– Mi dispiace per la scarsità della carne nei piatti, ma purtroppo ci dobbiamo arrangiare con quello che rimane – disse l’Oste mentre ritirava i piatti vuoti.
– Non si deve scusare, era tutto squisito! –  Araxe gli sorrise massaggiandosi lo stomaco.
L’omino orgoglioso si ritirò in cucina.
– Venite – fece gesto Emantus di seguirlo. Entrarono così in una stanzetta attigua, molto riservata e carina. Si accomodarono sulle poltrone presenti per discutere della situazione.
– Ora dovremmo superare le montagne. Da lì in poi il territorio mi è sconosciuto – disse Emantus sospirando.
– Non potete! – la voce stridula dell’oste li fece saltare, Altea si portò la mano sulla sinistra in cerca di una spada fantasma, avevano lasciato le armi in camera. Si tranquillizzarono quando videro il viso paonazzo dell’uomo.
– Come vi stavo dicendo: non potete attraversare i monti. Il valico è controllato dalle guardie di Borea. L’unica cosa che potete fare è scalarle, ma ora sta nevicando… –
– Dobbiamo scalarle quindi, non abbiamo altra scelta – disse Altea
– Allora vi procurerò degli abiti più pesanti … –
– Grazie lei è fin troppo gentile – disse Alyah
L’uomo annuì e uscì dalla stanza urlando comande ai suoi servi.
Stanchi i guerrieri decisero di andare nelle proprie camere e lì crollarono in un profondo sonno ristoratore.

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