Alton portò Angel nella casa del generale Robert che l’accolse con rispetto. La fece accomodare su una sedia.
– Ora fanciulla subirai un interrogatorio. Se non risulterai essere un drago avrai le mie pubbliche scuse e la libertà di rimanere qui da noi. Se così non fosse..sarai giustiziata seduta stante.

Angel non parlò. Tremava.
Per la prima volta, da quando era stata trovata nel bosco, percepì se stessa.
Fu un breve istante. Un luccichio nella nebbia. Un’immagine fugace del proprio vero IO.
Non riuscì ad afferrarlo, le sfuggì tra le dita.
Eppure fu sufficiente. Si accorse di avere una coscienza propria. Una sua vita.
Fino ad ora aveva fatto ciò che Dolores si aspettava da lei.
Non perchè lo volesse veramente, ma perchè non aveva altro.

Alzò il viso e guardò negli occhi il generale.
Come poteva sapere se era o non era un drago?
Lei non ricordava di averne incontrato uno. Non ricordava nulla del suo passato. Come poteva affermare di essere qualcosa che non conosceva?

 

***

Indice del racconto

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