Questo racconto fa parte di un progetto a cui ho partecipato per il blog multiautore Apiumani, che ora ha chiuso. Ogni week end riporterò uno di quei racconti su questo blog specificando la traccia che era stata specificata.

Traccia: sotto il vestito.

Se volete leggere gli altri racconti li trovate nella categoria: Racconti Brevi

***

L’acqua calda rilassa i muscoli affaticati.
Sono già andati via tutti quanti, in piscina sono rimasta solo io.
Io e il silenzio.
Fuori sento il vento che ulula.
C’è pace.
Chiudo gli occhi e assaporo questa quiete come un dono.
Un rumore di tacchi.
Apro gli occhi di scatto.
Tacchi negli spogliatoi? Com’è possibile?
Il rumore si avvicina.
Prendo l’accappatoio e sbircio fuori dalle docce.
Una figura esce dall’ombra del corridoio.
Una donna con un cappello, l’impermeabile nero lungo fino ai piedi e un paio di scarpe rosso sangue.
Non può esser reale. Chi verrebbe in piscina così? A quest’ora poi?
Sento lo stomaco contorcersi. Ho paura.
Qualcosa mi spaventa, il suo modo di camminare forse.
Non alza il viso. Guarda i suoi piedi. Procede sicura verso di me.
Sono gelata. Non per il freddo ma per la mancanza di sangue che circola nelle vene.
Non riesco a respirare.
Arriva vicino alla mia sacca aperta. Si ferma e si sfila l’impermeabile.
Lo lascia cadere per terra.
Le luci giocano un brutto scherzo. Sembrano vogliano spegnersi. Vibrano un po’ e poi…buio…
Fuori c’è la luna piena e la sua pallida luce filtra nello spogliatoio.
Riesco a vedere i contorni di questa sconosciuta.
Vedo che si sta togliendo anche il vestito.
Ora dovrebbe indossare solo l’intimo ma…
c’è qualcosa…qualcosa che brilla… in teoria lì dovrebbe esserci il suo stomaco e io vedo…vedo…
In una frazione di secondo vedo il suo viso scattare verso l’alto.
La sto osservando, non noto alcun movimento eppure eccola qui. Davanti al mio viso.
Urlo. Non so fare nient’altro.
Urlo, scatto all’indietro. Scivolo, cado nell’acqua.
La luce torna.
La donna sotto il vestito non ha nulla.
Per nulla intendo NULLA. E’ come guardare un buco nero che inghiotte la luce.
Non riesco a distogliere lo sguardo. Vengo attratta da lei. Dentro di me la certezza che se seguissi questa sensazione verrei assorbita e di me non rimarrebbe nulla.
Eppure mi sto muovendo verso il buco nero.
Sempre più vicino… sempre di più…
Poi una musica mi distrae, mi fa riacquistare forza. Una musica che giunge da lontano.
Che mi trascina altrove.

La radiosveglia che suona.

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