Peli -16 – uomini

Oanne decise di prenderla con se come cameriera, su suggerimento del generale ovviamente. Un suggerimento velato, nascosto tra le pieghe del tessuto di un nuovo abito, una frase detta a metà che la ragazza fece subito sua.
Angel scoprì presto perchè non riuscisse a piacerle.
Oanne era viziata, capricciosa e prepotente. Con tutti, persino col suo fidanzato.
Eppure Angel provava compassione per lei, come se un dolore profondo  e costante l’avesse trasformata in una creatura così superficiale. Fu per questo che si abituò presto al suo carattere e con dedizione e amore si prese cura di lei, tanto da conquistarsi le sue confidenze.
Oanne senza rendersene conto era diventata dipendente dalle attenzioni di Angel.
– Angel! Angel dove siete!
– Sono qui! Stavo preparando il vestito che mi avete chiesto
– Muoviti! Alton sarà qui tra poco e io devo esser stupenda. Non posso accoglierlo in disordine.

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Oanne fece il suo ingresso nel salottino seguita da Angel.
Il Capitano Alton accolse la propria fidanzata con un inchino ed un bacio. Ma il suo sguardo indugiò su Angel.
Quel misto di innocenza, purezza e forza d’animo lo avevano colpito come un uragano.
Non riusciva a non penare a lei. Aveva perso il lume della ragione. Se ne rendeva conto. Ogni giorno, ogni singola ora, ogni minuto erano impegnati nello sforzo di non pensarla. Invano.
Il generale gli aveva ordinato di controllarla, di farla pedinare quando usciva dalla villa. La studiavano. Lei non era umana,  speravano di poterla utilizzare contro i draghi appena avessero scoperto “chi o cosa” fosse.  Non come arma segreta, perchè era evidente che fosse indifesa, ma come oggetto di scambio nel caso loro risultassero interessati a lei. Stavano studiando un piano per far pervenire ai draghi la notizia di questo ritrovamento, dovevano essere cauti e molto diplomatici.
Alton sapeva che era la scelta corretta da fare in guerra, seguire tutte le vie possibili per difendere la popolazione e vincere la battaglia. Eppure… Eppure non riusciva a togliersi dalla testa quella ragazza. Non riusciva a vederla come un ostaggio.

Angel lasciò i due fidanzati e finalmente uscì dalla villa. La sua giornata lavorativa era terminata.
Prima di tornare a casa voleva però passare dal mercato. Fermarsi ad osservare le persone che facevano acquisti, che parlavano, che ridevano o mangiavano.
I volti, le emozioni, i gesti la rapivano.
Stava osservando un bimbo che giocava vicino al pozzo quando un urlo la fece trasalire.
Era terrificante. Disperato.
Le persone iniziarono a correre. Si scontravano, cadevano a terra, si calpestavano. Il volto una maschera di terrore.
Non capiva che stava accadendo.
Poi un uomo che le stava correndo incontro venne sollevato in aria per cadere a terra scomposto.
Fu allora che alzò gli occhi al cielo e li vide.
Erano tantissimi. Oscuravano il sole.
Erano uomini con le ali. Ogni tanto scendevano in picchiata con le spade sguainate, rosse di sangue.
Non facevano distinzione tra donne, uomini e bambini.
Angel rimase lì a guardare ciò che stava accadendo.
Non poteva esser reale.
La sua mente non riusciva ad accettarlo.
Le sue gambe erano ferme. Immobili.
Una guardia del villaggio la scambiò per un drago. Le corse incontro per trafiggerla.
Angel urlò.
Due braccia la presero per la vita e la sollevarono in cielo.

signorelli

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