Archive for aprile, 2017


Alioth ψ Il Regno – 30

Con voce tremante e gutturale Alyah iniziò a parlare, sembrava faticasse molto.
– Andatevene… non vi vogliamo nel nostro territorio-
Teti, abituata alle trance della ragazza, si fece avanti e con un tono di voce molto basso ma deciso chiese:
– Chi siete? –
– Gli spiriti di questa Foresta. Abitiamo in questo territorio da secoli… non vogliamo essere disturbati! –
– Ci dispiace di essere entrati nel vostro territorio, ma noi eravamo in pericolo e non avevamo altra scelta –
– Andatevene! –
– Lo avremmo già fatto se voi non ci facevate perdere l’orientamento –
– Noi vi faremo uscire da qui solo se vi disarmerete! –
– Non possiamo. Altri uomini ci stanno seguendo e noi non potremmo difenderci senza armi!-
– Combattere… siete nuovamente in guerra umani? –
– Si. E da molti anni –
– Il tempo non è importante per noi. Il cuore di questa fanciulla è luminoso, dovreste ringraziarla, è merito suo se vi lascerò andare. In cambio però vi chiedo di seminare questa ghianda al termine della Foresta. –
Alyah si inginocchiò, senza perdere il contatto col tronco, raccolse qualcosa tra le radici dell’albero. Poi senza più forze svenne.
Michael, che si trovava vicino a lei, la prese tra le braccia. Teti si avvicinò a lui.
– Non preoccuparti sta bene. E’ normale che sia svenuta, si riprenderà presto. –
Lo aiutò a salire sul cavallo con lei in braccio.
– Andiamo – continuò Teti – Vedrete che ora usciremo da qui – e prese le redini del cavallo di Alyah.
Altea la guardò, era dubbiosa e un po’ confusa. Non aveva ben compreso l’accaduto. Era la prima volta vedeva una cosa del genere.
Ripresero il cammino. Nessuno parlò.

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Alioth ψ Il Regno – 29

– Kahel – Michael spronò il suo cavallo avvicinandosi – Mi sembra che siamo già passati di qui. Quell’albero dal tronco nodoso che sembra un volto, sono sicuro è già la terza volta che lo vedo. –
– Hai ragione, meglio se avviso Altea –
Si avvicinò al suo capitano, che pensieroso osservava il terreno.
– Altea… stiamo girando nello stesso punto da molto tempo –
– Lo so. Ho provato a prendere diverse strade, segni di zoccoli sul terreno non ce ne sono. Siamo già passati da qui eppure è come se non fosse così –
Alyah udì il discorso dei due guerrieri. Fermò il proprio cavallo e scese. Si guardò intorno finchè non sentì il conosciuto brivido sulla pelle. Individuò la grande quercia segnalata da Michael poco prima, era lei che le trasmetteva quella sensazione.
Si avvicinò, sospirò lentamente e appoggiò la mano sul tronco. Percepiva come una lieve vibrazione sotto il palmo. Il solletico aumentò di intensità e iniziò a risalire sul braccio fino a giungere alla spina dorsale, un sapore metallico le invase la bocca, chiuse gli occhi.
– Fermatevi e state zitti – li avvertì Teti.
Tutti si fermarono osservando Alyah. Non capivano cosa stava accadendo.
Fu allora che Alyah si voltò, senza staccare la mano dal tronco. I suoi occhi da castani erano diventati verdi, la pupilla era del tutto scomparsa e il suo viso era bianco.
Michael istintivamente scese da cavallo e fece per avvicinarsi, Teti lo bloccò.

Alioth ψ Il Regno – 28

Emantus accarezzò il collo del suo destriero, poi ritornò a guardare Alyah che osservava la foresta.
Era molto diversa dalla sua Esperia. I suoi capelli erano più chiari ed era più minuta. Esperia era solo di qualche anno più grande e, sia fisicamente che mentalmente, era già una donna. Alyah in confronto sembrava una fragile fanciullina. Eppure aveva qualcosa che ad Emantus sfuggiva. Dietro a quello sguardo si nascondeva una donna completamente diversa da come gli appariva, era una sensazione troppo forte per essere solo frutto di fantasie.
I cavalli iniziarono a nitrire e scalciare. Erano nervosi.
– Non mi piace – disse Teti avvicinandosi a Tmolus – Sembra quasi che qualcuno ci stia spiando –
Lui si guardò attorno. Era vero: qualcuno, certamente non umano, li stava spiando.
Emantus si accorse dell’apprensione del gruppo e cercò di distoglierli dal racconto della foresta.
– Prima di sera dovremmo essere usciti di qui. Ci riposeremo in un piccolo ostello gestito da un mio caro amico –
– Sei sicuro che ci sia da fidarsi? – chiese Altea a bassa voce per non farsi sentire anche dagli altri
– Si. Mi sono sempre recato da lui durante le mie escursioni. Preferivo passare inosservato e lui, anche se mi aveva riconosciuto, non ha mai tradito il mio segreto. L’unico problema è che la locanda potrebbe esser stata abbattuta –
Più distante Alyah trottava in silenzio cercando di recepire i loro discorsi. Dietro di lei, Kahel e Michael preoccupati osservavano il paesaggio che si era fatto assai cupo e silenzioso.
Era di nuovo calata la nebbia. Presto sarebbe scesa la notte e quel posto li metteva in agitazione.

Alioth ψ Il Regno – 27

I raggi del sole quasi non filtravano tra gli altissimi alberi.
Sul sentiero che stavano percorrendo vi erano numerosi funghetti e qualche fiorellino autunnale. Il bosco stava già iniziando il suo riposo invernale.
Alyah spronò il proprio cavallo e si avvicinò ad Emantus.
– Come mai conoscete così bene questi territori? –
– Mia madre era nativa di Hesoid e spesso noi due venivamo qui in visita. Ci sono tornato per qualche anno ancora dopo la sua morte. Questi luoghi mi ricordano moltissimo la mia infanzia –
Alyah lo osservò attentamente. Sperava che conoscendo qualcosa sul futuro marito di sua sorella potesse scoprire qualcosa di lei. In effetti Esperia era una perfetta sconosciuta, tutto quello che poteva sapere lo aveva ascoltato dai racconti delle fanciulline del tempio. Esperia veniva raramente al tempio e in tutti quei rari casi non si erano mai parlate.
Un passero prese il volo proprio sopra le loro teste.
– Come mai questa foresta viene chiamata Foresta Viva? –
– Voci di popolo dicono che questi alberi si muovano, che siano in grado di disperdere i viandanti e che abbiano rapito delle persone che tentavano di avventurarsi nel loro piccolo regno. Ma è solo una leggenda –
– Sai, credo che sia meglio ascoltare queste leggende. Guarda cosa ha fatto una di queste a me ed Esperia –
Emantus la fissò sgomento per un attimo. Era vero.
Prima di partire per la missione di salvataggio il Re gli raccontato la verità sulle due sorelline.
Lo stupiva il fatto che Re Atamante si fosse fatto portar via una figlia per inseguire una chimera.
Eppure Sua Maestà era un uomo intelligente e saggio. Aveva partecipato a molte guerre… doveva esserci una base di verità in quella leggenda, altrimenti lui non le avrebbe mai divise. Sopratutto dopo la morte dell’amata consorte.

aquilonedipensieri

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