Peli – 33 – Angel

Aveva la mente annebbiata. Non ricordava di esser stata fatta alzare con la forza dal suo giaciglio e di esser stata spinta in mezzo alla folla. I polsi incatenati. I capelli sporchi di sangue e terra.
Alzò gli occhi e si trovò davanti gli scalini di legno del palco. Non provava nulla.
Persino la paura l’aveva abbandonata.
Qualcuno sul palco parlava alla folla. Nelle orecchie Angel aveva solo il proprio cuore.
Non sentiva nient’altro.
Udì poche parole mentre la trascinavano su per le scale. “Marchio” e “abbandonata nell’oceano” ma non riusciva a capirne il significato.
Inciampò all’ultimo gradino e un soldato la prese per il braccio impedendole di cadere. La strattonò. Angel incrociò il suo sguardo e vi lesse disgusto e disprezzo. Incredibilmente le fece più male di tutte le ferite che aveva sul corpo.
Odore di legna bruciata e ferro. Le tornò in mente l’officina da fabbro e Dolores.
Si guardò intorno e vide un braciere.
Un uomo con un guanto prese tra le mani una pinza e la immerse nel fuoco. Ne estrasse un ferro arroventato. Rosso come il sangue.
Angel venne strattonata verso il braciere.
Un soldato le bloccò il braccio.
Angel non parlava. Aveva gli occhi fissi su quel rosso acceso.
Tentò di scappare. Di allontanarsi man mano che si avvicinava. Ma i soldati erano troppo forti.
Il ferro toccò la sua pelle bianca e lei urlò. Urlò. Urlò finchè aveva fiato in corpo. L’odore della sua pelle che bruciava le fece venire i conati di vomito.
Poi qualcosa nella sua testa esplose e vide una luce accecante cancellare ogni cosa. Il dolore. Il pensiero. Tutto.

Anche chi assisteva all’esecuzione vide quella luce, per una frazione di secondo furono tutti illuminati. E tutti si piegarono dal dolore perchè nelle loro teste echeggiò un grido disumano. Angel cadde svenuta. E anche molti soldati e persone del pubblico svenirono con lei.

Lontano. Nella camera della reggia del Saggio Lucipher si piegò in due dal dolore. La sua testa era in fiamme. Il Saggio corse da lui e lo trovò svenuto per terra.

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Piccola mia. Mi dispiace. Non ho scelta. Ti devo lasciare.
Era la voce di una donna. Una voce spezzata dal pianto. Un dolce profumo di lavanda l’avvolgeva.

Angel aprì gli occhi. Era soltanto un sogno. Vedeva il cielo azzurro sopra di lei e si sentiva cullata dall’acqua. Era su una barca. Sola e sdraiata. Perse di nuovo i sensi.

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5 pensieri su “Peli – 33 – Angel

  1. Ciao cara, scrivi sempre benissimo! Ho avuto problemi ultimamente a commentare sul tuo blog, ora riprovo, spero che il commento venga pubblicato

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