Alioth ψ Il Regno – 28

Emantus accarezzò il collo del suo destriero, poi ritornò a guardare Alyah che osservava la foresta.
Era molto diversa dalla sua Esperia. I suoi capelli erano più chiari ed era più minuta. Esperia era solo di qualche anno più grande e, sia fisicamente che mentalmente, era già una donna. Alyah in confronto sembrava una fragile fanciullina. Eppure aveva qualcosa che ad Emantus sfuggiva. Dietro a quello sguardo si nascondeva una donna completamente diversa da come gli appariva, era una sensazione troppo forte per essere solo frutto di fantasie.
I cavalli iniziarono a nitrire e scalciare. Erano nervosi.
– Non mi piace – disse Teti avvicinandosi a Tmolus – Sembra quasi che qualcuno ci stia spiando –
Lui si guardò attorno. Era vero: qualcuno, certamente non umano, li stava spiando.
Emantus si accorse dell’apprensione del gruppo e cercò di distoglierli dal racconto della foresta.
– Prima di sera dovremmo essere usciti di qui. Ci riposeremo in un piccolo ostello gestito da un mio caro amico –
– Sei sicuro che ci sia da fidarsi? – chiese Altea a bassa voce per non farsi sentire anche dagli altri
– Si. Mi sono sempre recato da lui durante le mie escursioni. Preferivo passare inosservato e lui, anche se mi aveva riconosciuto, non ha mai tradito il mio segreto. L’unico problema è che la locanda potrebbe esser stata abbattuta –
Più distante Alyah trottava in silenzio cercando di recepire i loro discorsi. Dietro di lei, Kahel e Michael preoccupati osservavano il paesaggio che si era fatto assai cupo e silenzioso.
Era di nuovo calata la nebbia. Presto sarebbe scesa la notte e quel posto li metteva in agitazione.

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