Profumo di lavanda.
Il lago dai mille colori.
Angel correva tra i fiori sbocciati. I colori così intensi, il profumo così avvolgente.
Era una bimba. I capelli lunghi e sciolti.
Indossava un vestitino leggero bianco, i piedi nudi sull’erba bagnata.
Era felice.
Le gote rosse per la corsa.
Dietro di lei le voci degli altri bambini.
– Sephy, Sephy! Aspetta! – e ridevano.
Era arrivata a casa.
Da fuori non si vedeva. Totalmente invisibile, immersa nel paesaggio e nella natura.
Vi entrò come se fosse una bolla di sapone.
Sua mamma era lì in piedi. Bellissima coi suoi capelli rosso acceso.
Si voltò sorridente verso di lei.
Teneva in mano un cristallo. Stava parlando con qualcuno ma appena la vide smise di farlo.
– Sephirot, bentornata –

Angel si svegliò nelle tenebre della notte col cuore che batteva forte. Era sudata.
Fuori imperversava il temporale. I fulmini illuminavano il cielo.
– Sephirot è il mio nome –

bolla

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