– Mamma! mamma! – urlò Samuel rientrando con suo padre.
– Siediti Samuel e cura i tuoi fratelli. Io e tuo padre dobbiamo parlare –
L’uomo guardò pensieroso la moglie ma non disse nulla e la seguì senza commentare verso la camera dei bambini.
Rimase pietrificato sulla soglia.
– Sei pazza! Quello è un drago! –
-Era svenuta nel bosco…nuda…indifesa…non potevo …-
– Taci! Si sta svegliando –

La fanciulla aprì gli occhi, si guardò attorno e si sedette sul letto ad osservarli.

-Ha gli occhi verdi! E’ proprio un drago! – Dolores si coprì la mano con la bocca. Cosa aveva fatto? Aveva portato la morte in casa!

La fanciulla li guardò incuriosita, poi chiese con un filo di voce:
– Cos’è un drago?
– Tu… tu non sei un drago? – chiese dubbioso Raphael
– No. Non credo. Non so cos’è –
– Chi sei? –
– Non lo so…io… io non ricordo – prese la testa tra le mani e si ranicchiò nuovamente in posizione fetale.

A Dolores la paura svanì e si avvicinò a lei, con dolcezza le accarezzò la testa.
– Non preoccuparti. Ora sei al sicuro. Vedrai che presto ricorderai da dove vieni – poi guardò il medaglione che aveva appoggiato sul comodino. – Questo è tuo e sopra c’è scritto “Angel”, è il tuo nome?
– Forse, non lo so – e gli occhi le si riempirono di lacrime
– Su su ragazza, non fare così. Piangere non serve a nulla. Noi d’ora in poi ti chiameremo così, va bene? Ecco perfetto. Ora alzati da questo letto. Lì ci sono dei vestiti che ti ho preparato. Vestiti e vieni a tavola con noi.

Usciti dalla camera e chiusa la porta Raphael prese per un braccio la moglie.
– Ma sei pazza?!
– Quella fanciulla non è un drago. Me lo sento nelle ossa. E io non sbaglio mai – guardò negli occhi il marito.
Lui rimase fermo ad osservarla, poi rilassò la mascella tesa.
– E va bene. Ma come facciamo a tenerla nascosta?
– Ci penseremo domani mattina. Un problema per volta. Ora andiamo a cenare.

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