Peli – 48 – Sephirot

– Sephirot è il mio nome –
Non riusciva ad addormentarsi. Osservò per un poco il temporale.
Si avvolse in uno scialle che aveva trovato nell’immenso armadio.
Si sedette davanti al camino.
Mentre dormiva qualche domestico doveva essersi preoccupato di tenerlo acceso.
Ripensò al sogno. Dettaglio per dettaglio.
Ogni volta che ripeteva il suo nome le mani si scaldavano e percepiva un formicolio sotto le spalle.
Doveva ricordare qualcosa di importante. Lo sentiva dentro di se. Ma la sua mente era ancora chiusa, ostile.
E il nome inciso sul medaglione? Era quello di sua madre?
Dove si trovava quel posto meraviglioso del sogno? In quale terra?
Aveva troppe domande e la testa confusa.
Non si accorse del tempo trascorso e si stupì quando bussarono alla porta per avvisarla che la colazione era stata servita.

Sephirot si fece aiutare dalla cameriera a vestirsi e lasciò che la pettinasse.
Come in uno stato di trance scese le scale e trovò Lucipher e il Saggio che l’attendevano.
– Buongiorno Angel – sorrise Lucipher.
– Il mio nome … il mio nome è Sephirot –

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– Dunque, cara mia, hai ricordato il tuo vero nome – il Saggio bevve un sorso di the – Ne sono felice, il risveglio sta procedendo velocemente –
– Quel luogo che ho sognato. Non ho visto nulla di familiare qui fino ad ora. Anche la casa. Persino il modo di vestire è completamente diverso –
– Non conosco i luoghi che hai descritto. Ma se quello che dicono le profezie è vero, tu mia dolce fanciulla, provieni dalle stelle-
Sephirot rimase senza parole con la tazza sospesa a mezz’aria.
Stranamente ciò che le aveva detto il Saggio non le sembrava assurdo. No. E questo la spaventò.

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