Migale 004

immagine presa dal web

Le cicale che stridono.
Il silenzio dell’appartamento.
Il sole che filtra dalle tapparelle.
La brezza che muove lentamente la tenda.
Pian piano mi assopisco.
Sento qualcosa che mi sfiora.
Mi muovo appena.
Il sonno sta calando su di me.
Un solletico sul braccio.
Socchiudo appena le palpebre.
Vedo qualcosa di colorato che si muove.
Un pezzo di stoffa.
Viene trascinato sul copriletto.
Apro gli occhi stordita.
Un ragno nero, grosso, peloso, sta trascinando pezzetti di stoffa.
Stoffa che appartiene ad un mio vestito.
Corre e salta giù dal letto e si infila nell’armadio.
Paralizzata.
Terrore.
Ribrezzo.
Devo fare qualcosa.
Il ragno esce di nuovo.
Salto giù dal letto e corro in anticamera.
Lui mi segue.
Brivido.
Prendo il catino azzurro dal bagno e lo lancio per catturarlo.
Lo colpisco e qualcosa si stacca dal suo corpo.
Sono terrorizzata.
Adesso tenterà di mordermi.
Dietro di me sento mia mamma entrare in corridoio:
E’ inutile che tenti di catturarlo. Quel ragno si è nutrito del mio sangue.
E’ come se fosse tua sorella
Apro gli occhi di colpo.
Il cuore in gola.
Le cicale che stridono.
Il silenzio.
Il sole che filtra tra le tapparelle.
E le tende che si muovono nella brezza.

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