Alioth ψ Il Regno – 05

Una figura attraversava a passo spedito i corridoi della reggia.
I capelli color fuoco riflettevano il chiarore delle torcie.
Le guardie, poste a sorveglianza della sala del trono, piegaro il capo in segno di rispetto mentre lei, fiera, le superava e si inginocchiava davanti al suo Re.

Altea era una donna assai bella, di carattere forte ed altero. Aveva ereditato dal padre non solo gli occhi color cenere ma anche l’aggressività e la determinazione necessarie al comando.
Erano lontani i tempi in cui prendeva lezioni da spadaccina mentre suo padre combatteva in mare. Non l’avrebbe ammesso mai, ma gli mancava. Erano dieci anni che era morto in battaglia.
Alzò il viso e fissò sua Maestà con sguardo penetrante.
– Comandante, vi ho fatto chiamare perché desidero aumentare la sorveglianza di mia figlia –
– Maestà, la principessa possiede già due ottime guardiane – rispose Altea contraendo i muscoli della mascella.
– Lo so, non ho nulla da dire sul loro operato. Ho ricevuto notizie che mi fanno temere per la sua incolumità. Notizie allarmanti di un traditore al castello –
– Sarà fatto come volete – Altea abbassò il capo in segno di ubbidienza, le nocche divenerro bianche tanto strinse le ginocchia.
Attese il congedo di sua Maestà e si diresse verso la caserma.

Fece chiamare i suoi sottocomandanti da un servo.
– Nonostante la guerra che ci attanaglia sua Maestà vuole che io rinunci ad uno dei miei uomini per aumentare la scorta della principessa! – aveva compreso la preoccupazione del suo Re, ma non riusciva ad accettare la perdita di due braccia valorose per una principessina che lei riteneva superficiale e viziata.
– Comandante – irruppe Eride – Capisco il vostro risentimento, ma dopotutto lei è la nostra futura regina le dobbiamo rispetto ed ubbidienza. Se è in pericolo la dobbiamo difendere ad ogni costo. Io momentaneamente non sono assegnata a nessuna missione, se volete mi offro come volontaria –
– Se non sorgono obiezioni per me va bene – qualcosa nella mente di Altea le diceva di non fidarsi, che Eride non era sincera. Ma l’orgoglio prevalse su quel pensiero. I suoi cavalieri erano fidati. Li aveva scelti lei personalmente.

I cavalieri uscirono dalla sala lasciando soli Altea ed Aron, il suo braccio destro.
– Eride non è sincera. A lei è sempre piaciuto combattere, scagliarsi sul nemico. Non è adatta a fare da cagnolino alla principessa –
– Altea, cosa vorresti insinuare ? –
– E’ solo che… sua Maestà ha accennato ad un traditore – non voleva credere a quello che stava dicendo, era impossibile. Erano i suoi fidati guerrieri, avrebbe lasciato la sua vita nelle loro mani tranquillamente, sapendo di essere al sicuro. Erano la sua famiglia, i suoi amici e fratelli. No, non poteva esserci un traditore tra loro. Era assurdo.
– Altea, come puoi dubitare di uno di noi? – i suoi occhi scuri la fissavano con infinita dolcezza. Le parve di vedere una strana scintilla nel suo sguardo, no doveva essere un’illusione. La stanchezza e il bisogno di sentirsi rasserenata.
La presenza di Aron le era stata sempre di grande conforto, lui le era rimasto accanto dopo la morte del padre e l’aveva incoraggiata ad allenarsi e studiare per acquistare il grado di comandante. Era l’amico più caro che aveva, anche se non l’avrebbe ammesso mai. Si era sempre imposta di amare tutti i suoi guerrieri indistintamente, e lui di certo non avrebbe fatto eccezione.

Aelia

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3 pensieri su “Alioth ψ Il Regno – 05

  1. la storia prende corpo e si dimostra avvincente. Altea avverte qualcosa giustamente ma secondo me parla un po’ troppo e si fida un po’ troppo.
    Vediamo il seguito.

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