Alyah si svegliò di colpo con la sensazione di cadere, non riconobbe subito dove si trovava. Il cuore le batteva forte nel petto. Poi sentì un respiro ritmato accanto e riconobbe Altea che dormiva.
Era troppo nervosa per riuscire a riposare.
Decise di uscire fuori all’aria aperta.
Faceva molto freddo e sì pentì subito di aver lasciato la mantella giù.
– Fa freddo vero? – era Aron col suo sguardo dolce e comprensivo, la sua presenza riusciva ad infondere pace e calma anche a lei che lo conosceva da poco. Era avvolto nel suo caldo mantello e faceva il suo turno con Michael. Quest’ultimo si avvicinò a loro.
Michael le faceva uno strano effetto. Completamente diverso da Aron. Un po’ la inquietava quel suo modo di studiarla e quello sguardo le trapassava l’anima.
– Già, ma non ce la facevo più a stare là sotto. Dovevo respirare. – sorrise ad Aron.
– Siete preoccupata per il viaggio – disse Michael. Voleva essere una domanda, ma gli uscì un affermazione
– Si. Ma per favore datemi del tu –
Lui le sorrise e le mise il proprio mantello sulle spalle.
– Grazie –
Annuì e poi si voltò a controllare l’altro guerriero che era vicino al timone e parlava col comandande del veliero.
Alyah cercò di ricordare il suo nome… Araxe, ma non era certa.
– Ti facciamo compagnia – le disse Aron – Se non ti disturbiamo –
– No figurati –
Michael guardò la pallida fanciulla. Lo incuriosiva il fatto che lei fosse l’Oracolo. Era in conflitto con le emozioni che le suscitava ora questa fanciulla e quelle legate ai suoi ricordi di quando andava a pregare al tempio e la vedeva.
Ora che l’aveva conosciuta come persona non riusciva proprio ad immaginare come poteva essere la sua vita. Si vergognava a porre quella domanda che trovava stupida. Ma, come gli capitava spesso, la curiosità vinse.
– Cosa fa di preciso un Oracolo? –
Alyah lo guardò in silenzio per un attimo. Temette di averla offesa e stava per chiedere scusa quando lei rispose.
– Ascolta con molta attenzione ciò che il mondo attorno a lei cerca di dire. Tutti sono così impegnati nel loro lavoro, o a rimurginare sui propri problemi, tanto da non accorgersi di quello che gli sta intorno. E spesso la risposta alle loro domande si trova proprio lì, solo che non la vedono. Noi ci impegniamo ad ascoltare ed a riferire ciò che ci viene detto alle orecchie chiuse –
– Quindi chiunque può diventare un Oracolo?-
– Mmmm… Credo di si. Con molto studio e sacrificio. Come per tutte le cose. Siamo tutti uguali dopotutto. Principesse, guerrieri, sacerdotesse, pescatori, siamo solo persone –
Michael a quel punto si voltò verso Aron e con tono ironico lo prese in giro.
– Capito amico mio? Non c’è nessuna differenza… Anche se è il tuo comandante vi potete sposare benissimo!–
Aron, visibilmente arrabbiato, si alzò di scatto e raggiunse Araxe al timone. Il quale, avendo ascoltato tutto il discorso, rideva.
– Si arrabbia sempre quando tocco questo argomento – spiegò Michael ad Alyah – Non mi tiene il muso a lungo. Lo sa che ho ragione. Si deve muovere o la perderà –
Si alzò e raggiunse i due guerrieri. Alyah lo seguì con lo sguardo. Era bello vederli così uniti, sembravano una grande famiglia. Quella che lei aveva sempre desiderato e mai avuto. Crise l’aveva allevata, ma mai aveva dimostrato affetto verso di lei. Era stato molto duro e l’aveva sottoposta a tante prove, sia fisiche che mentali. Solo Teti si era sempre dimostrata un’ottima amica. Le altre sacerdotesse erano troppo impegnate nei loro compiti per occuparsi di lei, ed infine erano stata mandate nei regni in difficoltà. Le piccole apprendiste la consideravano una Grande Sacerdotessa e perciò le portavano rispetto ed erano intimorite dalla sua presenza.
Lei era sempre stata sola.

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