– Kahel – Michael spronò il suo cavallo avvicinandosi – Mi sembra che siamo già passati di qui. Quell’albero dal tronco nodoso che sembra un volto, sono sicuro è già la terza volta che lo vedo. –
– Hai ragione, meglio se avviso Altea –
Si avvicinò al suo capitano, che pensieroso osservava il terreno.
– Altea… stiamo girando nello stesso punto da molto tempo –
– Lo so. Ho provato a prendere diverse strade, segni di zoccoli sul terreno non ce ne sono. Siamo già passati da qui eppure è come se non fosse così –
Alyah udì il discorso dei due guerrieri. Fermò il proprio cavallo e scese. Si guardò intorno finchè non sentì il conosciuto brivido sulla pelle. Individuò la grande quercia segnalata da Michael poco prima, era lei che le trasmetteva quella sensazione.
Si avvicinò, sospirò lentamente e appoggiò la mano sul tronco. Percepiva come una lieve vibrazione sotto il palmo. Il solletico aumentò di intensità e iniziò a risalire sul braccio fino a giungere alla spina dorsale, un sapore metallico le invase la bocca, chiuse gli occhi.
– Fermatevi e state zitti – li avvertì Teti.
Tutti si fermarono osservando Alyah. Non capivano cosa stava accadendo.
Fu allora che Alyah si voltò, senza staccare la mano dal tronco. I suoi occhi da castani erano diventati verdi, la pupilla era del tutto scomparsa e il suo viso era bianco.
Michael istintivamente scese da cavallo e fece per avvicinarsi, Teti lo bloccò.

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