I raggi del sole quasi non filtravano tra gli altissimi alberi.
Sul sentiero che stavano percorrendo vi erano numerosi funghetti e qualche fiorellino autunnale. Il bosco stava già iniziando il suo riposo invernale.
Alyah spronò il proprio cavallo e si avvicinò ad Emantus.
– Come mai conoscete così bene questi territori? –
– Mia madre era nativa di Hesoid e spesso noi due venivamo qui in visita. Ci sono tornato per qualche anno ancora dopo la sua morte. Questi luoghi mi ricordano moltissimo la mia infanzia –
Alyah lo osservò attentamente. Sperava che conoscendo qualcosa sul futuro marito di sua sorella potesse scoprire qualcosa di lei. In effetti Esperia era una perfetta sconosciuta, tutto quello che poteva sapere lo aveva ascoltato dai racconti delle fanciulline del tempio. Esperia veniva raramente al tempio e in tutti quei rari casi non si erano mai parlate.
Un passero prese il volo proprio sopra le loro teste.
– Come mai questa foresta viene chiamata Foresta Viva? –
– Voci di popolo dicono che questi alberi si muovano, che siano in grado di disperdere i viandanti e che abbiano rapito delle persone che tentavano di avventurarsi nel loro piccolo regno. Ma è solo una leggenda –
– Sai, credo che sia meglio ascoltare queste leggende. Guarda cosa ha fatto una di queste a me ed Esperia –
Emantus la fissò sgomento per un attimo. Era vero.
Prima di partire per la missione di salvataggio il Re gli raccontato la verità sulle due sorelline.
Lo stupiva il fatto che Re Atamante si fosse fatto portar via una figlia per inseguire una chimera.
Eppure Sua Maestà era un uomo intelligente e saggio. Aveva partecipato a molte guerre… doveva esserci una base di verità in quella leggenda, altrimenti lui non le avrebbe mai divise. Sopratutto dopo la morte dell’amata consorte.

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