17lastella

Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga

Peli – 40 – Draghi

– Ci vuoi raccontare come hai conosciuto Lucipher? – Nanael sbirciò Angel attraverso il vapore che emanava la sua tazza di the.
– Nanael! Non mi sembra il caso! – Garuda allarmata quasi saltò sulla sedia.
Angel sorrise nel vedere l’espressione di Garuda.
Era dolce. Si preoccupava sempre dei sentimenti del prossimo. Costantemente alla ricerca di qualcosa per farla sentire a proprio agio.
Nanael invece aveva la lingua pronta, una mente spigliata e intelligente. Poco attenta agli aspetti sentimentali delle sue riflessioni.
Nonostante il dolore, provocato nel rievocare il ricordo di Dolores e dei bambini, Angel parlò.
E pian piano che lo faceva si sentiva più leggera, come se una parte di lei si stesse liberando di un grande peso.

I giorni passavano. Non ebbero notizie ne di Dagon ne del Saggio. Nanael e Garuda dovevano ormai rientrare al collegio. Angel rimase sola nella grande casa con Lemure.
Per passare il tempo si dedicò con lei alla cura del giardino. Mentre lavoravano Lemure iniziò a raccontarle la storia dei draghi e degli uomini.

All’inizio dei tempi, su entrambi i continenti regnavano solamente i draghi. Vivevano in pace e prosperità.
Una pestilenza sterminò quasi tutta la popolazione. Quella fu definita l’Epoca Nera.
Era un male terribile. I draghi perdevano la vitalità e morivano di stenti.
Fu proprio in quel periodo che apparvero i primi uomini.
All’inizio li scambiarono per draghi. Poi capirono che erano diversi.
Aumentarono di numero velocemente. Non si sapeva da dove provenissero.
Alcuni draghi iniziarono ad incolparli del male che li stava uccidendo.
Fu in quel remoto periodo che iniziò la Guerra.

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5 pensieri su “Peli – 40 – Draghi

  1. Una bella spiegazione del contrasto tra uomini e draghi. Come al solito gli eventi inspiegabili vengono attribuiti ai diversi, ai nuovi.

  2. O.T. non ho visto tracce della tela del ragnetto uscito dai tuoi fogli. Già distrutta?

  3. Peccato, i draghi son così belli.

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(perché un pendolare napoletano sa quando parte, ma non sa quando arriva)

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Fin dai tempi delle scuole medie, ho adottato un modo di alzarmi da letto la mattina senza che il peso del risveglio mi annientasse. Si tratta di una cosa semplicissima: come prima cosa al risveglio, penso a qualcosa di positivo che mi attende per la giornata. Niente di impegnativo, il pensiero può anche essere banale, ciò che conta è che mi dia il buonumore! Ho pensato di raccogliere i miei pensieri giornalieri in questo blog, un piccolo riassunto di piccole cose belle, a cui magari attingere nei periodi di affanno…

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