Era già pomeriggio quando smise di piovere.
Alyah sentiva il freddo dei vestiti bagnati trafiggerle la pelle.
Non era abiutata ad andare a cavallo per così tante ore, sopratutto se inseguiti.
Aveva dolori ovunque, persino in muscoli che non pensava di avere.
Altea decise di fermarsi.
Erano tutti stanchi e i segugi li avrebbero rintracciati comuque seguendo il loro odore.
Probabilmente li avevano distanziati parecchio e la pioggia doveva avergli fatto perdere la pista da seguire, pertanto potevano concedersi una sosta.
Si tolsero gli indumenti bagnati, regalo di Mauritius, e li stesero.
Alyah costatò che i sacchi legati ai cavalli erano ben impermeabilizzati perchè la sua veste era perfettamente asciutta.
Uscì dagli alberi dove si era nascosta per cambiarsi e raggiunse gli altri seduti al sole.
Michael e Teti le fecero spazio su un tronco e si sedette tra di loro chiudendo gli occhi e volgendo lo sguardo al sole.
In perfetto silenzio tutti assaporavano questo momento di pace.

Le montagne erano assai vicine, prima di sera le avrebbero raggiunte.
Altea aveva pensato di passare la notte ai piedi dei monti per poi ripartire all’alba, riposati e rinfocillati.
Non poteva sapere che i nemici erano più vicini di quanto pensasse.

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