Dalla strada principale, che portava al castello, giungeva a piedi un uomo in abiti militari che teneva per le briglie il proprio duhal.
Il duhal è un animale con due zampe posteriori muscolose e lunghe sulle quali cammina, collo lungo, coda prensile e due minuscole zampe anteriori che utilizza per portare il cibo alla bocca.
Il nome di quell’uomo è Alton,  il capitano della guardie del piccolo paese Noem.
Stava tornando a casa dopo aver consegnato  al castello gli annali sull’economia.
Figlio unico di ricca famiglia di commercianti,  aveva avuto la fortuna di studiare all’accademia prima di entrare nell’esercito, dove aveva fatto carriera velocemente.
Presto avrebbe sposato Oanne, la figlia del capovillaggio.

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-Samuel quand’è che smetterai di piangere per un nonnulla? – disse Dolores piegandosi ad asciugare le lacrime la suo bimbo, nel frattempo gli altri due gemellini gli saltellavano intorno prendendolo in giro, e chiamandolo fanciullina. -Su su, che non è niente. Solo un graffietto. Dai smettila ora e vai ad aiutare tuo padre in armeria.- e lo spinse fuori casa.

-Samuel su muoviti, mi serve dell’acqua fredda. Devo finire la spada del capitano.
Il piccolo corse fuori col secchio vuoto, per rientrare poco dopo in compagnia di Alton e il secchio pieno.
-Raphael -salutò il capitano
-Bentornato, prego si accomodi. Lontano dal fuoco che è più fresco
Samuel prese uno sgabello di legno e lo mise vicino alla finestra.
Suo padre intanto non poteva fermare il lavoro altrimenti avrebbe rovinato la spada. Rimasero in silenzio finchè non finì di martellare il ferro. Poi lo mise nell’acqua fredda e la stanza si riempì di vapore.
A quel punto riappoggiò la lama sul suo tavolo da lavoro. Si pulì le mani nel grembiule logoro.
-Ci sono novità al castello?-
Raphael e Altan si conoscevano da anni e avevano perso da tempo l’usanza di darsi del lei.
– Nulla di buono. Hanno attaccato dei draghi che si erano insediati nell’isola Piccola. Sterminati tutti.
– Non mi sembra una notizia negativa.
– Si. lo è. Ora ci attaccheranno per vendicarsi.
– La guerra si avvicina a noi dunque?
– Si. Ora ti devo salutare amico mio. Tieni questo è un anticipo per il lavoro- e gli lanciò un sacchetto.

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– Signorina c’è il vostro fidanzato – disse con un inchino la cameriera, scostandosi lievemente per far entrare il capitano.
– Oh Alton! – la fanciulla si alzò di scatto dalla poltrona. Aveva i capelli corvini e ricci, raccolti in una coda. Indossava una veste azzurra, “l’ultima moda della capitale” aveva recitato il sarto aumentandone così il prezzo. – Com’era il castello? E le dame di corte?
– Nulla amore è più bello che tornare alla propria casa, dai tuoi cari e da te, mia dolce Oanne
– Dai ti prego, racconta! Sono curiosa. Non è che qualche dama ti ha rapito il cuore?
– Amore mio, puoi fare sonni tranquilli. Purtroppo per te non ho partecipato ad alcun evento mondano, ho solo lavorato
– Oh sei così noioso.
– Dovresti esser contenta, magari se guardavo attorno a me non sarei più tornato
– Smettila! Non dire queste cose! – lo abbracciò – Tu sei mio, mi appartieni!

In quel preciso istante ritornò la cameriera annunciando l’arrivo del generale Robert.

***

Indice: Peli

 

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