Alioth ψ Il Regno – 23

@ immagine presa dal web
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Con una piccola imbarcazione, adatta alla navigazione del fiume, i guerrieri erano giunti alle foci. Ora dovevano prendere la nave che li attendeva in porto e salpare senza equipaggio.
Era già pomeriggio inoltrato e la loro speranza era di raggiungere il mare aperto, dove si erano svolti gli scontri, già con l’ausilio delle tenebre.
Là tra i flutti, Alyah ed Emantus cercavano di giungere indenni ai confini estremi di quella che era chiamata la terra di Hesoid.
– Se riusciamo ad attraccare qui – Altea indicò con l’indice un punto sulla cartina, la punta estrema del continente – potremo sperare di non essere visti, ormai si è alzata la nebbia e questo dovrebbe favorirci – poi rivolgendosi ad Emantus – Voi conoscete bene questo regno, vero? –
– Si dovremmo passare le montagne per giungere nella Foresta Nera, ma il problema principale è che non conosciamo quale dei due castelli è nelle mani di Borea. Fino a poco tempo fa ci era giunta voce che il piccolo castello tra i monti resisteva ancora agli assalti… ma ora non abbiamo più loro notizie. Esperia potrebbe trovarsi lì, se questo è stato conquistato –
– No. Io credo di sapere dove si trova Esperia – disse Alyah intromettendosi nel discorso
– La notte in cui è stata rapita, ho sentito il suono di un corno. Mi ricordo che in uno dei tanti racconti di Crise si parlava di mostruose creature alate che venivano richiamate da quel particolare suono. Tali bestie hanno i loro nidi nei monti vicini al castello di Afrantus. –
– Allora sarà là che ci dirigeremo – affermò con decisione Altea
– Bisogna stare attenti al suono di quel corno – continuò Alyah – Si dice che nessuno sia in grado di ascoltarne il grido senza soffrirne –
– Principessina, noi siamo guerrieri non certo fanciulline sprovvedute e frignanti, non sarà il suono di un conro a farci paura – disse Tmolus strizzando l’occhio ai compagni e scoppiando in una fragorosa risata.

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