Archive for novembre, 2017


Alioth ψ Il Regno – 45

Cavalcavano ormai da ore, il sole era tornato ad emettere i suoi pallidi raggi. Il nemico sembrava scomparso.
Altea osservava Kahel, era molto pallido e la spalla doveva dolergli ancora molto, anche se lui non lo dava a vedere.
I cavalieri erano stanchi ed avevano bisogno di riposare nel calore confortevole di un letto.
Emantus fermò il proprio cavallo.
– Cosa c’è?- chiese Altea
– Non capisco. Dovremmo essere arrivati –
Davanti a loro c’era solamente la nuda roccia e qualche cespuglio.
Proprio su uno di questi cadde l’attenzione di Emantus, era forse il più grande.
Iniziò a spostare gli intricati e pungenti rami.
– E’ qui! – gridò.
I soldati scesero da cavallo e si avvicinarono, era un passaggio assai stretto ed alto. Gli animali ci passarono a fatica.
Il sole illuminò il tragitto solo per un breve tratto, la strettoia si allargò dolcemente.
I cavalieri piombarono nella più nera oscurità.
Camminavano uno vicino all’altro, toccandosi ogni tanto per aver la certezza di non esser soli. Riuscivano a scorgere a malapena la torcia di legno costruita da Altea. Sembrava che l’oscurità ingoiasse tutto ciò che tentava di brillare al suo interno.
Un nauseante odore di putrefazione avvolse la compagnia. Danae e Teti si fermarono perché ebbero dei conati di vomito. Alyah si bloccò dietro Teti, fermando la fila. Michael le posò una mano sulla schiena ed avvicinò il viso all’orecchio di lei.
– Qualcosa non va? – chiese
– Se ti dicessi di no, sarebbe una bugia – rispose.
Teti si sentì meglio e ripresero a camminare.
Tmolus ed Araxe chiudevano la fila. Ogni tanto si voltavano di scatto cercando di scorgere delle ombre nel buio. Niente. Eppure udivano chiaramente dei passi dietro di loro.
– Non vi conviene voltarvi. Non so cosa potrebbe accadervi – disse Emantus che era vicino a loro.
Da quel momento in poi nessuno osò più voltarsi, anche se dietro di loro i rumori aumentavano considerevolmente col passare del tempo.
Zoccoli di cavalli ed armature. Si era il loro suono, lo riconoscevano.

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Alioth ψ Il Regno – 44

I turni di assistenza e di vedetta durarono fino al mattino.
– Alyah – Altea le toccò dolcemente la spalla – E’ finita la medicina. Cosa dobbiamo fare? –
Alyah si alzò dolorante e assonnata, si diresse accanto al guerriero.
Poggiò la mano sulla sua fronte.
Era fresca.
– Non ha più febbre –
– Ho fame – disse con un filo di voce Kahel aprendo gli occhi.
– Come ti senti? – Altea si inginocchiò accanto a lui.
– Mi fa male dappertutto, mi avete picchiato nel sonno? –
– Sta proprio bene! – rise Teti portandogli una ciotola della zuppa.

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– Cosa facciamo ora? – chiese preoccupato Michael guardando con la coda dell’occhio Kahel che lentamente mangiava.
– Non possiamo risalire la montagna e nemmeno scendere a valle – disse Altea – Kahel è debole, non può affrontare il freddo – poi rivolgendosi ad Emantus – Cosa facciamo? Non esiste un’altra strada? –
– Si, ma … –
– Ma cosa? – chiese esasperata.
– Ci sarebbe un passaggio che attraversa la catena. Ma è abitato dagli spiriti. –
Altea osservò incuriosita il principe. Spiriti?? Siamo braccati da esseri umani reali e armati e mi dovrei preoccupare di assurde superstizioni?
– Passeremo di lì – affermò con decisione – Spiriti! Cosa vuoi che ci facciano? –
Emantus si sentì preso in giro.
Altea non poteva capire cosa erano le Grotte degl’inferi, non le aveva mai viste.
Non aveva mai sentito le urla dei morti che vi abitavano, non aveva mai provato il senso nauseante del vuoto.
Lui sapeva bene cosa lì avrebbe attesi al di là dell’entrata: l’Inferno dei condannati.
Di coloro che non potevano morire, che erano costretti a camminare su questa terra fino all’arrivo del loro Re.

Alioth ψ Il Regno – 43

Aron, Araxe e Michael cercarono di accendere del fuoco con quello che avevano a disposizione nelle loro sacche. Tmolus ed Emantus prepararono qualcosa con le provviste.
Presto Alyah fece ritorno reggendo tra le mani delle piantine gelate.
Il fuoco era già acceso e su di esso vi era una pentola che ribollendo emetteva un delicato profumo di zuppa di patate.
Prese una ciotola ed iniziò a pestare le foglie raccolte, vi unì delle bacche nere che teneva nella sua sacca appesa alla cintola. Amalgamò il tutto. Prese poi delle altre foglie secche e le mise a bollire sul fuoco con un po’ d’acqua. Lo diede ad Altea che lo fece bere a Kahel, il quale non aveva ancora aperto gli occhi.
Alyah si strappò un pezzo di stoffa dai suoi abiti di cambio e chiese ad Aron di mettere l’amico a torso nudo. Poi con l’impasto che aveva preparato lo medicò.
– Starà meglio? – chiese preoccupata Altea.
– Si. E’ di costituzione robusta. Passata al notte la febbre dovrebbe scendere. Si risveglierà un po’ dolorante. – la rassicurò.
Seduti in circolo al fuoco, i guerrieri mangiarono la zuppa in silenzio temendo le sorti della missione.
Stanchi si addormentarono tutti, tranne Alyah che vegliava sul malato, Michael ed Araxe che facevano il turno di guardia.
Alyah stava cambiando la benda bagnata sulla fronte di Kahel. Prese nuovamente la ciotola e gli preparò un nuovo composto da bere. Doveva somministrargliene una certa dose ogni ora.
Michael le si avvicinò: – Come va? – chiese sottovoce.
– Bene la febbre e scesa. – soffiò sulla ciotola bollente e gli fece scivolare qualche goccia del liquido tra le labbra dischiuse.
– Dove hai imparato a preparare medicinali? –
– Al tempio. Fa parte dell’educazione di una sacerdotessa conoscere le piante e le loro capacità – soffiò nuovamente sulla ciotola.
– Devi riposarti. Non sei abituata a certi sforzi – notò Michael osservando le occhiaie bluastre della ragazza.
– Hai ragione – in quel momento Aron le si avvicinò e allungò la mano per prendere la ciotola – Tieni.- gli sorrise Alyah – Dagli qualche goccia di questo ogni ora, fin quando sarà terminato. Poi chiamami – e si andò a sdraiare accanto a Teti.
La guerriera aprì gli occhi e dolcemente l’avvolse nella sua mantella per riscaldarla.
Si addormentò subito.

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