– La febbre è scesa? – chiese ad Angel Every entrando nella piccola e spoglia stanza.
– No è ancora alta – rispose Angel cambiando la pezza d’acqua sulla fronte della piccola bimba.

Quando Angel superò la paura di trovarsi da sola e si incamminò verso il villaggio, vide una piccola casina tra gli alberi. Bussò col cuore in gola e le venne ad aprire una piccola ragazzina, tutta ossa e occhi, che urlò.

Alla fine Every si era calmata e l’aveva accolta in casa. Qualcosa le diceva che quella ragazza non era un drago. Un istinto che lei conosceva bene, visto che possedeva due occhi azzurri brillanti.
Viveva lontano dal villaggio, coi suoi fratellini, perchè considerata elemento di sventura. Da sempre era stata trattata come una reietta, le persone sputavano al suo passaggio, lei ormai non ci faceva più caso. Aveva imparato ad ignorare chi si basava solo sull’aspetto esteriore per giudicare le persone. Tutti si soffermavano sui suoi occhi, nessuno mai si domandò chi fosse in realtà. La mamma era morta l’estate scorsa, per febbre. Il padre era in guerra. Come tutti gli uomini del villaggio.

Difatti ormai erano rimaste solo donne, bambini e vecchi. Chiunque fosse in grado di combattere era stato assoldato per la guerra contro i draghi.
Le coltivazioni marcivano nei campi, perchè le donne sole non potevano occuparsi di tutto.

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