver la certezza di non esser soli. Riuscivano a scorgere a malapena la torcia di legno costruita da Altea. Sembrava che l’oscurità ingoiasse tutto ciò che tentava di brillare al suo interno.
Un nauseante odore di putrefazione avvolse la compagnia. Danae e Teti si fermarono perché ebbero dei conati di vomito. Alyah si bloccò dietro Teti, fermando la fila. Michael le posò una mano sulla schiena ed avvicinò il viso all’orecchio di lei.
– Qualcosa non va? – chiese
– Se ti dicessi di no, sarebbe una bugia – rispose.
Teti si sentì meglio e ripresero a camminare.
Tmolus ed Araxe chiudevano la fila. Ogni tanto si voltavano di scatto cercando di scorgere delle ombre nel buio. Niente. Eppure udivano chiaramente dei passi dietro di loro.
– Non vi conviene voltarvi. Non so cosa potrebbe accadervi – disse Emantus che era vicino a loro.
Da quel momento in poi nessuno osò più voltarsi, anche se dietro di loro i rumori aumentavano considerevolmente col passare del tempo.
Zoccoli di cavalli ed armature. Si era il loro suono, lo riconoscevano.

Annunci