Aron, Araxe e Michael cercarono di accendere del fuoco con quello che avevano a disposizione nelle loro sacche. Tmolus ed Emantus prepararono qualcosa con le provviste.
Presto Alyah fece ritorno reggendo tra le mani delle piantine gelate.
Il fuoco era già acceso e su di esso vi era una pentola che ribollendo emetteva un delicato profumo di zuppa di patate.
Prese una ciotola ed iniziò a pestare le foglie raccolte, vi unì delle bacche nere che teneva nella sua sacca appesa alla cintola. Amalgamò il tutto. Prese poi delle altre foglie secche e le mise a bollire sul fuoco con un po’ d’acqua. Lo diede ad Altea che lo fece bere a Kahel, il quale non aveva ancora aperto gli occhi.
Alyah si strappò un pezzo di stoffa dai suoi abiti di cambio e chiese ad Aron di mettere l’amico a torso nudo. Poi con l’impasto che aveva preparato lo medicò.
– Starà meglio? – chiese preoccupata Altea.
– Si. E’ di costituzione robusta. Passata al notte la febbre dovrebbe scendere. Si risveglierà un po’ dolorante. – la rassicurò.
Seduti in circolo al fuoco, i guerrieri mangiarono la zuppa in silenzio temendo le sorti della missione.
Stanchi si addormentarono tutti, tranne Alyah che vegliava sul malato, Michael ed Araxe che facevano il turno di guardia.
Alyah stava cambiando la benda bagnata sulla fronte di Kahel. Prese nuovamente la ciotola e gli preparò un nuovo composto da bere. Doveva somministrargliene una certa dose ogni ora.
Michael le si avvicinò: – Come va? – chiese sottovoce.
– Bene la febbre e scesa. – soffiò sulla ciotola bollente e gli fece scivolare qualche goccia del liquido tra le labbra dischiuse.
– Dove hai imparato a preparare medicinali? –
– Al tempio. Fa parte dell’educazione di una sacerdotessa conoscere le piante e le loro capacità – soffiò nuovamente sulla ciotola.
– Devi riposarti. Non sei abituata a certi sforzi – notò Michael osservando le occhiaie bluastre della ragazza.
– Hai ragione – in quel momento Aron le si avvicinò e allungò la mano per prendere la ciotola – Tieni.- gli sorrise Alyah – Dagli qualche goccia di questo ogni ora, fin quando sarà terminato. Poi chiamami – e si andò a sdraiare accanto a Teti.
La guerriera aprì gli occhi e dolcemente l’avvolse nella sua mantella per riscaldarla.
Si addormentò subito.

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