Angel, rimasta sola, stava preparando una torta mentre i gemelli dormivano nella loro stanza.
La porta si spalancò ed entrò correndo Samuel.
– Angel! Angel! – e si aggrappò alla sua gonna piangendo
– Cosa è successo?
– Sono stato cattivo! Mi dispiace
– Dimmi cosa hai fatto
– Ho rovinato la spada del capitano, non volevo! Mi è caduta! – e iniziò a piangere nuovamente
– Su Samuel, non l’hai fatto apposta. Ora smettila di piangere, e vai a chiedere scusa a tuo papà e anche al capitano – e lo baciò sulla fronte.
– Non ce ne bisogno. Sono qui – sulla porta spalancata vi era Alton con la spada in mano pronto a combattere – Sembri proprio un drago, ma non lo sei. Vero? – le puntò la spada alla gola costringendola ad alzare il viso e a fissarlo. – Occhi verdi, capelli chiari…tutto di te sta ad indicare che sei un drago….-
-No! – urlò Raphael entrando in casa – Non farle del male! E’ una brava ragazza! Non è un drago-
-Raphael? – Alton alzò un sopracciglio guardando il forgiatore – la difendi?-
– E’ tanto buona lasciala stare! – urlò Samuel mettendosi davanti ad Angel a braccia aperte
– Non spetta a me decidere della sua vita. La porterò dal generale –
– Oh no, ti prego no! – Dolores entrò in quel momento facendo cadere il cesto con la spesa – non portarmi via la piccola. E’ come una figlia per me! –
– Se non è un drago, non avrà nulla da temere – la prese per un braccio e la spinse fuori, senza abbassare l’arma.
La mise sulla sua cavalcatura legandole i polsi alla sella.
Dolores crollò a terra tra i singhiozzi.
L’ultima cosa che Angel vide fu Raphael abbracciare dolcemente la moglie.

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Attraversarono il paese sotto lo sguardo stupito della gente. Alcune persone facevano segno di scongiuro per terra e correvano a chiudersi in casa. Molti sputavano al loro passaggio. Altri la insultavano. Le donne si segnavano in cerca della protezione degli dei.

 

***

Indice del racconto

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