Peli – 62 – Sephirot

– Tu non tornerai vero? – disse Luchiper.
Stupendo persino Sephirot. Parlava. Con la voce.
In quel momento i corpi di tutti erano sul pianeta, protetti dalla luce che li avvolgeva, inermi, come in coma.
Tutti quelli che aveva davanti a sé non potevano parlare con la propria voce, ma solo esprimersi col pensiero.
Perchè non avevano una voce. Erano privi di corde vocali.
Erano solo l’immagine del corpo che possedevano.
Luchiper no.
Sephirot lo guardò bene.
Lui era più solido. Il corpo non era un’immagine. Non era nemmeno materiale.
Era una via di mezzo. Possedeva una certa fisicità.
– No. Il mio compito è terminato – un dolore al petto.
Sephirot sentì le lacrime bagnarle gli occhi.
Guardò Luchiper che si avvicinava. Che saliva sulla pietra bianca.
Che la sfiorava. E lei sentiva il suo tocco.
Leggero.
Doveva lasciarlo? Dentro di lei c’era confusione.
Desiderava restare lì, a casa sua. Coi suoi genitori.
Eppure. Eppure. Non poteva lasciarlo.
Cosa doveva fare?
Come poteva?
Non vi era possibilità per loro.
Lei non poteva tornare su Peli.
– Lucipher – la voce le si spezzò – Ora dovete tornare –
Pian piano uomini e draghi iniziarono a dissolversi. A svanire.
Lucipher si piegò verso di lei. Sfiorò le labbra con le proprie e si dissolse.
Sephirot rimase a fissare il vuoto della sua presenza svanita.
– Complimenti mia cara – il suo maestro – Hai svolto magnificamente il compito assegnato –
Sephirot abbozzò un sorriso tra le lacrime che scendevano copiose.

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