Alioth ψ Il Regno – 12

Le torce illuminavano i giardini del castello.
L’aria pungente della notte pizzicava il viso sudato di Altea.
Correva. Correva verso l’origine di quel suono.
Esperia non era stata trovata nelle sue stanze.
Altea sapeva. Lo sapeva con una certezza che faceva male. La cassa toracica schiacciata da quel peso.
Lo sapeva. L’aveva sempre saputo. Era Eride la traditrice. Eppure l’aveva negato.
Per orgoglio. Perchè non poteva accettare che i suoi cavalieri potessero tradirla.
Un rumore.
Altea si bloccò. Lentamente sguainò la spada.
Eccola.
Eride usciva dall’ombra di una siepe camminando a testa bassa. I capelli ramati arruffati scendevano fino ai suoi fianchi.
Spada in mano, con la punta verso terra.
– Perchè? Eride perché ci hai tradito ? Il Giuramento di Fedeltà non ha alcun valore per te ? – disse con tono duro Altea.
Eride alzò la testa. Lentamente.
– Lui è il più forte. Mi darà potere e gloria –
– Non meriti il grado che porti traditrice ! – Altea si scagliò su di lei ferendola ad un braccio. Ma nonostante il dolore Eride si batteva bene. Troppo per lei. Altea si allenava giornalmente coi suoi soldati. Conosceva tutti i loro punti di forza e anche le loro debolezze. Eppure la donna che aveva davanti la stava sorprendendo. Era Eride, ma non era lei. I suoi occhi erano assetati di odio. E brillavano al buio. Come gli occhi di un predatore notturno.

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