Peli -34 – Draghi

Lemure stava sorvolando l’oceano di ritorno da sua madre.
Era andata a trovare l’anziana che viveva su una delle piccole isole.
Osservava il riflesso del sole sulle onde. Era una giornata calda. Sentiva i raggi scaldarle le possenti ali.
Respirava il profumo di salsedine e ammirava i colori della natura.
L’azzurro del mare che sfumava in verde in alcuni punti. Il cielo che all’orizzonte si confondeva con l’oceano.
Chiuse gli occhi assaporando il vento sul viso.
Quando li riaprì scorse una barca in lontananza.
Una barca alla deriva. Sembrava che non vi fosse su nessuno.
Incuriosita virò verso di essa con un fluido movimento d’ala.
La barca non era vuota.
Una fanciulla vi era sdraiata dentro.
Era livida e coperta di sangue secco.
Il vestito strappato. I capelli arruffati.
Sembrava morta.
Lemure ispirò e sentì profumo di muschio e fiori.
L’odore del sangue e della sofferenza a stento ricoprivano quel profumo.
Rimase stupita.
Quella ragazza era viva e una grande forza doveva celarsi in lei per profumare così.
Si trasformò in umana e atterrò a gambe aperte sul bordo della barca.
Sembrava un drago. Ma non lo era.
Guardò il cielo.
Sospirò.
Divenne nuovamente drago e, tenendo la barca tra gli artigli, si alzò in volo.

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