Peli -19 – draghi

– Perchè non voli? – chiese Angel osservando le ali mentre camminava a qualche passo di distanza.
– I miei compagni potrebbero vedermi. Vuoi arrivare viva al villaggio?
Non si voltò nel risponderle. Angel rimase pensierosa. Era successo tutto così velocemente. Non riusciva a pensare con chiarezza e ora dubitava anche delle sue sensazioni. Possibile che trovava piacevole la compagnia di un drago? Di colui che aveva ucciso tanti innocenti?
– Perchè non parli? – le chiese Lucipher voltandosi di scatto e fermandosi  – Insultami, arrabbiati ma parla!
– Perchè li hai uccisi?
Quegli occhi trafissero Lucipher. Quella ragazza gli leggeva l’anima. Si sentiva a disagio e inerme. Lui, il guerriero, era indifeso difronte a quelle iridi verdi.
– Il castello del Nord aveva ucciso barbaramente i nostri compagni che vivevano pacificamente su un’isola.
– Quindi li avete vendicati. Certo perchè un bambino di sei anni è colpevole di un assassinio avvenuto lontano chilometri ed eseguito da persone che nemmeno conosce! Ma ti rendi conto di quello che stai dicendo? E’ assurdo! – le lacrime le avevano già bagnato le ciglia.
Lucipher abbassò le ali. Dentro di lui sentimenti contrastanti si stavano combattendo. L’onore, la fedeltà ai compagni, la vergogna, il senso di colpa, le grida che fingeva di non sentire.
– Nemmeno i nostri bambini erano colpevoli. Su quell’isola vivevano semplici agricoltori. Non sono stati in grado di difendersi. Si sono lasciati uccidere senza reagire. Avevano scelto di allontanarsi dalla capitale perchè desideravano una vita pacifica, volevano far crescere i figli lontano dalla guerra. Non volevano vederli trasformati in soldati.
Angel lo guardò confusa.
– Perchè c’è questa guerra – si asciugò gli occhi con la mano.
– Non lo so. L’inizio della guerra non lo ricordano nemmeno gli anziani. Io credo che ci combattiamo solo perchè siamo diversi. Perchè noi abitavamo queste terre da molto prima del vostro arrivo.
– Diversi?
– Come vedi io ho le ali – e le spalancò in tutta la loro immensa lunghezza.
– Perchè credevano che io fossi un drago allora? Io non ho ali.
– Tu non hai mai visto un drago?
Angel fece di no con la testa.
– Incredibile. Assurdo. – si passò una mano fra i capelli – Comunque noi draghi abbiamo tre forme: questa che vedi – le ali scomparvero lasciando solo un pulviscolo luminoso che si disperse nell’aria – e quella senza ali.
Angel si avvicinò e toccò l’aria dove prima vi era il pulviscolo. Lo fissò a bocca aperta. La camicia che indossava aveva due aperture, poteva vedergli la schiena. Una schiena umana. Muscolosa. Sulla sua pelle poteva scorgere due linee che gli correvano dalle spalle fino alla cintola, come due cicatrici. Color oro.
– Ora allontanati un poco e non ti spaventare.  Ricordati che non voglio farti del male. Quella che ora vedrai è la terza forma.
Una luce azzurra esplose partendo dal petto di Lucipher e diventò sempre più grande fino ad avvolgerlo completamente. Poi si espanse e iniziò a prender forma.
Al posto di Lucipher ora vi era un drago nero come la notte con due enormi occhi azzurri brillanti. Era enorme.
Poi di colpo scomparve come era apparso, lasciando nell’ara il pulviscolo d’orato.
Angel fissò nuovamente l’uomo con le ali che aveva conosciuto. Lui si avvicinò di un passo, incerto.
– Ti sei spaventata? – allungò la mano per toccarla, quella ragazza sembrava evanescente, un miraggio. Angel fece un passo indietro e lui ritirò la mano.
– No, non mi hai spaventato.
Lucipher la fissò attentamente. Non era un viso terrorizzato. Stanco, sfinito, provato, ma non terrorizzato. Inspiegabilmente si sentì sollevato.
– Da dove vieni Angel? Da molto molto lontano per non aver mai visto un drago.
– Non so da dove vengo – quante volte aveva ripetuto quelle stesse parole al villaggio? Le si strinse il cuore nel pensare che non esisteva più. – Non credo di esser nemmeno umana. O almeno questo aveva detto il dottore che mi aveva visitato – Angel si stupì di se stessa. Perchè gli stava raccontando queste cose? Toccò il medaglione che portava al collo in cerca di sicurezza, di conforto.
Lucipher la guardò con dolcezza. La sua mente si svuotò. Avrebbe voluto consolarla, darle sicurezza e invece non trovò le parole.
– Andiamo – fu l’unica cosa che riuscì a dire.

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