Rimasta sola nei propri pensieri Alyah osservava l’orizzonte. Il sole stava sorgendo.
In lontananza notò una grande massa scura in avvicinamento. Si alzò in piedi per vederla meglio. Terra.
Slegarono i cavalli dall’albero maestro. Cercarono di calmarli, e silenziosamente scesero dalla nave. Avevano attraccato vicino agli scogli, con la vana speranza che nessun nemico notasse l’imbarcazione deserta.
Emantus si propose come guida in quelle terre a lui note. Decisero di non seguire le vie conosciute ma di passare tra i boschi, camminando a piedi. Dovevano esserci degli accampamenti nemici in quei territori.
Kahel si avvicinò ad Altea che camminava accanto ad Emantus.
– Altea –
– Cosa c’è ?-
– Qualcosa. c’è troppo silenzio –
– Si l’ho notato anch’io. Non si sentono neppure gli uccelli cantare –
– C’è qualcuno ! – urlò Teti che chiudeva la fila con Danae – Ho visto qualcosa muoversi tra i cespugli, ma non era umano. Poteva anche trattarsi di qualche animale selvatico –
Altea si diresse dove le indicava Teti.
– Sono impronte di cane. E’ meglio muoversi, l’accampamento deve essere qui vicino-
Salirono sui cavalli e li spronarono. Emantus decise di passare attraverso la Foresta Viva.
Se era il nemico che li pedinava non si sarebbe mai inoltrato in quella zona. In effetti nemmeno i suoi compagni di viaggio avrebbero scelto quella via, se solo avessero saputo.
Rallentarono la corsa dei loro destrieri: erano entrati nella foresta.

Annunci