Alioth ψ Il Regno – 20

@Lodoss war

Esperia non riusciva a credere di essere ancora viva.
Ricordava Eride, il suo viso sfigurato come un demone, poi quell’orribile suono, un dolore alle costole improvviso, e il buio.
Si affacciò ad una piccola finestra e, da quel poco che vedeva, si trovava in una torre.
Il paesaggio era assai triste e desolato, l’inverno in quelle terre era già inoltrato e gli alberi alzavano i loro rami spogli al cielo con la speranza di ricevere un po’ di sole.
Non vedeva nessun villaggio nelle vicinanze.
La porta si aprì.
Esperia spaventata si girò di scatto temendo per la propria vita.
– Vedo che vi siete svegliata –
A parlare fu un uomo molto alto e imponente. Indossava un’armatura nera con stemmi insoliti e a lei sconosciuti. Il suo mantello era anch’esso nero e giungeva fino a terra, strisciando sul pavimento per qualche centimetro. Sul lato destro dell’armatura vi era attaccata una guaina e al suo interno vi era una spada di proporzioni più grandi del normale. Era mancino.
– Chi siete? Cosa volete da me? – chiese con voce tremante. Era stata rapita, perchè?
– Povera piccola ingenua principessa. Davvero non sapete chi sono io? Io sono il sottocomandante di Caos, Io sono Borea il vento del Nord. – i suoi occhi brillavano di una luce fredda – Voi siete in uno dei castelli di Re Arge e vi rimarrete fin quando vostra sorella non uscirà allo scoperto –
Fece un inchino e se ne andò chiudendo la porta a chiave e lasciando la povera Esperia sola e confusa.
Sorella? Lei era figlia unica. Possibile che avessero rapito la persona sbagliata?
Iniziò a piangere a pregare sperando che il suo adorato Emantus la liberasse da quell’assurda prigionia.

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