Peli – 61 – Sephirot

L’aria era fresca.
Profumava di lavanda.
Il cielo terso di un azzurro indescrivibile.
Il prato era verde. Si. Come dovrebbe essere.
Eppure non era della tonalità a cui Lemure era abituata.
Intorno a lei vi erano migliaia di draghi e uomini.
Insieme.
Confusi.
Si guardavano gli uni con gli altri.
Dubbiosi e incerti.
Ma senza ostilità.
Poi un brivido la scosse.
Scosse tutti.
Perchè erano ancora uniti in quella strana condivisione di sensazioni e pensieri.
Si voltarono a guardare una grande pietra bianca.
Su di essa vi stava Sephirot.
Era lei ma non lo era.
Il suo sguardo era limpido. Sicuro.
Come se tutti i pezzi che le mancavano fossero tornati al loro posto.
Indossava una veste bianca. I piedi nudi. Una mantella rosso rubino sulle spalle.
Lemure si soffermò un secondo a pensare.
Sephirot era morta. Bruciata.
Erano nella casa del Saggio.
Come mai erano tutti lì?
Insieme?
Erano tutti morti?
– No – Disse Sephirot rispondendo al suo pensiero. Non sapeva come, ma era certa che lei leggesse i cuori di tutti.
– No – continuò – non siete morti. I vostri corpi si trovano esattamente dove li avete lasciati. Questo che vedete è il mio pianeta. E’ casa mia –
Mentre apriva le mani la mantella dietro alle sue spalle si aprì seguendo il movimento delle braccia.
Non era una mantella.
Erano Ali.
Ali rosse.
Ali piumate.
– Io mi chiamo Sephirot, della tribù degli Angel. Ad ognuno di noi viene assegnato un compito che ci permette di maturare e di entrare nell’età adulta. Io ho scelto di aiutare il vostro pianeta, come voi avete scelto me. Non ne eravate consapevoli. Succede sempre così. Quando un numero sufficiente di anime si risveglia dal torpore dell’incoscienza, quando raggiungono un livello di consapevolezza superiore, esse stesse mandano un messaggio di aiuto per risolvere i problemi del loro pianeta. E’ ciò che avete fatto voi. Voi che siete qui mi avete chiamata. Uomini e Draghi. Insieme. Perchè insieme desiderate porre fine a questa guerra. Io ho solo risposto al vostro richiamo scegliendo di venire sul vostro pianeta, ma per far si che io comprenda totalmente il vostro animo, nel momento stesso in cui ho toccato il suolo di Peli, ho scordato tutto. Chi ero, qual’era il mio compito. Ho dovuto ricominciare tutto entrando nei vostri panni. Sono stata un essere umano tra gli uomini e un drago tra i draghi. Il momento stesso del mio risveglio coincide col completamento della vostra preparazione. Siete voi gli artefici del vero cambiamento che avverrà da oggi in poi. Voi che mi avete chiamato, voi che mi avete accolto, voi che ora siete qui e state già desiderando di tornare indietro per mettervi all’opera. Vi sento – Sephirot sorrise.
Tutti annuirono.
Era vero. Pensò Lemure. Stava già pensando ad un futuro in comunione con gli esseri umani. Un futuro di pace, di crescita, di speranza.
Tra la folla un drago si fece avanti.
Un drago con due possenti ali nere.

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