Sorella.
Qualcosa nella mente di Esperia stava cercando di riaffiorare.
Un ricordo dimenticato.
Sepolto.
Avvolto nella nebbia.
Aveva cancellato i ricordi riferiti a sua madre perché erano troppo dolorosi.
Sapeva che era morta di una malattia incurabile.
Quel periodo di lutto fu devastante per lei, suo padre era carico di tristezza e lei lo sentiva così lontano, perso nel suo dolore.
Si era sentita sola.
Poi ad un tratto ricordò.
Le fece male il petto tanto fu forte il farsi strada del ricordo nella sua piccola anima.
Stava piangendo.
Non aveva più che tre o forse quattro anni.
Sua mamma urlava e tutti correvano fuori e dentro dalla sua stanza.
Era giunto anche il Sacerdote Crise con due Sacerdotesse.
Poi il silenzio rotto soltanto da un vagito e dal pianto sommesso di donne.
Si ricordò di essersi affacciata alla camera e di aver visto Crise stringere un bimbo tra le braccia. Poi un’ancella in lacrime l’aveva portata in camera sua.
Aveva una sorella?
Sua madre era morta dando alla luce sua sorella?
Perché suo padre non glielo aveva mai detto?
Non era figlia sua? Era illegittima?
Dov’era stata in tutto questo tempo sua sorella?
Dove l’aveva portata Crise?
E perchè ora volevano catturarle entrambe?

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